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Del Turco arrestato: per Berlusconi è un teorema, ma lui non è certo un garantista

15 Luglio 2008 alle 22:56
calogero

I teoremi “infondati” delle procure. L’occasione questa volta non sono i “suoi” processi e le inchieste che lo vedono coinvolto. Bensì l’arresto del presidente della regione Abruzzo Ottaviano del Turco (Pd) al centro, secondo le accuse, con la sua giunta di centrosinistra di un comitato di affari che lucrava sul sistema sanitario regionale. “Spesso i teoremi accusatori sono infondati” dice Berlusconi molto colpito dall’inchiesta della Guardia di finanza. “Mi sembra molto strana - aggiunge - una decapitazione completa, quasi una retata, di un intero governo di una regione”.
[repubblica.it]

Avrebbe potuto attaccare il PD. Un presidente regionale in galera per tangenti è un bocconcino niente male. Ma per ricordare al Veltroni che nessuno è vergine, ci saranno altre occasioni sicuramente migliori.
Adesso l’obiettivo non è certo l’avversario politico tradizionale, del resto già ampiamente sconfitto alle elezioni. La coerenza di Berlusconi “garantista” a oltranza, getta ulteriore discredito sulla magistratura. Meno sono credibili i magistrati, più si può vendere all’opinione pubblica la fiaba della persecuzione giudiziaria. A questo scopo pure la difesa dell’avversario torna utile. Dichiara Berlusca al Corrierone: «Non ha nessuna importanza per me che la giustizia colpisca questo o quell’altro, ma molto spesso i teoremi accusatori sono teoremi che non vengono confermati».
Il garantismo non è la garanzia che il PM non si sbagli mai o che le sue tesi accusatorie prevalgano sempre sulle tesi difensive. Nessuno è infallibile, non si vede perché dovrebbe esserlo un PM. Se così fosse non servirebbe nemmeno celebrare i processi.
Il garantismo in realtà risiede nella possibilità di difendersi davanti a un giudice imparziale, nell’essere considerati innocenti fino alla conclusione dell’iter processuale, nello svolgimento del processo in termini temporali ragionevoli. Il garantismo viene straordinariamente riassunto in quella frase che campeggia nei tribunali della Repubblica: La legge è uguale per tutti. Anche per quelli che se la cambiano a seconda delle esigenze personali.

Pubblicato in Politica da calogero | (Letto 13240 volte)

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11 Commenti a “Del Turco arrestato: per Berlusconi è un teorema, ma lui non è certo un garantista”

  • 11
    red float scrive:

    Quoto a.giuliani.
    In Italia è sacrosanto attuare un’analisi critica verso tutto quel mondo che ha reso lecito e legittimo il berlusconismo,ultimo (me lo auguro) cancro della democrazia Italiota.

  • 10
    utente verificato er mahico scrive:

    @giuliani.
    A una buona vendetta segue un terribile ricatto.

  • 9
    e. giuliani scrive:

