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La stanza del Vescovo

23 Giugno 2009 alle 07:41
Spartaco

Quando entrammo nella stanza del Vescovo, lui ancora non c’era. Così restammo a parlottare tra di noi. Le pareti erano piene dei ritratti di quelli che l’avevano preceduto. Figure austere, che incutevano paura. Pensai al male che forse avevano commesso.  Pensai ai tanti contadini di Terra di Lavoro che erano morti nella miseria. A quelli che erano stati stroncati dalle malattie, ai loro figli, alle loro mogli. E mi sembrava di vedere uno per uno i loro nomi, scritti sotto ogni quadro e la porpora dei porporati raffigurati diventava ai miei occhi sempre più rossa, quasi vermiglia, come se si tingesse del  sangue di quelle vittime che mi parlavano e mi dicevano :”Ma tu che ci fai qua dentro?”. Così mi venne di dire, ad alta voce, che la cassa integrazione era il principio della fine, che così avremmo perso la fabbrica e il lavoro. Quelli di comunione e liberazione che erano diventati purtroppo il sindacato egemone in fabbrica mi zomparono addosso. Uno di loro mi disse:”Tu parli così perché tieni il conto in banca”. Lo guardai bene e vidi che somigliava a uno dei ritratti. Anche gli altri. Ognuno di loro sembrava un personaggio del ritratto che era sceso dal ritratto per perpetuare la sua missione sciagurata. Finalmente venne il Vescovo. E tutti i ritratti scapparono nei ritratti. E così gli parlai, a nome di tanti.
“Eccellenza,…”. Mi fermò: “Perché vuoi beffarmi? Sei sicuro che io debba meritarlo? Se proprio un titolo devi usarlo, chiamami reverendo.” ” Don Raffaele?” dissi io. “Don Raffaele”, rispose lui. L’altro giorno ho visto Don Raffaele. Si trascinava sotto un baldacchino tenendo in alto il Corpusdomini.  La metafora del suo impegno concreto in Terra di Lavoro, a favore degli emarginati, primi fra tutti i clandestini; la testimonianza evidente del vangelo che diventa tale nella pratica quotidiana. Don Raffaele va via da Caserta. ”Promoveatur ut amoveatur?” Non lo sappiamo. Né sappiamo se metteranno il suo ritratto affianco di quegli altri di cui abbiamo detto prima. Chissà che non faccia a cazzotti la notte. A me basta ricordarlo come l’ho visto l’altro giorno. Con la Bandiera Rossa… pardon, il Corpusdomini stretto nelle mani.

Pubblicato in Vita quotidiana da Spartaco | (Letto 10965 volte)

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14 Commenti a “La stanza del Vescovo”

  • 14
    lele scrive:

    spartaco
    la melatonina sta alla coscienza o anima o come chiamarla la si voglia,come i cavoli stanno alla merenda,a men che non si preferiscano al salame.
    Finché l’uomo si arrovella nella ricerca di forme societarie il più possibili non invadenti e paritarie,ma non per questo non impositive ci sarà sempre il dominante e il dominato e il camminar da soli si allontana sempre più.Il concetto di libertà, più che primitivo,è un concetto non ancora acquisito.

  • 13
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ lele
    Il luogo della coscienza è la ghiandola pineale, dove la “res cogitans” incontra la “res extensa”. E’ probabile che quello di libertà sia un concetto primitivo. E’come l’Araba fenice: che ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa.
    @ Zerb
    Restiamo al tema. La quistione è: religione e comunismo sono conciliabili? La risposta è no. Se poi uno vuol fare uno sforzo e conciliarli, liberissimo di farlo. Non è detto che le regole debbano sempre darcele gli altri. Possiamo pure inventarcele noi. Per esempio ieri ho trovato questa: il quadrato è la figura geometrica che si ottiene da un triangolo che ha fatto fortuna o da un cerchio che è finito male.

  • 12
    lele scrive:

    solo “Il primo passo della libertà è l’uguaglianza”!Uguaglianza=libertà può essere:la legge è uguale per tutti,come sta scritto nei tribunali,siamo tutti fratelli,come predica il papa.le leggi sono fatte e scritte da chi vuol dare una determinata impostazione alla società al pari della religione.Leggi e religione dettano regole di convivenza e imposizioni:vince chi prende più voti e promulga leggi,io sono il dio tuo e non avrai altro dio.Se chi promulga leggi è un feroce dittatore e il dio un emerito porco dove sei libero? Nel comunismo?come viene gestita la cosa comune senza ledere la libertà di usufruire di una certa cosa?A parte questo aspetto,abbastanza nebuloso,il comunismo è la conseguenza logica del primo passo.
    spartaco
    “Nell’ambito della coscienza individuale, uno può conciliare o non conciliare quello che vuole. Alla stessa maniera può sentirsi più lla o meno libero a seconda dell’importanza relativa che attribuisce alle cose che lo fanno sentire tale”
    nell’ambito della coscienza bisogna stabilire,prima, il luogo della coscienza:se nel cervello o nel buco del cu…..o,e la seconda da dove proviene!

