Ratzinger e il culo di Jennifer Lopez. La creazione del mito attraverso la mistificazione televisiva
21 Gennaio 2008 alle 15:23

Incredibile. Ieri sera ho guardato il TG5. Non so perché l’ho fatto. Masochismo? Voglia di rovinarsi la serata? Perversione? Boh. Comunque la notizia in apertura era, ovviamente, il rave party in piazza San Pietro.
Ho subito ricordato perché sono anni che evito il TG5. Non appena la “cronista” ha sottolineato come sia mite questo papa, e ha concluso il servizio dicendo che alla fine il papa aveva finito il discorso “a braccio”, solo perché aveva augurato buona giornata ai presenti senza leggere dal foglio.
Due o tre anni fa, per un po’ si parlava spesso in TV del culo di Jennifer Lopez come di una scultura perfetta, un’ opera d’arte a cui ispirarsi. Un culo invidiato da tutte le colleghe. La verità è che J-Lo ha il culone e difatti è raramente inquadrato. Non ci sono primi piani o foto, ma fugaci riprese del fondoschiena lopeziano, inquadrature di sbieco, di striscio dal davanti, di lato, ma mai niente di chiarificatore. Te credo, è una chiattona. Però alla tele, pur senza il conforto necessario dell’immagine, tutti a dire ma che bel culo Jennifer! Non ho mai capito perché si pompasse tanto questo culo di per se già largo, però c’era una strana rincorsa a lodare la presunta perfezione del JLo’s culo. A furia di sentirlo ripetere sembrava vero.
Più che mite, a me paparazzi ricorda una fiera, una bestia feroce che ha protetto i preti pedofili per salvare le casse delle diocesi americane. Tenetelo sempre a mente quando leggete commossi le sue encicliche.
Ma basterebbe il suo sguardo privo di umanità per farsi venire il dubbio. Lo sguardo di un imperatore più che dell’annunciatore del verbo. Benedetto è mite, è il nuovo mito (scusate l’involontario gioco di parole) da diffondere a mezzo TV senza contraddittorio. Si dice e basta. Si mostra il papa che legge dalla finestra a una folla di fanatici cattolicisti(*), e si sottolinea la sua mitezza, come se i predecessori scannassero agnelli durante l’angelus.
Dice messa dando le spalle perché è mite. In latino affinché nessuno possa capire, perché l’assenza di dialogo è un segno di mitezza. Architetta adunate, bagni di folla di cattolicisti, dicendo ovvietà come: rispettate le idee altrui, segno distintivo della mite chiesa nei secoli.
E’ proprio così, la supposta mitezza del papa a mezzo tv mi ricorda tanto il culetto di J-Lo, tanto proporzionato quanto è mite questo papa.
(*) Cattolicista: sedicente cattolico o cattolico part-time, con un mucchio di peccati gravi sulla groppa, tipo: divorzi, convivenze, razzismo, politeismo, condotta sessuale non pertinente al catechismo eccetera, ma sempre pronto a battersi il petto in pubblico. Meglio se inquadrato.
Pubblicato in Relax, Povera Italia da calogero | (Letto 9302 volte)
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