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Per i morti di Viareggio

1 Luglio 2009 alle 08:37
Spartaco

I morti di Viareggio sono come i morti di Reggio Emilia.

Come i morti di Avola, di Portella della Ginestra, dove pure c’erano i bambini.

Come i morti dell’Italicus e della Stazione di Bologna.

Come i morti delle morti bianche, di quelli uccisi mentre tentano di sopravvivere.

I morti di un sistema ingiusto, che  prevarica senza speranza.

Muoiono quelli che lavorano.

Quelli che sono poveri.

Quelli che abitano vicino alla ferrovia.

Per dove passa la bomba.

Che non ha Fantasia.

Abbiate pietà.

Hamza, 17 anni, amava il mare e il calcio.

Rosario, operaio siciliano, non sappiamo cosa amasse.

Hamza non voleva morire.

Nemmeno Rosario voleva morire.

Pubblicato in Vita quotidiana da Spartaco | (Letto 11417 volte)

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40 Commenti a “Per i morti di Viareggio”

Pagine: [2] 1 »

  • 40
    utente verificato Spartaco scrive:

    Ezio,
    ma la fusione di che? (Attento che è una trappola).

  • 39
    ezio scrive:

    @maxi
    quel soggetto si chiama verificatore. Il martello e’ l’oggetto di verifica dei ceppi ed il colpo sul cerchio viene dato per assicurarsi che l’anello con il bordino(importantissimo) sia ben saldo alla ruota. La rottura della sala, non la si puo’ verificare con il martello ne’ il verificatore puo’ esserne responsabile. Come detto in precedenti comm con spartaco, secondo me e tutti quelli ai quali ho domandato, quella bolla e’difetto nella fusione. Dall’esterno, una sala, non puo’ formare bolle “interne”. E la rottura per fatica, sempre secondo me e la mia esperienza, avviene netta e non con l’ausilio di bolle, che ne posso addirittura GARANTIRE la rottura., sia pure nel tempo. Ho detto il mio parere maxi, non t’incazzare, posso sbagliare anzi sicuramente sbaglio.
    ciao

  • 38
    max scrive:

    vorrei dire la mia sulle cause dell’incidente di viareggio; è chiaro che trattasi di rottura per fatica dovuta a flessione rotante, dalle fotografie pubblicate sui giornali, sembra il un caso da manuale.
    visto che l’innesco parte sembre dalla superfice, si genera una cricca che si propaga all’interno del materiale, il tempo di propagazione che porta alla riduzione della sezione resistente fino a provocarne il collasso, solitamente può durare diverse settimane.
    i non giovanissimi ricorderanno che fino a 15/20 anni orsono, mentre si aspettana che il treno partisse, circolava sul marciapiede uno strano soggetto dotato di un piccolo martelletto con un manico lungo e batteva sui mozzi delle ruote perche?????
    risposta: se il mozzo, a seguito della battuta con il martello, “cantava” voleva dire che non si evidenziavano discontinuità interne del materiale; se invece con il colpo di martelleto, il mozzo “suonava sordo” significava che si era in presenza di una discontinuità interne del materiale costituente l’asse del carro.
    l’omino con il martelleto non lo si vede più, pero succedono i fatti di viareggio.

  • 37
    ezio scrive:

    @spartaco
    bei figli de puta, s’e’ cosi’ veramente

  • 36
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ ezio
    Secondo me sono stati quelli della Gatx. Lo stanno usando per riprogettare i loro carri.

  • 35
    ezio scrive:

    @spartaco
    sai in 15 anni quanti km fa un carro? Non si parla d’opere che se ne stanno in ozio e colpite solo dai flash e da qualche intemperia e da calpestii dei visitatori. Ma di parti, che si muovono per migliaia di km al giorno, e che subiscono sollecitazioni di tutte le sorti. Poi non ho detto di buttare il carro, ma sostituire le sale.
    Oggi ricerco nell’ultimo “nascondiglio”, s’anche li’ non c’e', me l’hanno fregato.
    ciao

  • 34
    red float scrive:

    Gion44 che ti sei fumato?

