Approvata la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, tempi duri per chi discrimina.
13 Dicembre 2007 alle 11:52
Non è stata una nascita tranquilla, perché c’erano i soliti contestatori euroscettici (mescolatisi per l’occasione con gli eurostronxi di mestiere). Eppure ieri all’Europarlamento in seduta speciale è stato approvato un documento storico.
Protestavano alcuni parlamentari di sinistra che chiedono il referendum sul Trattato, che è un’altra cosa, e si sono trovati assieme agli antieuropeisti come Borghezio e i lepenisti. Un giorno capiranno.
Questo trattato è il tipico documento che serve all’Italia conservatrice (e in fondo sempre po’ fascista), come l’acqua ad un pesce. Siccome siamo gli unici ad avere una parte della classe politica agli ordini del Vaticano, stato extracomunitario dalle idee un po’ bislacche, questa Carta mette a posto alcune cosette che in Italia non vanno a posto, da sole o attraverso un civile dibattito politico.
Infatti all’articolo 21 si vieta la discriminazione fondata su: sesso, razza, colore della pelle, lingua religione eccetera eccetera… e alla fine inserisce pure le tendenze sessuali.
Ecco che la norma antiomofobia, che l’altro giorno metteva a rischio il governo a causa del veto di Mastella e Binetti, trova un fondamento giuridico ulteriore e per nulla secondario, anzi di rango costituzionale. Le solite argomentazioni razziste utilizzate da certi esponenti politici e religiosi per discriminare chi non rientra nel banale e anacronistico schemino cattolico, trovano un divieto molto forte a livello europeo. Grazie Europa!
E adesso cosa minacceranno gli irriducibili teodem nostrani, di uscire dall’Europa che non gli permette di seguire la linea vaticana? Che vadano in vaticano allora. Sicuramente gli daranno asilo.
PS: quanta energia sprecata per questioni che non dovrebbero nemmeno esistere, manco fossimo la Polonia!
Pubblicato in Politica da calogero | (Letto 3788 volte)
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