Io lavoro e penso che…
1 Luglio 2005 alle 00:44
Lettera pubblicata da Liberazione il 28.06.05
Mi chiamo Antonio Zacarias, sono un rsu argentino, lavoro in Permastaeelisa Spa di Vittorio Veneto. Scrivo questi appunti con l’idea e la speranza che servano per non commettere gli stessi errori che ho commesso io, sarei felice se queste parole arrivassero al cuore e alla mente di almeno uno di voi. Provengo da un paese che negli ultimi 10 anni è passata da un benessere accettabile ad una miseria insopportabile, a causa di molti fattori, ma che si riassumono in una frase detta tante volte “RIDUZIONE DEL COSTO DEL LAVORO”. La conseguenza è stata la perdita dei diritti dei lavoratori, licenziamenti in massa, livello di disoccupazione al 23%. Si parlava della legge del mercato, per un lavoratore come me questo significava che per strada c’erano altri 200 lavoratori disoccupati che desideravano il mio posto per dar da mangiare alla propria famiglia e quindi se il mio capo mi chiedeva di lavorare in collaborazione altre 4 ore, io dovevo dire di sì. La collaborazione significava lavorare gratis. Quando è nata la mia prima figlia in ospedale non ho pagato nulla, due anni dopo, quando è nato mio figlio ho dovuto pagare l’anestesia per il cesareo di mia moglie. Tutto questo grazie alla libertà del mercato e alla privatizzazioni. Mia nonna è pensionata e nel 1990 percepiva 550 dollari, ora 130…nel 1993 il mio stipendio alla Telecom Agr era di 700 dollari, 9 anni dopo ne percepivo 300… l’università era gratis, ora si paga e nonostante tutto cambiasse in peggio io non ho mai manifestato e protestato e sembrava che niente mi toccasse… chi lotta è solo un idealista… ma ero io a non vedere la realtà… volo Buenos Aires-Roma, 12 ore di volo,in quelle 12 ore ho avuto l’opportunità di riflettere… pensavo a tutti quelli che lasciavo ed ero consapevole che niente sarebbe stato come prima…”per chi rimane in Argentina sarò sempre uno che fugge, per gli italiani sarò sempre uno straniero”… il primo sentimento fu di odio, verso i politici ed i sindacalisti ma poi ho pensato che ero solo tanto stupido e codardo… il mio individualismo ed egoismo sono state le causa di questo senso di colpa che mi pervade. Oggi nel 2005 in questa Italia che mi ha dato la tranquillità, che mi ha dato la possibilità di acquistare una casa, incomincio a vedere lo stesso film, le stesse parole, la stessa politica di governo, ma questa volta la mia condotta non sarà la stessa, Dio mi ha dato questa seconda opportunità e ne approfitterò. Posso fare poco perchè non posso neanche votare, non so se avremo successo, non sono sicuro di poter cambiare le cose, costa sacrifici e difficoltà ma so che devo farlo, non per altre persone, neanche per la mia famiglia, devo farlo per me stesso… per non risentirmi stupido ed incapace. Questo è un grido a tutti i lavoratori italiani: AIUTIAMOCI! Fate in modo di non sentirvi più stupidi! Grazie a tutti…
Un metalmeccanico extracomunitario.
Pubblicato in Attivismo da dubcek | (Letto 398 volte)
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