  • 33
    red float scrive:

    :mrgreen:

  • 32
    gion44 scrive:

    MA…NON VI ANGUSTIATE…POTETE….SEMPRE ,FORMARE UN NUOVO PARTITO..POSTUMO…QUELLO ,CHE RESTA DELL-ARMATA BRANCALEONE…. :cccp: PENSATECI. :allah: LECCHIII…

  • 31
    gion44 scrive:

    VOI… :cccp: SIETE ALLA FRUTTA,ORMA SIETE DI GIA….UNA PARENTESI..NELLA STORIA…..CHE COMINCIA …..CERANO UNA VOLTA…. RASSEGNATEVI :allah: LACCHIIIIN:

  • 30
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ ezio
    Caro amico,
    ma se a te, dopo trentasette anni, ti avessero preso e mandato allo squaglio, come si dice a Napoli per la destinazione dei ferrivecchi, che è la bocca del tuo altoforno, tu che avresti detto? Paradossalmente proponi di abbassare gli anni a quindici. Con questa logica, il colosseo non esisterebbe. I romani dopo quindici anni ne avrebbero dovuto costruire un altro e poi dopo quindici un altro ancora… Invece hanno semplicemente deciso di farne uno che durasse per sempre. E così è stato: e oggi ce lo ritroveremmo molto simile a quello che era in origine, se l’arroganza dei papi e l’ignoranza degli uomini, più che le ingiurie del tempo, non l’avessero deturpato. Il vero problema non è solo l’arroganza dei papi. Ma la nostra arroganza. Che si fonda sull’ignoranza. “La natura ama nascondersi”, diceva Eraclito. Così vogliamo metterci al sicuro? Dopo quindici anni un carro va allo squaglio. Senza considerare che, se era un buon carro, si è buttato via un carro. Se era un pessimo carro, a dieci anni avrebbe fatto molte più vittime di quelle che si volevano risparmiare.
    Comunque continua a cercare il libro. Quando l’avrai trovato, dimmelo. Chissà che non ci mettiamo insieme e facciamo una nuova serie di Henripotter.

  • 29
    ezio scrive:

    @spartaco
    cazzo non riesco a trovare quello che cerco. Ma si curamente l’ho messo da qualche parte che non riesco a “vedere”. Capisco benissimo la tua diagnosi, ma non vedo il motivo di farmare tutta la partita di carri, visto ch’e’ una cosa talmente “straordinaria”. Piuttosto, visto che la sala in oggetto, sia pure con quel “difetto” ha tenuto per 37 anni, basterebbe dare alle stesse, una data di garanzia di 15 anni e poi mandarle negl’altiforni a scaldarsi le ossa. Che dici.

  • 28
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ ezio
    Grazie. Sono riuscito a trovare su internet le foto che cercavo. Sono drammatiche. Bisognerebbe proiettarle subito nelle aule delle università, per far vedere di quali tragedie è capace la superficialità e l’omissione quando si fanno le cose. E’ evidente la rottura per fatica, che si è innescata sulla parte dell’assile in corrispondenza del fusello. Questo innesco, che non è avvenuto dall’interno del materiale, è stato sicuramente favorito dalla brusca variazione di diametro operata per realizzare la portata del fusello: la sezione di rottura è proprio quella maggiormente sollecitata, a flessione rotante, perchè si comporta come una mensola incastrata. Se in corrispondenza della variazione di diametro non è stato effettuato un raccordo adeguato, durante il taglio del metallo, dalla gola non raggiata, dove le tensioni arrivano a valori molto elevati, può essersi innescata la rottura. E’ la stessa cosa che succede nei terremoti: se ci fai caso, le lesioni partono sempre dagli spigoli di porte e finestre, che sono vivi. La decisione di fermare i carri della Gatx sotto questo punto di vista può servire: bisognerebbe smontare le sale e andare a vedere come è raccordato il fusello al resto dell’assile. Se ne vedrebbero delle belle. La diagnosi a quel punto sarebbe difetto di costruzione.

  • 27
    ezio scrive:

    @spartaco
    non riesco a trovare il mio “caro librone” se lo trovo ti faccio sapere i dettagli e se riesco a scannare qualche immagine te la mando.
    Capisco e conosco, la “bolla” alla quale ti riferisci . Secondo me, il ferro o lega che sia, e’ conduttore degl’accidenti della natura. E col tempo , l’umidita’ causata “dagl’accidenti” si trasporta all’interno e produce ruggine.La bolla(sempr’ a mio giudizio), e’ un difetto tralaltro non imprevedibile, m’ anche individuabile “se si vuole”, e certamente non ci dev’essere la licenza d ‘ignorarla.
    Per il resto complimenti cazzo, sei d’una chiarezza squisita, nelle spiegazioni. Sara’ difficile sopportare le mie cagate, per te eh?
    ciao