    :berluska:
    Il Berlusconismo, inteso come sintesi del piduismo e dell’autoritarismo, sta arrivando al suo supremo momento di sintesi.
    Non gli bastava invocare la punizione delle toghe rosse e dei giustizialisti della sinistra, adesso ha avuto anche l’impunità legale di fare quello che gli pare, sia distruggere politicamente e fisicamente gli avversari che farsi le figlie degli italiani. Ormai il delirio paranoico-megalomane di Berlusconi, divenuto volontà politica ed atto di legge, è arrivato alla sua ultima fase.Invariabilmente tutti i professionisti della politica che hanno creduto dio poter trattare alla pari con lui, sono stati beffati, e lui dopo averli usati cerca di distruggerli. Speriamo che la sempre più probabile elezione di Obama, da Berlusconi dileggiato quando ha detto che l’elezione di un nero alla presidenza USA era troppo prematura, sia l’inizio della fine di Berlusconi.Del resto Obama ha rischiato, in caso di sua elezione, di ritrovarsi Calderoli vicepremier, che magari lo avrebbe accolto dicendogli: -Uelà negher, va a dar via i ciapp!- Con immediata dichiarazione di guerra all’Italia. Del resto i legami di Berlusconi con Bush sono troppo oscuri, e fanno parte del mistero dell’11 settembre. Non bisogna dimenticare che il pretesto dell’invasione dell’Iraq per Bush fu fornito da un’informativa dei servizi segreti italiani (falsa) che accusava Saddam di aver acquistato uranio dal Mali.
    Inoltre ci sono alcune strane coincidenze: Berlusconi, appena insediato a palazzo Chigi accolse come un capo di stato il suo socio saudita Al Waleed; alcuni giorni prima dell’11 settembre, come riportato da un articolo dell’Espresso di un paio di anni fa passato sotto silenzio,
    da un’utenza ISDN inattiva di Catania partirono dei flussi di dati verso il Nordamerica che sarebbero stati ricevuti da uno degli attentatori delle Twin Towers. Le utenze ISDN inattive posono eserre utilizzate solo dall’interno delle centrali Telecom, che nel 2001 non erano più presidiate da personale fisso ma controllate telematicamente, e quindi per qualcuno tecnicamente esperto (e tutti sappiamo che casini combinavano in Telecom in quegli anni) non sarebbe stato difficile collegarsi con chicchessia nel mondo senza essere disturbati. Inoltre qualche mese dopo il Mossad parlò di un governo occidentale implicato con l’attentato, anche se poi la cosa venne insabbiata.
    Per me le origini dell’attentato dell’11 settembre, come scritto da Carlo Palermo in un bellissimo libro, vanno cercate nel fallimento della BCCI, una banca araba con sede a Londra, usata durante la guerra fredda per riciclare il denaro del traffico di droga proveniente dal Medio Oriente per poi destinarlo alla resistenza afghana contro i sovietici, in un traffico in cui molti affaristi arabi avevano impegnato forti capitali; quando Gorbaciov fece cadere il muro e ritirò le truppe dall’Afghanistan, Gran Bretagna e Stati Uniti fecero fallire la Banca di Credito e Commercio Internazionale per far sparire le loro complicità, facendo perdere una montagna di soldi agli affaristi del Golfo, che si arrabiarono molto. Non a caso l’11 settembre è stato preso di mira il World Trade Center, il simbolo del capitalismo anglosassone.
    I fantasmi della guerra fredda, dalla P2 a Gladio, dalla BCCI a Bin Laden, ci perseguitano; e Berlusconi è solo uno dei cascami di quell’epoca. Pewr superarlo, dobbiamo fare una analisi acritica del passato, ed imparare la lezione.

    Eugenio Giuliani Roma

  • 8
    maxi scrive:

    hai ragione ezio. la giustizia non può essere così lenta. un innocente non può aspettare anni prima di essere riabilitato. un colpevole deve pagare le sue colpe. chi ha subito un danno deve essere risarcito presto, non i suoi eredi.
    la giustizia lenta è di per sè ingiustizia.

    magari togliere ai magistrati importanti strumenti di indagine, sospendere i processi e tagliare i fondi alla giustizia non è proprio quello che si dice “andare nella direzione giusta”, no?
    ma se l’ha fatto LUI, allora deve essere giusto per forza!

  • 7
    ezio scrive:

    @@@
    ma per voi, cosa doveva dire berlusca” bene, sono contento, ora proverete anche voi cosa vuol dire essere accusati e condannati prima d’essere processati”. No, ha risposto correttamente ma non va bene nemmeno questo. Lui , E’ stato subito ” condannato ” nel 94, e solo dopo 15 anni dopo regolare processo, si viene a sapere che non centra un tubo con la faccenda. Perche’ e’ silvio, dopo 15 anni, un normale padre di fam. quanto cazzo doveva aspettare per avere giustizia?

