Morto un papa se ne fa un altro
25 Gennaio 2008 alle 20:07
Tanto tuonò che piovve. Così il governo Prodi alla fine è caduto. Ora la cosa più insensata da fare è aprire un dibattito ed accusare la sinistra estrema, o radicale se preferite, di averlo fatto cadere. E’ insensata perché risponde alla continua estenuante campagna denigratoria che sin dalla nascita del governo l’opposizione ha mediaticamente lanciato dicendo, a più ripresa, che Prodi era in balia della sinistra ed era un governo di comunisti.
Ma chi è così ingenuo da affermare che quel governo era di sinistra? Chi lo era a tal punto da dire che subiva i ricatti da suoi alleati di sinistra? A ben vedere la sinistra ha commesso l’errore opposto, di non aver insistito tenacemente sulle riforme e sulla attenzione allo stato sociale. E’ lì che il governo ha perso consensi.
Certo ha lavorato bene anzi benissimo tanto a ricondurre il deficit pil debito pubblico in ambiti più che ragionevoli. Ma è questo che gli italiani volevano? E’ questo che gli italiani erano disposti a pagare con i sacrifici faticando ad arrivare a fine mese? Non si potevano raggiungere gli stessi risultati in tempi più consoni? Tanto che anche gli economisti europei si sono dimostrati stupiti? O forse gli italiani, perlomeno quelli che lo hanno votato, non chiedevano le riforme sul conflitto di interessi, sul precariato, sui PACS e sui diritti civili?
Interroghiamoci perché il governo ha via via perso consensi anche dalla sua base. La paura di un quinquennio berlusconiano non ci deve annebbiare la vista, e non ci deve distogliere dai veri responsabili politici della caduta del governo. Non credete che la costituzione del PD e la dichiarazione , non proprio azzeccata, di Veltroni di correre da soli non abbiano contribuito a spingere Mastella verso colui che, probabilmente fingendo, come suo solito, prometteva vita e prosperità all’ex ministro e compagni? Anziché condannare una parte della sinistra, che è stata lungimirante, nel non cedere all’ennesimo ricatto in nome di cosa non si sa, non ci sediamo e riflettiamo sull’utilità di avventure con ex democristiani che sognano gloria e vogliono avere le mani libere.
Supponiamo che il governo non fosse caduto, chi di voi può garantire che avrebbe potuto e fatto quello che ci si attende. Credo che nessuno oggi possa affermare che l’immobilità del governo potesse venire superata, sia per le condizioni ambientali sia per la non volontà di alcuni esponenti, che sono i veri responsabili del ricatto e della caduta. Credo che neanche il vecchio Berlusconi sia in buone condizioni e, ad oggi, si siano aperte le prospettive di un governo istituzionale, non che ne vada particolarmente contento, ma da spazio e tempo per attuare la riforma elettorale, capire dove il pd si posiziona e cosa vuole.
Il nemico lo sa che per sconfiggerci deve dividerci. Lo diceva il CHE, uno che di battaglie ne capiva.
Pubblicato in Politica da primlug | (Letto 7204 volte)
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