Qualcuno deve dirlo, quindi lo dirò io
14 Aprile 2008 alle 22:42
E mi va benissimo di beccarmi strali e contumelie, e vaffanculi a pioggia. Come ci sta anche che i miei amici tedeschi mi dicano “seems Italians are stupid like Germans in 1933“. Non importa. Veleggio lentamente verso i quaranta, e ho le spalle larghe, e, per citare Leonard Cohen “vedrai su di me le ferite della vita ma mai le cicatrici del cinismo”. E quello che devo dire, in soldoni, è:
CONTINUONS LE COMBAT
Siamo nel punto più basso della storia della sinistra dal dopoguerra in qua. Inutile nascondersi dietro un dito, scuse o litigi intestini: abbiamo preso una legnata tonitruante. La possibile (e malaugurata) esclusione della SA dall’arco parlamentare è di una gravità storica, ed ora metterci a fare il conto della serva su cosa sia colpa di chi sarebbe un puro esercizio di masturbazione, che finirebbe - una volta di più a frammentarci - invece che a unirci.
Perché, avrete già sentito dire, il comunismo è morto, ma non sono morte le ragioni che hanno portato al comunismo.
E penso che nessuno dei lettori di terrorpilot, passata la sbornia della suonata, ci tenga a tenere la testa bassa, a guardare con indifferenza soprusi, angherie, camarille e violenze di chi oramai è un dittatore a vita al pari di Franco e Peron. Ad accettare supinamente una incultura fatta di apparenze e sorrisi ritoccati, la riscrittura di una storia, e di una società, ad uso e consumo del consumo, e la svendita di beni affetti e valori in un odioso mercato dell’ipocrisia. Penso, spero, credo, che molti di noi torneranno con pazienza e con umiltà in quella trincea che ci ha visto piangere come vincere.
No.
No ragazzi, se la vostra intenzione è deporre le armi, e rintanarvi in un idealismo astratto e lontano dalla vita di tutti i giorni per i prossimi anni, chiamatemi fuori.
Per le mie limitate energie, per il mio limitato intelletto e per i miei mezzi di semplice peones di provincia, come Sisifo, ricomincio eternamente da capo, con la consapevolezza che a questo punto non ho più padri, nè protettori, nè santi nè padrini o padroni a cui dare la colpa o sulle cui spalle versare lacrime.
A questo punto raccolgo la sfida io, personalmente.
Ho un cuore malandato e un corpo fragile, ma ho una volontà da far abbassare gli occhi a una montagna e tenacia e ingegno sufficienti a smuoverla, anche se mi distruggerò le mani per farlo.
E ho la consapevolezza, la CERTEZZA che i valori di UGUAGLIANZA, DEMOCRAZIA, LIBERTA’, FRATELLANZA, GIUSTIZIA, ONESTA’ con cui la mia Famiglia mi ha cresciuto, valori che sono miei quanto vostri, non sono concime per le telepromozioni ma la spina dorsale che sorregge la mia vita e quello del mondo che mi orbita attorno.
No.
Io tengo la testa alta, e so di non essere solo. So che le mani che ho stretto in questi giorni, so che i sorrisi che ho visto in questi mesi e le parole che ho detto e fatto mie in questi anni sono VIVE, di CARNE e di SANGUE. Esistono, palpitano, collaborano, continuano. Sono VIVE e VERE. E per citare stavolta Bruce Cockburn, “continuerò a prendere a calci il buio finchè non sanguinerà la luce”.
No.
Hai vinto un’elezione. Hai fottuto il cervello di un sacco di miei ingenuamente furbi compatrioti. Ma non è finita. La vita è lunga, e io sono paziente, nella mia piccola, generosa, inutile, bellissima battaglia di ogni giorno contro di te.
Pubblicato in Politica da Nemesis | (Letto 12174 volte)
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