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Compagno, quanto guadagni?

10 Marzo 2008 alle 16:06
Audrey

Sinceramente non ho mai stimato Giovanni Russo Spena, ma leggendo stamattina questo pezzo su “Liberazione” l’ho apprezzato.

www.liberazione.it/giornale_articolo.php? id_pagina=40433

Perché con semplicità e chiarezza è andato al cuore di quello che è oggi, forse, per gli italiani, il punto più critico dei rapporti tra loro e la “politica”.

La sproporzione, l’ingiustizia economica tra il costo della “politica” e il mondo normale, delle persone che lavorano e fanno fatica ad arrivare alla terza settimana (ormai la deadline non è più la quarta).

Alla fine di queste sudate discussioni, immancabilmente, ti viene posta la domanda:
«Ma i parlamentari quanto guadagnano? Perché il tuo stipendio è tanto più alto del mio?»

E come sottolinea bene Russo Spena, non è populismo né demagogia, è vita reale, perché “la questione morale” di Enrico Berliguer oggi è tutta qua, in questa domanda.

Pubblicato in comunismo, Politica da Audrey | (Letto 6736 volte)

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19 Commenti a “Compagno, quanto guadagni?”

  • 19
    luigi scrive:

    Mahico snz log
    mi sa che tu sei un insegnante…

  • 18
    Mahico snz log scrive:

    E manco tuoi.

  • 17
    luigi scrive:

    LE ULTIME FOLLIE DI UN GOVERNO
    FIORONI MINISTRO DELL’ISTRUZIONE FA PAGARE 50 EURO L’ORA AGLI INSEGNANTI CHE FANNO I CORSI DI RECUPERO.
    50 EURO L’ORAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
    CERTO MICA SONO SOLDI SUOI!!

  • 16
    qirex scrive:

    diabolik,
    giusto una cosa eh…
    gli straordinari non bisogna farli, perchè comunque fanno più bene al padrone che agli operai. facendoti fare straordinario il padrone ci guadagna perchè tu riesci a fare il lavoro di una persona e mezza, e così si evita di assumere altro personale. per lo stipendio, dico semplicemente che bisogna che bastino le ore ordinarie, recupernado come dici giustamente il potere d’acquisto dei salari.

  • 15
    Diabolik scrive:

    Caro Emanuele, la soluzione alla prevista detassazione degli straordinari non è non farli. Qualcuno può averne bisogno, quindi ben venga qualche ora di lavoro in più per chi ha voglia di farla specialmente se non tassata. Credo però, anzi ne sono di molto certo, che non sia questo il modo per accrescere il potere d’acquisto (ridotto notevolmente negli ultimi anni, te ne sarai accorto anche tu) ma l’aumento degli stipendi in base al costo della vita. Non è chi lavora che manda avanti le aziende? Non è chi paga le tasse regolarmente che finanzia i servizi di cui beneficiano tutti? Non è chi svolge il suo lavoro, a volte noioso, a volte duro, troppo spesso pericoloso, che ingrassa l’unica fascia di Italiani rappresentati oggi, e cioè, politici, imprenditori, banchieri e tanti altri furbetti? Saremmo tutti più contenti se gli amministratori della cosa pubblica facessero a meno di prenderci per il culo, e cominciassero ad ascoltare le legittime richieste di chi, per numero soprattutto, ma anche per onestà, è altamente al di sopra di loro. Chissà che un giorno qualcuno cominci ad incazzarsi altrimenti?
    Dimenticavo, bellissimi i paroloni che usi nei tuoi commenti, ma ricorda che, usare la H davanti alla A non è una questione di bellezza, ci sono delle regole scritte. Le puoi trovare nei manuali di grammatica!

  • 14
    Emanuele scrive:

    Se detassano gli straordinari tu sei libero di non farli e non ci perdi niente.
    Ha volte sembra proprio che la protesta sia di pancia, poi il cavaliere vi prede per invidiosi e getta elemosine. ma un pò di dignità esiste ancora e chi lamenta tutto questo sfruttamento del capitale vorrebbe veramente solo averlo? Se vogliono produttività e quella è appurato che è la mossa più facile senza investire in tecnologia, anche se la meno efficace per il sistema, non si capisce dove starebbe tutto questa depauperizzazione. Chi sarebbe il manierista scusa, chi usa concetti invece di rigurgiti d’acido gastrico. I bruciori di stomaco ancora non li ho certo. Un altra cosettina, giusto di maniera perchè mi sono preso questa causa di serata. Le pecore in genere urlano e i burattinai che fischiano dicono tanto peggio tanto meglio. Possiamo ancora mangiare sulle loro pene.

