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Oggi a San Pietro. I politici italiani in soccorso del papa vincitore. Che schifo!

20 Gennaio 2008 alle 14:37
calogero

Si, il papa ha vinto. Non ci voleva molto, ma ha vinto.
I 200mila in piazza a San Pietro, comunque, oggi erano in buona compagnia. La sfilata di politici in soccorso del papa vincitore era ben nutrita e pregna di dichiarazioni di mirabile livello intellettuale.
“I quattro intolleranti ‘fascisti’ della Sapienza finalmente sono stati zittiti da una marea umana, una marea di amore e buon senso che si è schierata a fianco di Papa Benedetto XVI oggi in piazza San Pietro”. Lo afferma il senatore Roberto Calderoli, noto fervente cattolico quando non è celtico.
“L’Angelus di papa Benedetto XVI, oggi a San Pietro, “è stata una lectio magistralis in nome della libertà di espressione ed un insegnamento contro l’intolleranza per la ricerca della verità”. E’ il commento dell’europarlamentare della Lega Nord Mario Borghezio.
“Il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il ministro degli Esteri Massimo D’Alema avrebbero dovuto chiamare il Segretario di Stato Bertone per scusarsi”. Lo ha detto l’ex Guardasigilli Clemente Mastella.
Sembra una gara a chi da la leccata più grossa al già ben leccato culo del Vaticano. Che schifo.
Tra gli altri: Rutelli, Garavaglia, Lucidi, Binetti, Andreotti, Cossiga, Franceschini, Cicchitto, Ronchi, Baccini, eccetera eccetera eccetera.
Ma per fortuna, qualcuno che osa ancora tentare di mettere le cose a posto c’è: “Il fatto che questa mattina decine di esponenti politici del centrodestra e purtroppo qualcuno anche del centrosinistra siano a San Pietro per politicizzare il tradizionale messaggio domenicale del Papa è un fatto grave e inaccettabile”: lo dice il deputato dei Verdi Paolo Cento.
E adesso si stenda un pietoso velo su questa storia.

Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 4618 volte)

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44 Commenti a “Oggi a San Pietro. I politici italiani in soccorso del papa vincitore. Che schifo!”

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  • 44
    silvana scrive:

    Lele
    ogni tanto cerco di sdrammatizzare per non piangere.
    La provocazione, la denuncia, la contestazione sono alcuni dei metodi per arrivare agli scopi che da anni perseguo (non voglio ancora pensare alle armi).
    Ad ogni modo:
    se una persona non è consapevole del proprio disagio psichico potrà solo attendere di sentirsi così male da prenderne coscienza o rimanere fino alla sua “resurrezione” nel limbo dell’ignoranza.
    Le persone che invece hanno questo sentore potrebbero cominciare a chiederselo e trovare la strada per rispondersi (eventualmente ci sono anche le cliniche psichiatriche, per i deliri sembrano i luoghi al momento ideali), informandosi, fortunatamente qualche libro intelligente sull’argomento esiste.
    Quando lotti contro i mulini a vento ti attrezzi a sbattere la testa, prendere calci e pugni, ti accontenti anche delle magre consolazioni.
    La rinuncia è il vero fallimento.
    Non sarò io a vedere dei progressi culturali e sociali in Italia, ma so di non essere l’unica a dire ciò che penso.
    Perseverare mi fa sentire orgogliosa, soprattutto mi fa sentire libera.
    Ripeto Lele tempo al tempo e tanta tanta pazienza.

    Ciao
    Silvana

  • 43
    lele scrive:

    scusa Silvana
    come la vedi una suora che va a denunciare soprusi in questura? da chi,dal papa?
    No non soprusi ma repressione di ordine psicologico.Queste a chi li denunci?
    Al povero poliziotto che ,forse,capisce l’italiano?Ad un’ associazioni tipo telefono amico (se esiste bò)?
    Che i conventi , i seminari e le chiese (o luoghi di culto di qualsiasi religione)
    siano mieno pieni di un tempo è una magra consolazione.A publicizzarli sono le persone che vengono votate!!!! (sono stato veramente buono!!!!!!!!!!)

  • 42
    silvana scrive:

    per lele

    Per quel che riguarda la prima parte sono in linea di massima daccordo con te.
    E aggiungo che, seguendo il tuo discorso, non solo l’uomo dovrebbe vivere nella miseria culturale ma anche nella miseria economica. E il gioco è fatto.

    Rispetto alle suore credo che oggi vi siano molti strumenti per riuscire a comprendere come fare per liberarsi dalle catene, potrebbero ad esempio chiedere aiuto alle numerose associazioni che si occupano delle donne ridotte iin schiavitù, oppure andare a denunciare in questura, come alcune prostitute fanno, i loro stessi persecutori…
    In fondo non siamo nel Medioevo ( non ancora almeno) e per quelle che han vissuto in quel periodo che “Dio le abbia in gloria”, comunque sono già contenta che i seminari ed i conventi non siano più gremiti come un tempo.

    sempre contro il potere clericale
    silvana

  • 41
    lele scrive:

    Cara Silvana
    Io credo che il problema sia la repressione e il tentativo di annullamento della libertà e della dignità individuale.Mi spiego meglio;il potere,per essere tale,ha bisogno di sudditi.Appena qualche suddito osa contestare viene tacciato di (eresia) essere persona che non accetta le idee altrui, bene che vada.La chiesa oscura la ricerca e nega ,ad esempio,la maternità come scelta della donna.Il soffermarsi solo sull’aspetto dell’oscurantismo è,a mio parere, troppo poco e credo molto poco capito.Preferisco partire da quella che è stata ed è la repressione esercitata dalla chiesa ,e non solo,sulle masse non acculturate su cui non sono stati fatti sforzi per acculturare, ma esattamente l’opposto.Il potere ha bisogno di schiavi e se lo schiavo si accultura non solo contesta ma si ribella.
    Le suore sono certamente donne come i preti maschi.La loro è stata una libera scelta? Io non credo vista la giovine età in cui sono stati internati nei conventi e nei seminari e poi occorre verificare anche la loro condizione culturale ed economica (almeno per il passato)di partenza
    lele

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