Art 27 comma 4
11 Luglio 2005 alle 20:50
Calderoli pensiero:”siccome siamo in guerra contro il terrorismo allora tanto vale dichiarare lo stato di guerra”. Lapalissiano, no? Poi che il nemico non sia identificabile in uno stato estero, un governo, un’organizzazione che importanza ha? Siamo in guerra, tutti abbiamo le tessere per il cibo razionato, suonano le sirene e scappiamo nei rifugi, l’esercito invasore fa rastrellamenti tra i civili, li deporta e stupra le nostre spose. Robe della guerra, no? Caro Calderoli.
Vabbè dichiariamolo lo stato di guerra. Già mi vedo il Parlamento italiano che dichiara lo stato di guerra contro “il terrorismo”. Già mi vedo il resto dell’Europa che si piscia nelle braghe, non per la paura del terrorismo, ma per le risate.
A ben vedere però molto da ridere non c’è. Cosa comporterebbe lo stato di guerra che tanto desidera la destra xenofoba italiana? Forse l’applicazione dei codici militari? Forse la restrizione delle libertà personali? Forse leggi di polizia garantiste solo per “Lo Stato”? Chi lo sa cosa pensa Calderoli quando chiede lo stato di guerra. A me, però, una cosa viene in mente. E’ l’articolo 27 della Costituzione italiana comma 4 :”Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”. Che si applicano, appunto, in guerra. Una volta dichiarata.
Pubblicato in Povera Italia da calogero | (Letto 678 volte)
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