Operazione “Porco Rosso”
3 Luglio 2005 alle 14:41
Il signor Bruno Rossi era «lì da portar via». Sicuro, garantito. Una operazione che avrebbe portato al Dipartimento «visibilità e porti d’armi come piovesse». Il 14 settembre 2004 l’agente di polizia penitenziaria Marco Campidani, inquadrato come «capo divisione», è al telefono con il capo, Riccardo Sindoca, che si sta lamentando perché è rimasto in mezzo al traffico di Milano. Gli parla della preda, Bruno Rossi, ovvero BR come Brigate rosse, ovvero, con un ulteriore sforzo di fantasia, Cesare Battisti, l’ex terrorista fuggito dalla Francia, più correntemente definito nella miriade di intercettazioni di questa indagine come «il porco» oppure «porco rosso».
[corriere.it]
Non so se ridere, dato lo spessore dei personaggi coinvolti, o preoccuparmi. Certo queste organizzazioni parallele, che sbucano regolarmente in Italia, non depongono di certo a favore della democrazia nel nostro paese. E chi solleva il problema, in genere, viene tacciato di dietrologia, dai soliti dottori professori so-tutto-io.
Pubblicato in Fascismo arretrato, Povera Italia da swampthing | (Letto 589 volte)
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