Governo tecnico o voto? questo è il dilemma…
27 Gennaio 2008 alle 15:47
Terrorpilots vi offre, come regalino domenicale, una carrellata di dichiarazioni dei nostri politici. Cominciamo con il capo dell’opposizione.

Berlusconi (FI), lo conosciamo bene, è malato di bullismo. Fosse uno studente metterebbe i video, dove vende caramelle avvelenate ai suoi compagni di classe, su youtube. Gli piace spararle grosse, tanto qualche idiota che lo segue lo trova sempre:
“Se non otteniamo il voto credo che milioni di persone andranno a Roma per chiederlo“. “Il Paese è sfiduciato, spaventato, umiliato da alcuni fatti come quello di Napoli o quello del Papa impossibilitato a parlare”. L’Italia “ha urgentemente bisogno di un governo pienamente operativo“.
Fini (AN) è un decisionista, o almeno così vuol fare credere. In realtà è l’eterno “vice”. Ci regala questa perla:
“Si stacchi la spina e si vada al voto“.
Cesa (UDC), ovvero il buon senso della casalinga cattolica al servizio del paese, dichiara:
“Chiederemo se ci sono le condizioni per dar vita ad un governo di responsabilità nazionale perché il Paese non ce la fa ad andare avanti e dovremo comunque andare alle elezioni con regole nuove che permettano governi stabili“. “Ma se non ci sono le condizioni, bisogna andare velocemente al voto“.
Bossi (Lega) è il cane bastonato che è tornato a casa e ha imparato la lezione: mai rivoltarsi contro il padrone. Quindi, memore della lezione, abbaia più di tutti per difendere il suo padroncino e, quindi, il suo osso.
“Elezioni subito” e “penso proprio che Berlusconi sarà ancora il leader del centrodestra“.
Fassino (PD) è il fantasma del comunismo che però non fa più paura a nessuno. Si chiede perché dovrebbe tornare a fare un’alleanza con Rizzo, io mi chiedo perché ne ha fatta una con Mastella e con Dini.
“Se il Partito democratico ha qualche possibilità di vincere le prossime elezioni, ce la può avere a patto che non si presenti con il voto di questi anni. Perché dovrei tornare a fare un’alleanza con Rizzo?”
Bertinotti (Rif. Com.) è diventato come Cesa, ovvero il buonsenso della casalinga “comunista” al servizio del paese. Dichiarazioni scontate:
“Penso che sarebbe bene che il Paese avesse la possibilità di votare con una legge che consenta agli elettori di scegliere, a chi vince di governare e ai partiti di ritrovare un rapporto forte con la società civile“.
Bertone (Vaticano) parla come cittadino italiano, mica quale segretario dello Stato Vaticano. Ed esprime la speranza che le forze politiche italiane “si mettano d’accordo per il bene comune”. Qual è questo bene comune, non oso immaginarlo. 
Pubblicato in pessimismo, Povera Italia da swampthing | (Letto 6284 volte)
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