I dilemmi della chiesa evangelica (riformata)
5 Maggio 2005 alle 21:03
“Non ti accoppierai con alcuna bestia per contaminarti con essa; né alcuna donna si accosti ad una bestia per accoppiarsi con essa; è una perversione ripugnante” (Le. 19:26).
Quale cristiano non affermerebbe che un tale atto è immorale? Perché mai persino citarlo? È semplice: il Nuovo Testamento non fa menzione alcuna della bestialità. Si tratta di una proibizione dell’Antico Testamento. Sorge così la questione: la Legge dell’Antico Testamento è ancora vincolante per i membri della Chiesa cristiana? Vi sono molti cristiani che affermano che la Legge dell’Antico Testamento non si applichi ai cristiani a meno che il Nuovo Testamento non riaffermi una particolare legge dell’Antico Testamento. Il Nuovo Testamento, però, non riafferma questa particolare proibizione. Dovremmo concluderne che questa sia una questione “moralmente aperta”? Dio però dice che la bestialità merita la pena di morte: “Chi si accoppia con un bestia dovrà essere messo a morte” (Es. 22:19).
Li adoro. Sempre a contraddirsi. A quando una raccolta di firme per abolire il vilipendio alla religione (qualsiasi religione)?
Pubblicato in L'ora di religione da swampthing | (Letto 566 volte)
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