  • 13
    ATO scrive:

    IN LETTERATURA IL MANIERISMO E’UNA CAGATA PRESENTATA BENE.
    E MI VIENE UN DUBBIO……………….

  • 12
    Emanuele scrive:

    Non avevo letto che i commenti venivano filtrati, questo ovviamente lo scrivo direttamente a te dato il tempo vacanziero che mi son concesso.
    Mi ha colpito l’immagine che fa da guardiana qui, è puramente edornativa spero.. Oggi con il meanstream che gira per la maggiore, famiglie del mulino bianco e purezza per verità rivelate, rischi un processo alle intenzioni per direttissima. Tornando a discorsi seri, anche tu ce l’hai con Prodi? E mannaggia però, possibile che nessuno a visto il suo mandato sacrificale.
    Quasi da rito apotropaico. Ti ripasserò a trovare..

  • 11
    ATO scrive:

    diabolik,hai raccolto anche i punti fedelta’ per tre anni?se no non ti fanno scrivere.Pero’ volevo dirti che sono daccordo con te contro gli straordinari,la mia generazione (io e pochi altri)ha lottato per abolirli ed eravamo riusciti a fare in modo che non fossero economicamente vantaggiosi,ma mentre si dava voce alla proposta di 36 ore lavorative anziche’ 40,il sindacato remava contro.E comunque gli straordinari sono la carota davanti all’asino,non e’ certo quello il metodo x vivere meglio,anzi,dici bene ,e’ solo il padrone che guadagna di piu’,questa e’ una trovata da figli di troia,e bisogna stare attenti perche’ i politici adottano volentieri le proposte dei figli di troia(vedi leggi precariato)

  • 10
    Emanuele scrive:

    D’accordo con la sperequazione che era giusto andasse in agenda, ma attenzione nel prederla come il male da debellare. Quello è il minor male cara.
    Se vogliamo parlare della mano pubblica nell’economia allora raccontiamo tutta un’altra storia. La crisi se di crisi si può parlare, ma con le dovute cautele perchè sembra anche che saltare nel catastrofismo declinista è l’altro must attuale, pertiene alla finta liberalizzazione del mercato italiano. Le corporazioni di interessi iperframmentati e calcificati in ci il “voto di scambio” è il coadiuvante primo. Le nomine nei settori protetti, gli ordini professionali non hanno niente a che fare come vedi con i costi remunerativi della politica. Ma le diseconomie che apportano sono di gran lunga più invisibili ma sostanziali.
    Quindi va bene la protesta ma senza perdere di vista la ramificazione di quell’edera politica, come allo stesso tempo è demagogia attribuire le responsabilità alla classe dirigente politica e perdere di vista le responsabilità della società civile per omissione e inanità.

  • 9
    lele scrive:

    la soluzione? non votare o meglio esprimere liberamente l’idea sulla scheda elettorale!!!!!!!!!!!!

  • 8
    urbani carlo scrive:

    :cccp: CI VORREBBE UN PO’ DI STALINISMO TOGLIATTIANO DI VECCHIA MEMORIA. E ALLORA VOI COMUNISTI SARESTE TRA QUELLE MIGLIAIA SPEDITI IN SIBERIA CON L’AVALLO DEL MIGLIORE (TOGLIATTI X CHI NON LO SAPESSE) CHE SI SCUSò DICENDO D’AVERLO FATTO PER SALVARSI PERCHè, DICEVA LUI, PIU’ UTILE AL PARTITO DA VIVO CHE DA MORTO! QUELLI ERANO I MAESTRI VERI. ALTRO CHE D’ALEMINO BAFFO FINO LECCA C.LO E P.LLE DEGLI AMERICANI CHE HA BOMBARDATO I COMPAGNI SERBI PRIMA E POI HA LAVORATO PER DONARE IL KOSSOVO AGLI USA E DESTABILIZZARE L’EUROPA. STALIN DOVE SEIIIII?????

