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Finanza creativacrobatica

5 Giugno 2008 alle 10:32
qirex

Il super ministro Tremonti, finalmente butta giù la maschera da politico e si traveste da Robin Hood. Ma un Robin Hood un po’ particolare: ruba a tutti per dare a tutti.
Mi spiego meglio. Il punto è: da dove vengono fuori i soldi per tagliare le tasse? Il programma economico di zio Giulio verte su alcuni pilastri fondamentali:

- Eliminazione ICI prima casa.
- Detassazione degli straordinari.
- E, last but not least, la supertassa a quei cattivoni di petrolieri.

Cominciamo a vedere da dove vengono fuori i soldi per i primi due provvedimenti. Quelli che sto per elencare sono fondi già stanziati, ma che vengono ritirati per far fronte alle inutili promesse elettorali.
Dunque abbiamo tolto soldi a:
- incremento trasporto locale (721 mln);
- strade e infrastrutture per il sud (1.432 mln);
- ammodernamento rete idrica nazionale (70 mln);
- forestazione e riforestazione (70 mln);
- recupero centri storici (30 mln);
- fondo antiviolenza per le donne (20 mln);
- integrazione sociale immigrati (50 mln);
- abbattimento ecomostri (45 mln);
- sviluppo banda larga (50 mln);
- potenziamento informatizzazione pubblica (31 mln);
- fondo ordinario dell’università (48 mln); e una miriade di altri soldi già stanziati, pronti per essere utilizzati.
Andate a leggere qui: www.tesoro.it/web/apri.asp?idDoc=19144

In pratica per risparmiare qualche centinaio di euro all’anno di ICI, dobbiamo rinunciare ad alcuni servizi. Certo, non che fossimo all’avanguardia, ma almeno qualche cosa c’era.
Il bello è che l’ICI è stata tolta a tutti, indistintamente. L’unico discriminante è il valore catastale dell’immobile. Quindi abbiamo castelli e mega ville che (giustamente) continuano a pagare, e abbiamo poi appartamenti di lusso che a dispetto del valore di mercato elevatissimo, al catasto risultano essere di classe inferiore e quindi non pagano l’ICI. Regalino ai soliti noti.

Oltre che l’ICI si vuole anche finanziare quella cazzata galattica che è la detassazione degli straordinari. Concettualmente gli straordinari non dovrebbero esistere. Lo straordinario è uno strumento eccezionale che l’azienda utilizza per far fronte ad un’urgenza, come ad esempio un lavoro in scadenza da ultimare e simili. Ora invece si sta facendo passare lo straordinario come una normalità. Come se fosse normale per il dipendente lavorare di più per arrivare alla fine del mese. Questo è solo l’ennesimo regalo che stanno facendo agli imprenditori, in modo da evitare ulteriori assunzioni, in caso di picchi di lavoro. Il Sole 24 ore ha fatto una simulazione a tal proposito. Un sesto livello metalmeccanico, facendo 250 ore di straordinario all’anno, ha un guadagno netto di 480 euro all’anno che diviso 12 fa 40 euro al mese. Con 40 euro in più al mese cosa ci si può fare? Nulla, soprattutto visti gli aumenti stratosferici dei prezzi. Regalino ai soliti noti.

A tal proposito il ministrone Tremonti si è messo in testa di far pagare più tasse ai petrolieri. Bene, benissimo. Ma se i petrolieri pagano più tasse, su chi si rifaranno? Sul consumatore, ovvio. Consumatore che non può fare a meno del carburante e quindi va strizzato all’inverosimile. Oltretutto, quando era Padoa Schioppa a voler tassare le rendite era una sanguisuga, ora Tremonti (che tra l’altro in Europa ha detto che proseguirà la strada indicata dal precedente collega) è Robin Hood. Magia dell’informazione serva e schiava del potere.

