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L’ONU: Italia xenofoba. Ovvero il primo risultato concreto del governo Berlusconi!

2 Giugno 2008 alle 20:03
calogero

Una ferma condanna dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Louise Arbour e un nuovo stop da parte del Vaticano per la politica del governo italiano nei confronti degli immigrati clandestini. Arbour ha stigmatizzato la “recente decisione di rendere reato l’immigrazione illegale” e i recenti attacchi contro i rom. Il Segretario del Pontificio consiglio per i migranti, monsignor Agostino Marchetto, ha riaffermato che “i cittadini di Paesi terzi, come i cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un’infrazione amministrativa”. [repubblica.it]

Tra il dire e il fare c’è di mezzo… l’ONU. Adesso passiamo per razzisti e xenofobi. L’Italia forse lo è sempre stata un po’ razzista, sicuramente non è meglio di tanti altri paesi, anche se il mito autocostruito di “italiani brava gente” è duro a morire. Però sentirselo dire così chiaramente da un’istituzione mondiale come l’ONU fa una certa impressione. Nessuno nega che l’immigrazione sia un problema difficile da gestire, ma la solita faciloneria di Berlusconi e governo fa a pugni con la realtà. Come con le immondizie di Napoli, le centrali nucleari, i ponti e tutte le mega imprese che Berlusconi annuncia e che vedremo la fine che faranno.
Così l’Italia si riappropria della sua autorevolezza a livello internazionale, accresce il suo status di nazione democratica e questa volta non sono le gaffe, le figuracce del nano, le sue pagliacciate, a farci vergognare, ma il giudizio pesantissimo dell’ONU sull’operato del governo.

Quanto all’intervento del Vaticano sono solo le consuete intollerabili ingerenze di uno stato estero.

Pubblicato in Politica da calogero | (Letto 14185 volte)

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62 Commenti a “L’ONU: Italia xenofoba. Ovvero il primo risultato concreto del governo Berlusconi!”

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  • 62
    utente verificato sudedoss scrive:

    4 settembre 2008

    Secondo la Commissione europea :clap: , i provvedimenti adottati dal Governo italiano sui campi nomadi non sono discriminatori e quindi sono in linea con il diritto comunitario. Lo ha affermato Michele Cercone, portavoce del commissario europeo per Giustizia, libertá e sicurezza, Jacques Barrot dopo che l’esecutivo europeo ha analizzato il rapporto inviato lo scorso 1 agosto dal governo italiano. Non è la prima volta che gli organi europei si pronunciano sui discussi rimedi individuati dal Governo Berlusconi sui nomadi e inseriti nel pacchetto sicurezza.

  • 61
    utente verificato sudedoss scrive:

    ecco a cosa ha portato la politica della sinistra di far entrare tutti in Italia senza alcun controllo, facendo diventare l’italia un gigantesco territorio dove non valgono le regole dei confini di stato dove non valgono e non sono necessari i documenti in regola per accedervi.
    TUTTE queste persone (qui sotto nell’articolo), vi ringraziano.

    2008-08-01 18:06
    Donne violentate per salire su barconi
    (dell’inviato Lirio Abbate)

    LAMPEDUSA - Subiscono violenze sessuali le donne che affrontano i viaggi “della speranza” che dai paesi del Corno d’Africa di cui sono originarie, fuggono per approdare in Italia. E’ un tragitto costellato di abusi da parte degli uomini che gestiscono la tratta di esseri umani e organizzano le traversate, prima via terra, nel deserto del Sudan, poi nel Canale di Sicilia a bordo di imbarcazioni di fortuna. A Lampedusa, secondo quanto è stato confermato all’ANSA, negli ultimi due anni l’80% delle donne sbarcate sono state vittime di violenze sessuali e alcune volte sono anche rimaste incinta. “Una notte sono arrivati due uomini nella casa abbandonata al confine fra la Libia e la Tunisia in cui ci avevano fatto sistemare in attesa di partire per il mare. Eravamo una quarantina e queste persone che indossavano una divisa mi hanno preso e portata via con la forza. Sono stata condotta in una casa disabitata dove hanno iniziato a violentarmi”. E’ il racconto che Blessing, una ragazza di 18 anni, eritrea, fa nel Centro di prima accoglienza di Lampedusa. “Quando mi hanno liberata e sono tornata nel gruppo - spiega Blessing - sono stata accolta da altre due donne che mi hanno stretta fra le loro braccia e con l’espressione del volto mi hanno fatto capire che anche loro avevano subito la mia stessa sorte”. Ed è per questo motivo che gran parte delle donne che arrivano sull’isola sono costrette a ricorrere alle visite mediche al poliambulatorio di Lampedusa, dove vengono riscontrate, anche su ragazze di 15 e 16 anni, violenze sessuali con lacerazioni evidenti.

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