La repressione nell’Italia del nano
22 Ottobre 2008 alle 16:21
Berlusconi convoca una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento agli studenti: “Non permetterò l’occupazione delle università. L’occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell’applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare”. Poi, rivolto a una giornalista del Manifesto che aveva posto la domanda, aggiunge: “Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro”. [repubblica.it]
Repressione. E’ questa l’unica risposta di cui è capace Berlusconi. Lui fa le cose giuste per il bene del paese. Chi dissente è un facinoroso, un teppista, uno in malafede o manovrato dai comunisti, un pericolo per la stabilità e il governo, per l’Italia.
Il dissenso non è previsto nell’Italia di Berlusconi. I diritti garantiti dalla Costituzione democratica non si sa più in quale occasione si possano esercitare. Sembrerebbe, secondo la logica del nano massone, che dovrebbe essere lui a dare il nulla osta per manifestare: “certamente ragazzi, questa volta il governo ha fatto una cazzata, scendete pure in piazza a esprimere le vostre ragioni, ve lo concedo nella mia immensa bontà”.
Nell’Italia di Berlusconi non si protesta contro il caro prezzi, non si protesta contro la finanziaria, non si protesta contro i tagli nella scuola. In una parola non si protesta.
Lui sa, gli altri no. Lui fa, gli altri disfano. Lui è democratico, gli altri no. Lui, quando ha i tacchi è pure alto, s’è per questo.
Prosegue Berlusconi: “Convocherò oggi - prosegue Berlusconi - il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell’ordine per evitare che questo possa succedere” (l’occupazione nds).
Cominciate a capire la piega che stanno prendendo le cose, o ve lo devo spiegare?
Pubblicato in Fascismo arretrato da calogero | (Letto 9097 volte)
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