Terrorismo, scoperta polizia “segreta”, coinvolti agenti ed ex carabinieri
1 Luglio 2005 alle 12:18
Questa è grossa. Vi ricordate di Gladio, Stay Behind, i Servizi segreti deviati? sono ancora tra noi. A seminare il panico e influenzare la vita italiana. Ma li manderanno in galera sti fasci che giocano ai servizi segreti? ergastolo, come alle BR.
Tratto da Repubblica:
Dipartimento Studi Strategici Antiterrorismo. Si chiamava così la struttura accusata di essersi spacciata per una specie di forza dell’ordine ‘parallela’ nel settore della lotta al terrorismo. Secondo gli investigatori, scopo dell’organizzazione era accreditarsi presso importanti organismi nazionali ed internazionali, tra i quali probabilmente anche servizi segreti stranieri, per ottenere finanziamenti.
La Digos della Questura di Genova, nelle prime ore di stamani, ha compiuto oltre 25 perquisizioni in nove regioni italiane (Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Molise, Sicilia e Sardegna). Ventuno sono gli indagati tra gli appartenenti alla stessa Polizia di Stato, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza ed alla Polizia penitenziaria. Due persone, non appartenenti alle forze dell’ordine ma già note alle cronache, sono state finora arrestate. Si chiamano Gaetano Saya e Roberto Sindoca, ambedue noti già alle cronache per aver guidato l’organizzazione “Destra Nazionale“, che ereditò la sigla da Almirante. Saya, ex massone, fu anche teste d’accusa al processo Andreotti. Considerato vicino ai servizi segreti deviati, ha spesso millantato i suoi rapporti con il Sismi. Saya e Sindoca sono stati messi agli arresti domiciliari, il primo a Firenze, il secondo a Pavia.
Le accuse. Il reato contestato è quello di associazione per delinquere finalizzata all’usurpazione di funzioni pubbliche in materia di prevenzione e repressione dei reati. In sostanza, gli inquirenti ritengono che lo scopo dei capi dell’organizzazione fosse quello di usufruire di finanziamenti da parte di organismi nazionali e internazionali. Molti degli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti avrebbero aderito in buonafede a questa sorta di servizio segreto truffaldino. Il sedicente Dipartimento avrebbe anche effettuato controlli negli aeroporti, senza particolari effetti. Alcuni suoi componenti avevano accesso diretto al centro di elaborazione dati del Ministero dell’Interno.
Spunta il nome di Fabrizio Quattrocchi. Il settimanale “News” ha recentemente scritto che a questa organizzazione apparteneva anche Fabrizio Quattrocchi, la guardia del corpo uccisa in Iraq. A quanto si apprende l’indagine è partita dalla vicenda Quattrocchi che però non risulta aver mai operato per la DSSA. Indagando sul fenomeno delle body guards operanti all’estero, gli agenti diretti dal vicequestore Giuseppe Gonan si sono imbattuti nelle investigazioni illegali della DSSA: pedinamenti, indagini, uso illecito di distintivi e di palette in uso alle forze dell’ordine. Con la complicità degli appartenenti alle forze dell’ordine venivano anche attinte notizie riservate dalle banche dati interne.
Perquisizioni a Milano. Sette perquisizioni a Milano, la cui Procura sta conducendo un’indagine parallela.
Uomini della Digos di Milano, in alcuni casi con colleghi di Genova, hanno eseguito sequestri di molto materiale documentale nei confronti di alcuni appartenenti alle forze dell’ordine, in particolare poliziotti e carabinieri, ritenuti vicini alla Dssa. Si tratta di un vicesovrintendente e due assistenti della Polizia di Stato, un ex carabiniere e un ex poliziotto, un maresciallo dei carabinieri e un civile.
L’inchiesta della Procura di Milano segue un filone diverso da quello di Genova: secondo quanto si è appreso, infatti, gli appartenenti alla Dssa avrebbero cercato di spacciarsi per forza di polizia, mostrando tesserini (della Dssa, appunto) molto simili a quelli delle forze dell’ordine, e usando, in alcuni casi, palette e lampeggianti sulle loro auto.
Pubblicato in Fascismo arretrato, Povera Italia da swampthing | (Letto 563 volte)
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