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Era il 1920 e Lenin scriveva…

28 Gennaio 2008 alle 22:02
Audrey

Era il 1920 e Lenin scriveva:
“I comunisti di sinistra dicono un gran bene di noi bolscevichi. A volte vien voglia di esclamare: lodateci di meno, e cercate di capire meglio la tattica dei bolscevichi, studiatela di più!”.
Vengono in mente questa parole, leggendo l’articolo che troneggia oggi nella prima pagina del quotidiano di Rifondazione “Liberazione”, intitolato “Giordano: unità subito con chi è disponibile. Basta rinvii”.

Annunciata a gran voce all’Assemblea dell’8 e 9 dicembre come pronta ad essere partorita, in realtà la cosiddetta “Cosa Rossa” sembra, allo stato attuale, nemmeno in fase di concepimento.

I dissidi tra Rifondazione, PDCI e Verdi, al di là di parole e proclami, appaiono ancora profondi e soprattutto incentrati su punti davvero critici e fondamentali.
La soglia di sbarramento ed un cosiddetto problema sulla definizione della “propria identità”, hanno di fatto bloccato ogni passo avanti nel processo unitario.
Ieri Giordano, davanti alla direzione del partito di Rifondazione, riunita in vista delle consultazioni in Quirinale, ha messo in chiaro che “L’Unione non esiste più” e, seppure non indicandolo esplicitamente, ha criticato Verdi e PDCI che perseverano nel chiedere elezioni subito, sperando poi in un rifugio sotto l’ala protettiva dei maggiorenti della sinistra (sia Prodi o Veltroni).

L’unità a sinistra deve avere il coraggio dei propri numeri e delle proprie posizioni.
Se Veltroni vuole correre da solo, non ci spaventiamo”, ha aggiunto il segretario di Rifondazione.
E affondando il coltello nelle incertezze dei possibili alleati, rincara:
Non si può avere una visione generale alla Ferrando e poi fare un proposta politica alla Parisi”.

La strategia di Rifondazione ormai è chiara: l’unità a sinistra. Chi ci sta ci sta.
E le incertezze e le faide interne, appaiono come il male peggiore, sia in vista di una tornata elettorale sia nell’ipotesi della realizzazione di un governo istituzionale per varare le riforme. In ognuna di queste 2 opzioni la sinistra ha l’obbligo davanti a se stessa e davanti ai suoi elettori di chiarire COME vuole presentarsi.

Unita o no.

E qui ritorno alla citazione di Lenin in apertura , parole che nacquero dalla necessità di opporsi alla frantumazione in atto nei partiti socialisti di mezza Europa all’indomani della Rivoluzione russa, divisi, come erano, tra un’area socialdemocratica incerta sul da farsi di fronte ad i primi segnali della reazione padronale e conservatrice (che sfocerà poi nella nascita dei fascismi) e la cristallizzazione su posizioni astratte e inconcludenti della parte più estremista.

Pare assurdo, a distanza di quasi un secolo, stare ancora qui a “rammentare” Lenin e la necessità di avere le idee chiare e una strategia politica costruttiva, ma evidentemente gli errori nella sinistra tendono inesorabilmente a perpetuarsi.

 

Pubblicato in comunismo da Audrey | (Letto 6799 volte)

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14 Commenti a “Era il 1920 e Lenin scriveva…”

  • 14
    utente verificato swampthing scrive:

    Aldo Nove è un grande.

    Essere di sinistra nel 2005 vuol dire sapere che Romano Prodi non è esattamente di sinistra ma ce lo teniamo Clemente Mastella sotto un non insignificante punto di vista ad esempio dovremmo ricordare ha avuto delle collusioni con quel tipo di potere che è oggi al potere che della sinistra è l’esatto contrario.

  • 13
    utente verificato Audrey scrive:

    Mi sono andata a vedere i post linkati…
    E mi è venuta una gran tristezza :(
    Sono stai scritti quasi 3 anni.
    Quando leggo le parole di Aldo Nove del post (siamo ripeto nel 2005)

    Per cui essere di sinistra nel 2005 vuol dire avere la lucidità di restare all’interno di una coalizione meno mafiosa di quella che adesso si è comprata l’Italia inondandola di menzogne e di incubi che non vogliono finire.
    Essere di sinistra nel 2005 vuol dire farli finire il più presto possibile

    Mi rivedo di nuovo con la stessa prospettiva a breve..
    Anzi sinceramente mi sento in una situazione peggiore…allora c’era una tensione ottimistica verso il futuro e le elezioni che sarebbero venute che oggi definirla un sogno è colorarla di rosa.