  • 7
    Diabolik scrive:

    In attesa che mi invitiate a scrivere (per swampthing) sul blog più seguito degli ultimi 3 anni, almeno da me, (ecco, mi sono proposto come le regole del blog invitano a fare…) voglio partecipare scrivendo un commento.
    Vorrei effettuare un pensierino sull’idea condivisa della detassazione degli straordinari indirizzata, si dice, al recupero del potere d’acquisto dei cosiddetti salari che oggi, è bene ricordare, si chiamano stipendi, perchè nessuno riceve più, da svariato tempo, sale in cambio della fatica. Gli straordinari senza tasse quindi, potrebbe essere una buona idea, se non comportasse che per guadagnare quanto basta a vivere decentemente si dovrebbe lavorare di più. Partendo dal presupposto che nessuno ha voglia di lavorare di più, per vivere come si viveva qualche tempo fa, a me sembra una furba decisione presa unilateralmente dai padroni. I quali, intelligentemente, pensando che chi non ha soldi è un coglione, sarebbero i primi a guadagnarci. Più produzione, meno tasse, stessa rendita di un ora lavorativa tassata, meno tempo libero per il collaboratore (curiosa la nuova denominazione dello schiavo odierno), e soprattutto meno tempo per pensare e per rompere i coglioni. Una manna. Tutti contenti. Tranne (solo per esempio), il pendolare che la mattina da Orte, col treno pieno e puzzolente, si deve recare a Roma per andare a guadagnare la rata del suo mutuo che, lo sapete tutti, è diventato lo scopo della sua miserabile vita! Per comprare la stessa fila di pane e per godersi almeno la cena, dovrebbe però lavorare almeno un ora in più, col rischio di perdere l’ultimo treno per tornare a casa, farsi venire a prendere con l’utilitaria e spendere di benzina notevolmente di più di quanto ha guadagnato, ed addio cena tanto desiderata. Ma che cazzo ce ne frega, non siamo mica pendolari noi!

  • 6
    gianburasca scrive:

    Simone, Simone, guarda oltre il tuo caso e quello di brescia..che i politici siano pagati oltre i loro meriti e le loro necessità è un dato acclarato: sono i più pagati al mondo; e per fare cosa? clientelismo? bella vita alle nostre spalle? impegno per gli Italiani? ma non diciamo fesserie

  • 5
    Rouge scrive:

    Se ci fosse la anche minima possibilità di riformare la politica votando, o facendosi votare, giuro, su ciò che ho di più caro e prezioso al mondo, che sarei il primo a credere nello Stato italiano.
    Purtroppo credo sinceramente che la soluzione di tutto sia aspettare, non molto secondo me, il collasso naturale di un sistema che accumula da una parte e svuota dall’altra. Aspettate che la gente abbia fame, poi saranno sassi e bastoni. Poi saranno proiettili e bombe, e alla fine, forse, si arriverà a qualcosa di meglio. Purtroppo ogni miglioramento della situazione comporta sacrificio e dolore. Senza lo stimolo adeguato nulla accade, e purtroppo oggi lo stimolo non verrà dalle coscienze, ma dallo stomaco vuoto.
    Quando avevo sedici anni si faceva politica perchè ci si credeva, e non parlo dei compagni, parlo di tutti, anche di era contro di noi. Oggi politica non se ne fa quasi più, ci si diverte, ma non si fanno passare concetti e valori. Il centro sociale della mia città viene ristrutturato dal comune, le uniche attività che porta avanti sono le serate trash, per carità un benefit per Dax, ma non lo sapeva nessuno, nessuno sapeva chi era Dax, e nessuno si è curato di spiegarlo. Le manifestazioni sono ottime scuse per una sbronza in centro, e per fumare senza nascondersi.

    Se questa è politica, non penso a quale politica, penso a quale nazione mi piacerebbe come destinazione.

  • 4
    utente verificato er mahico scrive:

    @Simone

    io farei dei manifesti con la tua busta paga.
    ovviamente confrontandola con quelle dei politichetti mafiosetti democristiani della mia ex città.

  • 3
    ceccocaccia scrive:

    Se il costo della politica italiana fosse dimezzato ed il costo della macchina dello Stato idem, tutti gli Italiani sarebbero ricchi.

  • 2
    luca scrive:

    Tieniti 1000 auro al mese ed il resto devolvilo da buon comunista, pagando le tasse, senza evadere, e dai l’esempio!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    :clap:

  • 1
    Simone scrive:

    secondo uno dei problemi dei “costi della politica” è anche quello di come questi costi sono distribuiti.
    Cerco di spiegarmi.
    Io sono assessore in un comune di 3000 abitanti. Dedico al comune tutto il tempo libero che ho (ovvero 24 ore - 7 ore di sonno - 9 ore di lavoro = 9 ore giornaliere). Guadagno….(andatevelo a vedere qui: http://blog.zuin.info/?p=619) il Sindaco del mio comune con lo stipendio da “politico” non potrebbe vivere. Poi scopri che un presidente di circoscrizione della città di Brescia arrivava a prendere 2700 euro netti al mese. Le responsabilità di questo presidente non sono assolutamente paragonabili alle mie ne tanto meno a quelle del mio sindaco.
    … e c’è gente convinta che si possa vivere di politica!

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