  • 11
    zerb scrive:

    OK Spartaco,
    riconosciamo che l’ignoranza abbia generato la superstizione, madre di tutte le divinità pagane, animiste e non.
    Ma questa è stata una necessità di auto difesa dai pericoli della natura prima e dai propri simili, poi. Quasi un fatto fisiologico.
    Il comunismo si è sviluppato per difendere la classe proletaria dalla prevaricazione borghese e latifondista e l’analogia ci sta tutta.
    L’alienazione religiosa sarebbe tale solo per effetto del proprio dogma ?

    Parlo tanto di figa, durante il giorno, che la sera mi faccio seghe mentali come queste per dare un minimo di serietà alla giornata.
    Ma come vedi, i dubbi non mi mancano,
    ciao amico mio !!!!

  • 10
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ Zerb
    Di mangiarvi non se ne parla. Però prendere due piccioni con una fava, questo si può tentare. Nell’ambito della coscienza individuale, uno può conciliare o non conciliare quello che vuole. Alla stessa maniera può sentirsi più lla o meno libero a seconda dell’importanza relativa che attribuisce alle cose che lo fanno sentire tale. Il problema è però un altro: la religione e il comunismo sono oggettivamente conciliabili? La risposta è no perchè uno dei motivi che ha determinato la necessità storica del comunismo è il superamento dell’alienazione religiosa. L’uomo è alienato nella religione perchè è alienato nel lavoro. Tant’è che, dice Marx, la critica della religione è il presupposto d’ogni critica. Che poi la cosa non nasce certo con Marx . Già Lucrezio aveva affermato che la superstizione ignorante aveva creato gli dei. Circa il discorso della libertà come uguaglianza è tutto vero.Purtroppo gli uomini sono uguali se non esistono le classi. Se invece le classi esistono gli uomini non sono uguali. “Libertà,uguaglianza, fraternità” era il motto della rivoluzione francese. E della borghesia che la promosse.

  • 9
    zerb scrive:

    @lele e giancarlo
    Spartaco, si fa un boccone di noi, vedrete

  • 8
    Giancarlo scrive:

    libertà=uguaglianza
    uguaglianza=libertà
    nessuna supremazia
    nessuna sottomissione
    Questa è la ricetta per far sopravvivere il genere umano.
    Ma, mi chiedo, ci voleva lele su terrorpilots per affermare queste verita?
    Come mai l’uomo continua a ignorare così chiare e semplici verità indispensabili alla sua sopravvivenza?
    Comunque grazie lele. Userò spesso d’ora in poi la tua formula così semplice ed efficace.
    :cccp:

  • 7
    lele scrive:

    spartaco
    “Tutto dipende dall’interpretazione di “libero””o di libertà.Se,il significato di libero o libertà significa solo rispetto per il credo altrui,e,di conseguenza,del proprio,si riduce ad un è modello educativo errato in quanto non esclude la supremazia del più forte sul più debole.Il primo passo della libertà è l’uguaglianza,senza questa l’uomo non sarà mai libero ma soltanto schiavo della propria condizione,sia di supremazia che di sottomissione.L’impegno o militanza politica o sociale deve andare in questa direzione,altrimenti diventa solo l’ennesima lotta di classe!

  • 6
    zerb scrive:

    ….[La religione e il comunismo sono inconciliabili]….
    Spartaco, non sono mai stato convinto di questo.
    Il comunismo è una dottrina che conosco poco, o perlomeno limitatamente e ne condivido gli obiettivi estremi in cui vedo molte similitudini con il cristianesimo, altra dottrina di cui non posso vantarne grande conoscenza.
    Ma se i valori della solidarietà, della uguaglianza tra individui e l’elevazione della società che parte dall’individuo sono alla base dei due pensieri non vedo perchè debbano essere inconciliabili.
    Il netto contrasto è, per me, tra la chiesa e la società social-comunista.
    E quì parliamo di scontro tra il potere politico della chiesa e le necessità del polpolo.

  • 5
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ lele
    La libertà non è un fatto assoluto. Diversamente rischia di essere come la proprietà. Assoluta e intoccabile, addirittura trasmissibile ereditariamente, secondo il diritto borghese. Verò è che la libertà non deve essere limitata dall’esterno, ma dall’interno un meccanismo discernitivo-compensativo deve pur esserci. Diversamente è vero tutto e il contrario di tutto. Posso credere o non credere ciò che mi pare, a prescindere.Perciò voto Berluskoni. Ma si è liberi votando Berluskoni? Dunque, se i miei simili, votando Berluskoni, sono condannati a perdersi, in nome della libertà, devo abbandonarli al loro destino? Se è vero che la loro opinione vale esattamente quanto la mia, perchè debbo impegnarmi in un contraddittorio, fare militanza politica ecc.? Forse la cosa si supera se si pensa che in discussione non è la libertà, ma il modo o la coscienza secondo cui si è liberi. Se mi scoccia di fare una cosa, ma quella cosa la faccio comunque, perchè anche se mi scoccio, è proprio giusto che la faccia, io resto libero . Con un risultato rafforzativo: che sono libero perchè ho fatto una cosa che andava fatta anche se mi scocciava di farla.
    La libertà come coscienza della necessità.

