Fatto!
26 Maggio 2008 alle 15:07
Mi ricordo una delirante campagna televisiva risalente al Berlusconi primo (credo), composta da spot che annunciavano la risoluzione di questo o quel problema e terminavano col timbro Fatto! Era una campagna un po’ autoreferenziale, molto demagogica e ovviamente non rispondente al vero, commissionata dal nanogoverno e pagata -naturalmente- con i nostri soldi. Per fortuna questo uso criminoso e antidemocratico dello spot filo governativo non c’è più, ma a vedere l’eccitazione palpabile che seguiva il consiglio dei ministri tenutosi a Napoli, presente in molti tg nazional popolari, mi sembra che l’atmosfera del “Fatto!” fosse rimasta o fosse stata per lo meno resuscitata per l’occasione.
L’Italia si dibatte da tempo tra mille problemi, più o meno gravi più o meno insoluti. Alcuni sono reali, altri vengono montati e gonfiati dai media servi del proprio padrone.
Così la sensazione che rimane nel telespettatore dopo il tg è che bastava che arrivasse Berlusconi, con il suo piglio d’imprenditore a mettere le cose a posto. Nel giro di poche ore ci siamo ritrovati con le centrali nucleari e la bolletta ridotta, il ponte sullo stretto di Messina quasi pronto, gli immigrati che emigreranno altrove, i ladri che non rubano e la monnezza pronta per essere stipata, bruciata, smaltita.
Poi sono arrivati i tafferugli di Chiaiano e hanno dato uno sberlone ai più creduloni risvegliandoli (spero) dal loro torpore. Ci ricordano impietosi che se abbiamo i nostri cazzi a sistemare le nostre ordinarie immondizie quotidiane, non voglio immaginare dove metteremo le scorie nucleari. Senza pensare che se non si riesce a costruire un rigassificatore, voglio vedere dove piazzeranno la centrale termonucleare. Lo so, sono osservazioni quasi banali, ma viviamo in un paese che vuole controllare l’immigrazione irregolare incarcerando 500-800 mila immigrati clandestini, cosa che, in tutta onestà, mi pare sia fisicamente impossibile. Ricordiamo anche che per la Milano dell’Expò serviranno (si stima) 70mila operai, carpentieri e manovali che costruiscano le opere necessarie e che saranno praticamente tutti stranieri. E che rimandarli a casa a lavori ultimati sarà impossibile, oltreché ingiusto perché l’Italia, a quel punto, sarà casa loro.
Fatto? Poco o nulla direi.
Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 14270 volte)
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