La stampa estera ignora il “caso” Ratzinger-La Sapienza. Ovviamente.
17 Gennaio 2008 alle 17:47
Martedì sera, ora di massimo ascolto del telegiornale più importante e visto: il Tg1.
Sulla decisione del Papa di non andare alla Sapienza interviene in diretta Paolo Mieli.
Il direttore del Corriere della Sera ha la faccia scura, parla di «figuraccia internazionale» e si dice sicuro che «tutti i giornali del mondo ne parleranno».
Si è sbagliato.
A conferma del fatto che di ciò che fa e dice il Papa nel mondo interessa a pochi, quasi nessun quotidiano ha la notizia in prima pagina.
A dir la verità, fra i grandi quotidiani internazionali, ce n’è uno che dà grande spazio all’Italia. Si tratta del Herald Tribune, ma la foto di prima pagina mostra la monnezza di Napoli. Non il Papa. [L’Unita’]
In effetti il peso dato all’episodio sui media esteri è del tutto modesto. Su El Pais di oggi, se ne parla. A pagina 46! Alla voce sociedad. Sull’Herald (ho per le mani pure quello oggi) invece c’è molta Italia. Prima pagina mega foto della monnezza campana, pagine 15 e 16 un servizio sulla moda italiana e pagina 18 servizio sui brasiliani del Milan (foto di Ronaldo e Pirlo abbracciati dopo un gol). Vado a vedere su internet: Le Monde zero spazio, ma in compenso abbiamo Prodi che rifiuta le dimissioni di Mastellone. El Periodico (giornale di Barcellona), zero spazio. Timesonline zero spazio. The Guardian zero spazio (ci sono però i presunti problemi fiscali di Capello). Ok mi basta e mi fermo qua. Sarà che il mondo va veloce, ma il caso “Ratzi-La Sapienza” sembra essere perlomeno dimenticato.
In effetti, a pensarci bene, la cosa non mi meraviglia più di tanto. A Natale, mentre la Rai ci sciroppava gli auguri del papa in 69 lingue in diretta (edizione integrale very interesting), in Spagna la cosa veniva data in questo modo: il Papa ha fatto gli auguri di Natale in 69 lingue tra cui il castigliano. Fine.
Il Papa ha scelto di non andare in un posto dove poteva essere contestato. Poteva fare il suo bel discorso e non l’ha fatto. Lui è un re, parla con Dio, figuriamoci se si abbassa a essere spernacchiato da dei giovani studenti. Forse questa cosa sarebbe si andata sui media mondiali: il Papa contestato a Roma durante un discorso all’università. Sorpresa, la democrazia italiana è ancora viva e ha un cuore che pulsa e un cervello libero che pensa e se ne frega del Papa. Un rischio decisamente da non correre.
Pubblicato in L'ora di religione, Povera Italia da calogero | (Letto 3957 volte)
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