Pubblicato in Politica, Povera Italia da qirex | (Letto 16896 volte)

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48 Commenti a “Finanza creativacrobatica”

Pagine: « 3 2 [1]

  • 20
    Aboliçao scrive:

    Anche io ti devo dare ragione per quanto riguarda la propensione, per quanto riguarda i nostri connazionali che vivono al sud, a svolgere mansioni poco edificanti (non me ne voglia chi vive al meridione). Certo da loro si lavoro se ne trova ben poco, quindi uno in teoria se non migra al nord si vedrebbe costretto a fare un lavoro umile e malpagato a vita, ma questo é un altro discorso.
    Secondo me bisogna sicuramente snellire lo stato di tutti quelli che sono servizi per cui si paga e si ottiene poco o nulla in cambio, però bisogna fare molta attenzione a come ci si muove evitando interventi a mo’ di colpi di scure, visto che nel pubblico come nel privato c’ é chi lavora e produce e non viene retribuito adeguatamente e chi invece vive sulle spalle degli altri.
    Diciamo che nel privato é più difficile che vi siano i “fannulloni”, per usare un termine caro a Brunetta, vista l’ ottica estremamente legata al profitto con cui viene considerata la risorsa umana,
    mentre nel pubblico si mette in primo piano la fornitura di un servizio piuttosto
    che la creazione di un capitale.
    Comunque ciò che si deve tenere bene a mente é che prima di tutto va messa in primo piano la tutela dei lavoratori e non il guadagno, cosa che le aziende private stanno sempre più dimenticando.

  • 19
    ezio scrive:

    @abolicao
    purtroppo ti devo dare ragione quanto riguarda la condizione agevolata, in tutto, delle reg. a statuto speciale. Cio’ non toglie che anche nella calabria e campania e in genere nel sud, le cose si assomigliano. Detto questo, il discorso dell’operato dell ‘immigrato, che fa lavori non accettati dall’italiano, sono in disaccordo. Punto uno, perche’ lo stipendio che ricevono, non e’ regolare. Mi spiego, loro ricevono stipendi non corrispondenti con la busta paga, per cui il datore denuncia x ma paga y. Questo, con l’italiano non lo potrebbe fare, per cui ben vengano gli stranieri. Tutto provato e dichiarato dagl’interessarti. Stai certo, che se un giovane (almeno qui da noi) vuole essere indipendente dalla fam. o si vuole formare una fam. va a lavorare anche come lavapiatti, anche se diplomato o laureato. Cosa ben difficile al sud, o mi sbaglio. Ei, mi baso su documentazioni di interviste fatte a neo laureati e diplomati, del sud.

  • 18
    Aboliçao scrive:

    Ezio, il problema é che in Italia certi lavori non li vuole fare più nessuno perché mal pagati o semplicemente perché trattasi di lavoro manuale ritenuto, a torto, disonorevole.
    Gli immigrati occuperanno questi posti in gran numero fino a quando non si restituirà a quest’ ulimi la dignità che compete loro in termini di trattamento economico e tutela.
    Gli immigrati lavorano quanto se non più di noi, sono loro che mantengono noi e non il contrario !! Basti pensare allo sfruttamento imposto da certe case di moda che subappaltano ad aziende minori il confezionamento dei vestiti senza curarsi che nella filiera di produzione non vi siano condizioni di lavoro disumane e qui si parla di marche arci note.
    Un paese che invecchia sempre di più e non ha ricambio deve per forza di cose “importare” manodopera dall’ esterno, altrimenti chi pagherà lo stato e i suoi servizi ? Per non parlare delle pensioni…
    Poi regioni a statuto speciale come la Sicilia meritano un capitolo a parte, come il Trentino, la Val’ d’ Aosta… in teoria non dovrebbero esistere queste realtà in Italia, visto che si dovrebbe ricevere tutti lo stesso trattamento senza che vi siano figli e figliastri dello stato.

  • 17
    ezio scrive:

    @abolicao
    le regione sicilia, ha 27000 impiegati statali, la lombardia ne ha 3000. Se ci liberassimo di quei 24000 in esubero dalle casse dello stato, e li mandassimo a lavorare (parliamo solo della sicilia), non pensi che l’immigrato, non avrebbe piu’ tanto spazio per rimanere in italia? E se cosi’ fosse, condanneresti ugualmente lo stato italiano, a farsene carico? Magari dando lavoro all’immigrato e sostenendo l’italiano con sussidio di disoccupazopne a vita.

  • 16
    ezio scrive:

    @
    a parte l’elenco di………., mi soffermo sul finale……………ma quale miriade di soldi gia’ stanziati, se non ce ne sono. Se anche visco e schioppa, hanno confermato che il tesoretto non c’e’ e non c’e mai stato. Con cosa sono stati stanziati, mi domando.
    Certo e’, che seduti davanti al computer a fare accuse e dare consigli, non si rischia un tubo.

