Chi è fascista non ama la Patria, caro Abbiati
27 Settembre 2008 alle 12:33
E’ un discorso che si sente fare spesso. Questa volta è toccato al portiere Christian Abbiati deliziarci con le sue esternazioni sul ventennio e sono sempre quelle considerazioni trite e ritrite: il fascismo ha commesso degli errori (le leggi razziali, la guerra, l’alleanza con Hitler eccetera) però ha fatto anche cose buone e non è stato il male assoluto.
Ora, al giocatore del Milan, potremmo anche concedere delle attenuanti generiche. Si sa che i calciatori in genere, salvo alcune eccezioni, non sono dei tipi particolarmente brillanti. Abbiati poi fa il portiere, mestiere basato sul riflesso più che sulla riflessione. Sta a stretto contatto con la curva, luogo in cui il QI medio si abbassa notevolmente. E non escluderei che abbia preso in passato qualche palo con la testa, ma tant’è che certi discorsi li fanno in molti.
Ad Abbiati piace invece del fascismo “La capacità di assicurare l’ordine garantendo la sicurezza dei cittadini”. Non so perché per quale oscuro motivo gli estimatori del fascio sono capaci di rinunciare alla libertà pur di avere l’ordine. E’ una cosa piuttosto stupida. Primo perché libertà e ordine non sono in antitesi. Poi per il modo in cui questo supposto ordine veniva garantito: manganello e olio di ricino, cioè tramite la repressione. Come se fosse auspicabile vivere in una società, nella quale le persone seguono le regole non perché condivise e facenti parte di un patto sociale, di un idea di stato e di società, ma perché se non le segui sono botte. Probabilmente Abbiati applica lo stesso metodo educativo con i figli (se ne ha).
L’amore per la patria del fascismo poi è un’altra minchiata che solo i meno attenti si bevono. Il fascismo non è stata un’ideologia patriottica ma l’ottusa esaltazione della nazione. Mussolini giocava a fare l’imperatore romano. Sognava i fasti di un epoca remota in cui gli italiani erano un popolo guerriero e dominatore, avendo invece a che fare con una popolazione indisciplinata e già difficile da governare. Una popolazione residente su un territorio in cui nei secoli erano passati praticamente tutti e i cui geni, dell’antico romano non avevano (e non hanno) forse più nulla.
Radere al suolo l’Italia in una guerra dissennata fu l’idea meno patriottica che si potesse avere.
E allora diciamolo chiaro: chi è fascista non ama la patria.
Pubblicato in Fascismo arretrato da calogero | (Letto 8695 volte)
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