  • 4
    lele scrive:

    “Ma quando un uomo incontra un altro uomo, per dirla alla napoletana, “si fermmano i rilloggi”. Si fermano gli orologi”
    spartaco,questo è forse vero e forse non vero,dipende da dove i due si fermano.Chi crede è libero di credere e chi non crede è libero di non credere.Tutto dipende dall’interpretazione di “libero”.

  • 3
    utente verificato Spartaco scrive:

    Zerb, amico carissimo, la vicende della vita possono portarti in posti e in situazioni che mai avresti immaginato. L’importante è essere attrezzati alla bisogna. Magari tu non lo sai di essere attrezzato. E lo scopri al momento. E questo non può che darti un’intima gioia, che non è esaltazione di se stessi, ma stimolo a fare ancora di più. Perchè hai verificato che ciò che possiedi funziona. E siccome ciò che possiedi non è innato, ma un qualcosa a cui tu ci sei arrivato, non precostruito per intenderci, questo ti dà soddisfazione. E ti fa andare avanti. Spaccando le montagne, se necessario. L’abbiamo detto altre volte. Chi non crede tollera chi crede. Chi crede, non tollera chi non crede. In quanto non credenti, siamo per definizione tolleranti. Questo è l’onere, e l’onore, che ci dobbiamo portare. La religione e il comunismo sono inconciliabili. Sul piano delle idee e della Storia, per come ce l’hanno raccontata. Ma quando un uomo incontra un altro uomo, per dirla alla napoletana, “si fermmano i rilloggi”. Si fermano gli orologi.

  • 2
    ZERB scrive:

    Quando leggo di queste persone che riteniamo eccezionali, mi fan pensare quanto sia distorta la realtà.
    Esse dovrebbero essere la norma e non l’eccezione.
    Il paradosso è lampante e qualcuno si chiede perchè la chiesa sia così distante dall’uomo se non con pochissimi suoi rappresentanti di indiscusso valore.
    E tanto per tormentarci ancor di più, quanto dista il comunismo dalla dottrina di cristo ? In molti punti, credo, meno del cattolicesimo.

    Spartaco, sono sicuro che cercavi l’appoggio dell’uomo e non del prelato, ma mi incuriosisce ugualmente saperti di fronte ad una persona di tanta umana comprensione ma con lo spirito nelle mani del nemico: la chiesa cattolica.

  • 1
    Giancarlo scrive:

    Raffaele Nogaro, Vescovo di Caserta, è una figura umana di un’altezza irraggiungibile.
    Assolutamente irraggiungibile soprattutto dalle mie limitate capacità letterarie che non potranno mai rendere giustizia, a Lui e al Suo impegno morale, civile, e cristiano.
    Chi non ha visto Lui non saprà mai come si possa compiere naturalmente la fusione tra vangelo e comunismo.
    Raffaele Nogaro come Gesù Cristo, il più famoso sindacalista della storia, ultimo tra gli utlimi e povero tra i poveri.
    Sempre e comunque in prima fila in difesa dei diritti umani e sociali.
    Sempre e comunque in prima fila ad affrontare severamente, con il suo volto inattaccabile, quelli che, normalmente, tra l’ossequio generale, travalicano tutto e tutti.
    Ho molti ricordi di Lui.
    Bastava vederlo camminare per Caserta. Lo abbracciavano tutti. Lo guardavano come se vedessero una sfavillante luce di speranza per la nostra esistenza.
    Gli immigrati soprattutto lo abbracciavano come un padre, tanto che ho sempre pensato che quella tonaca lisa ghiel’avevano consumata loro.
    Fu l’unico che si affiancò a noi per accompagnarci dal prefetto di Caserta per scongiurare il trasferimento a Marcianise. Era il 7 marzo 2002, e l’allora prefetto era Carlo Schilardi, una vera carogna.
    Quel malvivente del prefetto di Caserta, Carlo Schilardi, ascoltò malvolentieri i nostri motivi di catastrofe annunciata mentre era nervosamente in attesa dell’imboscata che ci aveva teso.
    Dopo poco fecero irruzione nella nostra riunione i suoi ospiti d’onore: Massimo Pugliese, Marco Pugliese e Ennio Conchiglia a raccontare truffe annunciate (i soliti piani industriali fasulli) tra la compiacenza di quel lestofante del prefetto di Caserta Carlo Schilardi.
    Raffaele Nogaro ebbe tanto disgusto da scostarsi con la sua sedia dal tavolo, e lo fece capire chiaramente.
    Quel bandito del prefetto di Caserta, Carlo Schilardi, ci chiuse la porta in faccia testualmente così: “ Lavoratori che non si vogliono spostare di otto km non meritano di lavorare”.
    Il Vescovo ci disse: “Ho capito tutto. Io sarò davanti a voi tutti, in tutte le vostre proteste”.
    Il problema fu che noi non facemmo nessuna protesta fino alla deportazione definitiva a Marcianise… e ho detto tutto.

    Raffaele Nogaro, uno di noi. Ma sul serio.
    :cccp:

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