  • 6
    red float scrive:

    Tanto x capirci:la stragrande maggioranza della politica affoga nella merda,se ne salvano pochi ed il Pd non è certo tra i miei preferiti,ancora troviamo D’Alema,Rutelli,Fassino,POLITO(personaggio inqualificabile sotto un punto di vista strettamente personale),ed altri riciclati delle vecchie lobby pseudo sinistrose.
    Del Turco non fa assolutamente eccezione e se esiste reato come è plausibile pensare sarei propenso al sequestro di tutti i beni acquisiti col malaffare,oltre che una buona dose di cella naturalmente.
    :star:

  • 5
    lele scrive:

    la legge si applica fuori “lettera”!!!!!!!!

  • 4
    LUIGI scrive:

    IL SISTEMA GIUDIZIARIO E’ QUELLO CHE E’ , MA LA CLASSE DIRIGENTE E’ MOLTO PEGGIO.
    GUARDA TE SE TOCCHI UNO QUALUNQUE E LO ARRESTI PERCHE CORROTTO E IN PERICOLO DI INQUINARE LE PROVE, COME LA LEGGE PREVEDE, DICONO BRAVI COSI’ SI FA.
    COME TOCCA AD UN POLITICO ECCO CHE I GIUDICI SONO SCHIERAT, E CHE NON SE NE PUO’ PIU’ ECC, ECC.
    LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI MAGISTRATI APPLICA LA LEGGE ALLA LETTERA, TUTTO QUI.

  • 3
    utente verificato er mahico scrive:

    ovviamente il processo deve avverarsi,esserci,esistere per avere un’accusa e una difesa.

  • 2
    Adduso scrive:

    I “SIGNOROTTI” DA 100 MILA EURO

    Le tangenti, sono un metodo tanto ignobile quanto notoriamente diffuso da sempre nella società italiana in cui (non faccia finta di scandalizzarsi nessun moralista), “TUTTI PAGANO” direttamente o indirettamente alla politica e alle istituzioni, compresi anche quegli imprenditori che poi ci fanno la predica in televisione, in quanto, pacificamente, chi non “paga”, in questo “Stato mafioso Italiano”, viene regolarmente “isolato” o “fatto fuori”,

    Ma quello che mi lascia più allibito è l’impotenza o forse dovrei dire, l’ormai evidente condizione di “servilismo” delle maggior parte delle classi economiche italiane cosiddette medio-basse, quindi anche comuni impiegati, operai, piccoli commercianti,ecc., insomma lavoratori da poco meno o più di 1000 (quando ci arrivano) a circa 3000 euro al mese, che subiscono ormai passivamente la loro forzosa “schiavitù di Stato” .

    ORA, è mai possibile che PER LEGGE (guarda caso le stesse norme “mafiose” votate dal nostro Palamento) siamo così ASSOLUTAMENTE INDIFESI contro questi “SIGNOROTTI MAFIOSI DELLO STATO” che si prendono STIPENDI D’ORO (E TANGENTI) CHE NOI GLI PAGHIAMO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE CON IL NOSTRO “SANGUE” ATTRAVERSO TASSE E BALZELLI VARI, tanto che conseguentemente LA MAGGIOR PARTE DEI “COMUNI” CITTADINI NON ARRIVA PIU’ NEANCHE A FINE MESE E C’è GENTE CHE ADDIRITTURA NON PUO’ NEANCHE INIZIARE IL MESE TANTO CHE VIVE NELL’INDIGENZA PIU’ ASSOLUTA ?

  • 1
    utente verificato sudedoss scrive:

    prima osservazione se fosse stato arrestato uno del PDL, tutta la sinistra non avrebbe perso l’occasione di attaccare politicamente il centro destra.

    seconda osservazione.
    Il veltroni ha cosi commentato la notizia: «Stupore e amarezza», sono i sentimenti espressi da Walter Veltroni. Il segretario del Pd esprime «vicinanza umana» al presidente della Regione Abruzzo, auspicando che «sappia dimostrare la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati».

    In queste poche righe emerge l’idea di giustizia del rappresentante della sinistra. Vorrei ricordare che nel diritto italiano NON è l’imputato a doversi dimostrare innocenti, ma la pubblica accusa che deve dimostrare che è colpevole.
    Sarà una sottile differenza, ma ad oggi tutto il nostro diritto si basa su questo (fino alla prossima riforma della sinistra)

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