  • 15
    angelo scrive:

    Sara anche come dici tu Aboliçao, ma non mi spiego il perche l’immaginario “tesssorettto” dove essere distribuito in mille rivoli invece che andare a coprire una parte del debito

  • 14
    Aboliçao scrive:

    Sfortunatamente il governo Prodi é caduto proprio nel momento in cui stava per detassare lo stipendio da lavoro dipendente, era la priorità più stringente, ovviamente prima ha dovuto risanare il debito pubblico, infatti la via seguita da Prodi é stata giudicata giusta dallo stesso Tremonti e dall’ Europa, altrimenti su un debito grande come una voragine non si sarebbe potuta rilanciare l’ economia, visto che maggiore é il debito, maggiori sono gli interessi che vi si devono pagare.
    Dicevo, il fatto che il governo Prodi sia caduto proprio nel momento cruciale in cui si stava per aumentare le pensioni e gli stipendi da lavoro dipendente, ha di fatto contribuito a lasciare l’ unico ricordo di questo governo come il governo delle tasse e dei balzelli, una legislatura la si deve giudicare nell’ arco dei 5 anni e non nei soli 2.

  • 13
    utente verificato sudedoss scrive:

    @ 12
    ma i problemi in italia ci sono o no? Cavalcare il malcontento? in italia c’è del malcontento? Non mi risultava dalla faccia paciosa che aveva prodi quando ci diceva che andava tutto bene, che eravamo sulla strada giusta. Ma se andava tutto cosi bene, perche gli italiani non hanno piu votato la sx? cosè un popolo di masochisti? (SI, dite voi)

    La sinistra ha così tanto perso la faccia che non ha più neanche il coraggio di fare opposizione. Tutti spariti, tutti a leccarsi le ferite. Il Governo ombra? è dovè?

  • 12
    Aboliçao scrive:

    Un conto é riconoscere un problema, affrontarlo con le dovute maniere nel tentativo di risolverlo, un ‘ altra cosa sono i proclami di piazza a furor di popolo volti a mobilitare una più vasta massa di persone possibile incitandole ad armarsi di fucili…
    Cavalcare il malcontento é un comportamento irresponsabile, ed estremamente pericoloso soprattutto in un paese che non riesce a scrollarsi di dosso gli scheletri del passato e in cui gli esponenti di governo legittimano certi comportamenti come frutto del patriottismo e del nazionalismo camuffando la reale valenza di quest’ ultimi.

  • 11
    utente verificato sudedoss scrive:

    Che ci sia un problema di sicurezza in Italia lo ha detto recentemente anche il capo dellla polizia. è stato influenzato anche lui??

  • 10
    Aboliçao scrive:

    Esatto Lele, ma il voler preservare i beni e i servizi dello stato viene definito, dall’ emerito cavaliere, come statalismo che si unisce al giustizialismo delle toghe rosse e all’ oppressione fiscale che la sinistra sostiene a tutti i costi.
    Purtroppo la campagna elettorale incentrata sul tema della sicurezza al fine di infondere terrore tra i cittadini che chi diverso é delinquente ha avuto buon gioco anche sugli elettori moderati che si sono spostati decisamente a destra.
    L’ aver seminato così tanto odio e discriminazione nei confronti dei cittadini stranieri ha contribuito ad avere un largo consenso elettorale ma al tempo stesso ha diffuso un clima di tensione e rancore spaventoso.
    Chi per i personali fini che esulano totalmente dall’ interesse comune del Paese semina odio ed arriva ad armare la mano dei cittadini promuovendo la giustizia fai da te non merita nemmeno di entrare nell’ aula del parlamento.
    C’ é poco di che dormire sonni tranquilli con questa compagine al governo.