  • 12
    utente verificato swampthing scrive:

    leggete anche qui, se avete tempo:

    http://blog.terrorpilot.com/archives/81

    http://blog.terrorpilot.com/archives/137

  • 11
    utente verificato swampthing scrive:

    Quoto Comicomix. Penso che la sua posizione sia comune tra i militanti di sinistra.

    Mi chiedo spesso se sinistra italiana e comunismo abbiano qualcosa in comune. “Grande è la confusione sopra e sotto il cielo” amici.

    Ma come dicono Comicomix e Primlug, la cosa importante sono le idee e gli ideali e quelli ci sono, ideali di uguaglianza e di solidarietà (e di pace).

    Prima di unirsi, i partiti della sinistra italiana, dovrebbero vedere se hanno obiettivi in comune, che non siano il solo governare (scaldare la poltrona).

    Penso che alla base, la tanto bistrattata base, non capisca il motivo di queste divisioni, io almeno non le capisco. sarò che uno è più marxista l’altro più leninista? naah non ci credo. :roll:

    il problema è che la legge elettorale permette il frammentarsi dei partiti e delle correnti. ognuno può curare tranquillamente il proprio orticello e gestire la propria fettina di potere.

    Ora ditemi perché dovrei votare Rifondazione e non PdCI o viceversa…
    per le loro belle facce? perché da una parte c’è Bertinotti che è una persona tanto onesta?

    Il comunismo va rifondato, o il comunismo non è più attuale? Possibile che nel terzo millennio bisogna ancora prendere le distanze dalla politica stalinista?

    Se il PD guarda all’America come ispirazione per la sua politica, io vorrei che si prendesse spunto dalle socialdemocrazie del Nord Europa…

  • 10
    Audrey scrive:

    @ Roberto
    già l’uso del termine “fagocitare” la dice tutta..
    Qui stiamo parlando della NECESSITA’ di trovare unità per continuare ad esistere e continuare a lottare, e tu parli di manovre malandrine per fagocitare i PCDI.
    E dai!!!

    @ Essential Rambles
    Finchè i problemi sono dati dai legami con Lenin…
    I problemi veri sorgono quando i problemi sono dati dai legami con la P2, con gli stallieri della mafia, con Gelli, ecc ecc…

  • 9
    primlug scrive:

    @fran6mp
    condivido, e in sostanza ti ha risposto, comicomix. Voglio una sinistra unita fuori dal PD che è un partito democristiano, verso il uale posso guardare con interesse ad accordi elettorali ma dal quale sto distante. Non voglio in nessun modo rinunciare ad essere me stesso, ad annichilire i miei ideali in nome di cosa? del governo? Voglio una sinistra unita una forza importante, come questo paese sa esprimere e come questo paese ha bisogno. Il compromesso non lo escludo, sono i valori di forza che cambiano. Se sono in posizione di forza,e posso esserlo perchè il PD da solo non va da nessuna parte, non negozio nè sull’aborto nè sui pacs nè sul divorzio nè su una politica attenta al sociale. In caso contrario si finisce come Prodi, un bel programma che nessuno voleva attuare.
    Nessuno è così sciocco da pensare che domani diveniamo tutti comunisti, la strada da fare è lunghissima bisogna prima creare le coscienze, ma se rinuncio ad esserlo io per primo il sogno è già finito.
    Qualcuno può continuare a dire che Blair è di sinistra ma io personalmente ne prendo le distanze e non voglio un domani avallare scelte imperialiste

  • 8
    essential rambles scrive:

    Chissà che il problema non sia proprio quello strano legame con Lenin…

  • 7
    Da Napolitano ai blog scrive:

    […] Era il 1920 e Lenin scriveva… […]

  • 6
    Comicomix scrive:

    nel corso della mia vita ho votato praticamente, di elezione in elezione, tutti o quasi i partiti della sinistra italiana PCI in primis, naturalmente.

    Non sono attaccato alle etichette, ma alle idee e agli ideali. Meno alle ideologie. Credo che di sinistra ci sia un bisogno ENORME, per le nuove e vecchie disuguaglianze ed ingiustizie che vedo. Non mi spaventa, anzi, la trovo una fonte di ricchezza, neppure la presenza di varie anime. (qualla più riformista, quella più “radicale”, anche se quaeto termine non mi piace, ma è per capirci).
    Quello che continuo a non capire è questa voglia di alcuni di volersi ostinare a trovare le divisioni anzichè cercare la sintesi (non sempre semplice, ma sempre possibile).
    Per non parlare poi di capi e capetti che, in molti casi sembrano (magari non sono, ma sembrano) attaccati solo alle loro posizioni di rendita.
    E non mi piace neanche la vocazione da opposizione permanente. Le cose si cambiano governando. Con tutte le difficoltà ed i compromessi che questo a volte può comportare.
    A me piace la sinistra che vince. C’è solo una condizione. Che resti sinistra. Chi pensa che per vincere si deve diventare per forza un’altra cosa commette a sua volta un errore. Mortale. E si vede.
    ^_^