  • 9
    lele scrive:

    La capacità creativa di tremonti è nota a (quasi)tutti.
    Togliere il più possibile le tasse,abbassare il prelievo fiscale,è una sua prerogativa.E se i soldi non bastano?condoni,vendita del patrimonio dello stato(pubblico:di tutti),tanto lo stato cosa se ne fà delle spiagge?Il mare è un lusso,chi vuole andare se lo paga,privatizzazione dei servizi,finalmente servizi decenti!e gli immigrati senza un centesimo?tanto quelli saranno espulsi o incarcerati(lavoreranno per pagarsi il carcere)e agli italiani poveri?aspirina gratuita,sconto sui mezzi pubblici,a scuola possono fare a meno di andare.Al personale della pubblica amministrazione ci pensa l’altro “grande”economista!
    Complimenti a chi ha mandato al governo questi personaggi così capaci!
    L’italia è un paese di masochisti:dopo i primi godimenti,vogliono provare l’ebrezza del delirio!

  • 8
    Aboliçao scrive:

    Desidero replicare a quanto scritto da sudedoss.
    La meritocrazia non esiste nemmeno nel privato, questa infatti dovrebbe essere un incentivo che dovrebbe spingere il lavoratore a produrre di più, ma in realtà si concretizza come un miraggio al quale non si arriva mai.
    Essa serve per lo più a concedere molto a pochi per non dare il giusto a tutti e questo le aziende lo sanno bene, basterebbe fare due calcoli:
    L’ azienda ha una struttura di fondo piramidale, al vertice ci sono gli amministratori delegati e al di sotto gli impiegati o operai semplici.
    Ora mettiamo per assurdo che più della metà dei lavoratori della suddetta azienda lavorino per 15 / 20 anni a ritmi serrati, massima disponibilità alle trasferte, agli straordinari e massima produttività, in teoria secondo il concetto di meritocrazia, questi stessi lavoratori dovrebbero salire via via le varie categorie aziendali fino ad ambire ai livelli dirigenziali.
    Ora si é mai vista un ‘azienda che conta fra le sue fila più dirigenti che operai ?
    La risposta é no, e questo perché si andrebbe a sconvolgere il concetto stesso di azienda fondata sul lavoro di molti a beneficio di pochi, e non é un’ opinione personale, ma economia. Da qui al discorso sul capitalismo il passo é breve..
    La detassazione degli straordinari vista come panacea per il rilancio degli stipendi è in realtà un’ arma a doppio taglio perché se da un lato può essere un incentivo per il lavoratore a produrre di più, dall’ altro si rischia che le aziende ricorrano sempre più spesso a questo espediente per ovviare ai molto più onerosi passaggi di categoria. Basti guardare alle varie forme contrattuali a progetto che se inizialmente avevano lo scopo di facilitare la vita alle imprese sgravandole della pressione fiscale con la promessa per il dipendente di essere assunto a tempo indeterminato sono diventate oggi la forma di contratto più diffusa e più utilizzata rendendo di fatto i lavoratori precari a vita senza alcun futuro. Questo sta a dimostrare che se mettiamo sempre nelle mani delle aziende private la discrezionalità di come elargire aumenti e di come gestire le proprie risorse umane a livello contrattuale, per favorire la produttività, si rischia inevitabilmente che le aziende stesse mettano in primo piano il profitto rispetto a discapito del lavoratore come sta accadendo ora.
    La crescita economica é buona se é per tutti non per i soliti noti.

  • 7
    utente verificato er mahico scrive:

    Se si crea produttività con metodi da GESTAPO preferisco l’impiegato che prende 6 caffè al giorno.
    che lavoro fai Sucheoss? così,tanto per curiosità…ormai sei di famiglia qua….. cioè sei un pò come il cugino di campagna che pensa che in città si rubano le scarpe alla stazione…però…. dai sù… in che modo aiuti la grande economia italiana?

  • 6
    utente verificato sudedoss scrive:

    Fantastico articolo!

    Quando si cerca di aumentare le produttività del pubblo impiego e si cerca di dare precedenza alla meritocrazia, tutti a insorgere. L’ordine della sinistra e dei sindacati è DIFENDERE CHI CAZZEGGIA! PERCHE QUELLI SONO voti SICURI!!

  • 5
    unatantum scrive:

    Articolo da attaccare ai muri delle strade secondo la nuova moda dei destroidi.