  • 5
    Roberto scrive:

    Come si può verificare il PdCI propugna l’unità della sinistra sin dalle sue origini, nel ‘98 e I MILITANTI DI SINISTRA la pensano allo stesso modo quindi chi prima di me ha scritto che c’è chi vuole restare aggrappato al suo 1,5 % oltre che nella percentuale sbaglia anche nella sostanza della critica. Semmai qualche dirigente di Rifondazione intende appoggiare il varo di una legge elettorale che di fatto gli permetterebbe di fagocitare il PdCI: apsirazione legittima dal loro punto di vista ma obiettivamente piuttosto malandrina.
    Saluti ORGLIOSAMENTE COMUNISTI :cccp:

  • 4
    fran6mp scrive:

    “Noi siamo comunisti (hanno scritto i comunardi blanquisti nel loro manifesto) perchè vogliamo raggiungere il nostro scopo senza fermarci nelle stazioni intermedie, senza addivenire a compromessi, i quali altro non fanno che allontanare il giorno della vittoria e prolungare il periodo della schiavitu”.
    “I comunisti tedeschi sono comunisti perchè attraverso tutte le stazioni intermedie e tutti i compromessi, che non sono stati creati da loro, ma dal corso dello sviluppo storico, vedono chiaramente e perseguono costantemente lo scopo finale.”

    “I 33 blanquisti sono comunisti, perchè immaginano che, dal momento che essi vogliono saltare le stazioni intermedie ed i compromessi, la cosa sia bell’è fatta, e che se (come essi credono fermamente) l’affare incomincerà a giorni e il potere verrà a trovarsi nelle loro mani, il giorno dopo sarà instaurato il comunismo. In conseguenza se la cosa non si può far subito, essi non sono comunisti.
    Quale puerile ingenuità portare come argomento teorico la propria impazienza.”

    Friedrich Engels
    dal giornale socialdemocratico tedesco Der volksstaat 1874

    tratto dal cap. VIII
    “nessun compromesso” ?

    del libro ” L’estremismo, malattia infantile del comunismo”
    di V.I. Lenin

    2) l’idea stessa di centralismo democratico mi fa venire un certo prurito insopportabile. L’ho sempre combattuto e sempre lo combatterò. E’ stato uno dei mali peggiori del comunismo. La cappa oscurantista che tutto soffocava in nome della pretesa superiorità degli ideali. Le peggiori malefatte occultate.
    Per favore non difendiamo l’indifendibile…..

    3) ha ragione Audrey. Il problema è che “i nostri” preferiscono rimanere attaccati all’1.5% solo perchè i segretari di quei partiti perderebbero il loro potere. Non solo a livello centrale ma anche a livello locale. Partono dal concetto che è meglio essere la testa di una sardina piuttosto che la coda di una balena. E magari qualcuno dovrebbe pure tornare a lavorare in fabbrica o in un ufficio… triste destino per loro.

  • 3
    primlug scrive:

    Quando parlo di rabbia parlo della base sempre dal basso verso l’alto. Anche in rifondazione si sono imborghesiti, io li ho sempre votati, ma sono deluso, si sono adeguati adagiati. avaedrai che necessità virtù si uniranno, comunque è sempre la base che deve impadronirsi della politica e dare la spinta

  • 2
    Audrey scrive:

    Il problema Prim e che qui QUALCUNO non sembra voglia superare le divisioni e preferisce rimanere attaccato al suo 1,5% e non andare a confluire in un unico sooggetto.
    Altro che rabbia in azione politica!

  • 1
    primlug scrive:

    Gli errori si perpetuano è nel dna della sinistra. Come è nel dna rinnegare il proprio passato. Se dopo Lenin avessero preso il potere i comunisti di sinistra forse, anzi,non saremmo in queste condizioni.
    Oggi bisogna essere realistici e pragmatici, le divisioni che furono,e che ci sono vanno superate e, come insegna il vecchio PCI, i contrasti si superano nel comitato centrale, il centralismo democratico. Il programma è già pronto basta ritornare ad essere sinistra e i consensi si recuperano dando voce a chi sino ad ora ha dovuto aggrapparsi a grillo. Trasformiamo la rabbia in azione politica

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