  • 4
    utente verificato Aboliçao scrive:

    A prposito di straordinari e visione del lavoro riporto qui di seguito
    l’ ultima uscita di Brunetta.
    I Lavoratori pubblici in esubero che rifiutano di essere spostati
    in un’altra amministrazione saranno licenziati.
    Stop anche ai premi a pioggia che dovranno essere corrisposti
    secondo la “valutazione della qualità del prodotto e dei servizi
    resi”.
    La produttività “dovrà essere direttamente commisurata ai risultati
    ottenuti”.
    Limitazioni anche per la carriera sulla base di automatismi dovuti
    all’anziantà di servizio.
    Quanto agli esuberi, i lavoratori potranno essere
    “collocate a disposizione, con l’erogazione della sola retribuzione
    di base, riqualificate e riassegnate ad altra amministrazione.
    In caso di rifiuto il rapporto di lavoro si risolverà di diritto
    Come dire coercizione allo stato più puro.
    Qui si sta spogliando il pubblico impiego delle tutele che lo
    difendono con l’ alibi di uniformare gli impiegati pubblici
    a quelli privati secondo la tanto sbandierata meritocrazia.
    Meritocrazia che qualcuno in questo blog ha già definito come
    criterio che predica bene e razzola male, e io mi associo pienamente
    visto che la meritocrazia ha sempre il sapore della fregatura e
    assume i contorni di una giustificazione per non elargire gli
    aumenti contrattuali ai lavoratori.
    Quando si sarà epurato il mondo del lavoro dai fannulloni allora
    resteranno solo i “virtuosi” che lavorano, producono, fanno 400
    e più ore di straordinario all’ anno a testa bassa per essere pagati come
    quando facevano le loro “sane” 8 ore giornaliere, magari con
    un contratto precario per la felicità dei nostri cari padroncini.
    E intanto in Giappone si muore di straordinari
    nella terra del Karoshi Per la prima volta, due aziende condannate al risarcimento
    Yuji Uendan faceva quindici ore, senza giorno libero
    “Tutto il tempo che ho passato è stato sprecato”.
    In una giornata di marzo del 1999, ancora prima che i germogli
    di ciliegio cominciassero a sbocciare, un ragazzo di 23 anni,
    Yuji Uendan, in preda a una forte depressione causata dall’eccesso
    di lavoro, si è tolto la vita.
    È stato trovato nel suo appartamento di Kumagaya,
    alla periferia di Tokyo, con quelle parole scribacchiate su una
    lavagnetta bianca che usava per l’elenco degli appuntamenti giornalieri.
    Concludo dicendo che così come la meritocrazia é un prestesto per negare gli aumenti
    così la repressione degli immigrati é un pretesto per spostare
    l’ attenzione del paese sul problema sicurezza anziché sul tema
    stipendi più bassi d’ Europa.

  • 3
    Salvatore scrive:

    di solito quando si applica un dazio esso si ripartisce tra domanda e offerta, dipende dall’elasticità della domanda. Il fatto è che la benzina ha una domanda poco elastica, essendo un bene di consumo e quindi le tasse che si applicano sulla benzina per la maggior parte si ripartiscono sui consumatori!

  • 2
    utente verificato er mahico scrive:

    articolo da incorniciare e lasciare ai posteri :)
    good job amigo!

  • 1
    fydel scrive:

    ottimo qirex :ok:

    tremonti porta avanti da anni la storiella “banchieri e petrolieri dovranno stringere la cinghia”. poi, se vai a vedere i profitti in italia di banche e compagnie del petrolio, ti accorgi che sono esplosi durante la gestione tremonti. è tutta questione di comunicazion, come tu stesso sottolinei. puoi dire “aumentano le tasse sulla benzina” o “tassiamo i petrolieri cattivi”. stessa azione, percezione diversa.

    la gestione della spesa pubblica non è certo il forte di tremonti. durante il governo di destra 2001-2006, i costi della sanità e della pubblica amministrazione sono saliti del 30-40%. se un tale sperpero si ripeterà di nuovo nel prox quinquennio, e se butteremo ancora altri soldi in buchi neri come ponte sullo stretto (per cui il passato governo berlusca ha già speso miliardi di euro) o fantaprogetti tipo digitale terrestre, i conti pubblici si deterioreranno inevitabilmente. ciò che conta non è quanto paghiamo in tasse. ciò che conta è come le tasse sono distribuite sulla popolazione e sui consumi, e soprattutto quanti soldi spende lo stato.

  • Pagine: « 3 2 [1]

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