  • 26
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ ezio
    Quella che tu hai visto è una classica rottura per fatica. La natura, con i suoi accidenti (pioggia nebbia e grandine) non c’entra nulla. La ruggine al centro del tondino è semplicemente indizio della presenza di una cavità, di una bolla, altrimenti nota come cricca, da cui per l’effetto di intaglio, si è propagata la rottura per fatica. La restante parte dell’acciaio, in tutte le rotture per fatica, appare lucida, perchè mano che la frattura procede, avviene una specie di martellamento tra le due parti separate dalla frattura. Durante il movimento, una parte continua a martellare l’altra, come se volessero schiacciarsi l’una rispetto all’altra. Quando la frattura è andata così avanti che la sezione residua resistente è diventata insufficiente, questa cede di schianto. Dovrebbero dunque notarsi tre zone;
    a) quella dell’innesco, che si presenta arrugginita, vecchia
    b) quella del cedimento per fatica, lucida e martellata, come se fosse stata ribattuta, ad andamento cristallino regolare, senza strappamenti, perchè i piani cristallini hanno traslato gli uni rispetto agli altri secondo linee di dislocazione
    c) quella della crisi finale, la rottura di schianto, che avviene per effetto delle sigma, che non fanno traslare tangenzialmente i piani cristallini, ma li strappano, secondo un meccanismo di rottura che può definirsi fragile.
    Non ho visto alcuna fotografia della sala collassata. Mi piacerebbe vederne qualcuna e ti sarei grato se tu potessi darmi un riferimento. Sono curioso di vedere in corrispondenza di quale sezione l’assile ha ceduto. In corrispondenza di un cambio di diametro? Altre considerazioni mi si affacciano nella mente. Ho bisogno di vedere.
    Ciao

  • 25
    ezio scrive:

    @spartaco
    non sono ingegnere, sono un operatore elettronico di vecchia generazione e della prima versione dell’integrale ormai sorpassato. Di meccanica ho fatto qualcosina, ma d’esperienza non sono secondo a quasi nessuno.
    Se un “difetto” strutturale di una parte meccanica, e’ sottoposta ai giochi della natura(sole acqua umido,quindi caldo e freddo) questa lavora di continuo. Ne’ la testimonianza delle riprese della parte di sala che ha ceduto. Matteoli non sa un cazzo, ha visto e qualcuno gl’ha spiegato. Non si puo’ dare torto di questo al ministro. Ben sai che nemmeno di pietro lo “saprebbe”.
    Spartaco,concordo sul punto a, sul b, se c’e’ difetto, anche solo il fermo di due giorni alle condizioni di cui ho messo tra parentesi, s’ha un procedimento lento ma inesorabile certamente. Ma qui non si parla di lamierino, bensi’ di un blocco, strutturato e studiato da voi, per sostenere certe sollecitazioni. Ma chi puo’ rilevare un anomalia interna? Chi certamente l’ha costruito e l’ ha controllato prima di metterlo in “giro”, o mi sbaglio. Di tu. Io, dal canto mio, ho visto tondini d’acciaio spaccati a meta’, dopo anni e anni d’utilizzo. E al centro, da rotti, si riscontrava visibilmente, un’anima arrugginita o meglio con colore di ruggine, metre tutt’attorno acciao limpido e vivo. Non voglio insegnarti nulla, anzi mi piego all’ingegnere che c’e’ in te conoscendo i tuoi studi, ma fammi dire qualcosina, sia pure dal lato meno pessimo, della mia ignoranza.
    ciao

  • 24
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ ezio
    Dunque, il tuo amico Altero Matteoli, ministro dei Trasporti e Infrastrutture, ha parlato di “ruggine”. L’ha detto in parlamento. Qualcuno deve averglielo suggerito, non può esserselo inventato. Questo qualcuno non può che essere un tecnico delle ferrovie, o un consulente ada lto livello. E’ difficile che la ruggine de la sia inventata Matteoli, che di ruggine conosce solo quella che affligge il suo pisello. Che voleva dire Matteoli, o meglio, che voleva dire quello che ha suggerito la cosa a Matteoli? Non lo sappiamo. Mistero: un’altra Ustica è in arrivo Siccome però io sono un tecnico voglio provare, non dico a indovinare, per il rispetto che porto alla categoria, ma ad argomentare. La ruggine perciò potrebbe significare:
    a) un periodo di forzosa fermata di quel carro, su cui un qualche problema si era ravvisato e poi si era ignorato, rimettendo il carro in circolazione perchè serviva
    b) l’indizio di un processo di corrosione avanzato, legato all’incuria e al semiabbandono: l’ossido di ferro non è passivante. La ruggine mangia, scava. E’ veramente pittoresca questa cosa degli ultrasuoni: si va alla ricerca del tarlo dentro il materiale mentre il tarlo sta fuori e produce effetti ancora più devastanti di quello che sta dentro
    c) l’indiziodi un difetto di alligazione dell’acciaio impiegato. Ma qui mi fermo, perchè dovrei tirar fuori nozioni di metallurgia che possono seccare.
    Una cosa, a mio modestissimo avviso di ingegnere nullafacente (darei troppo fastidio) il cedimento strutturale si è innescato per un problema di sollecitazione ciclica ripetitiva, altrimenti nota come “fatica”. “faitigue failure”, direbbero gli americani. Che ha avuto buon gioco o per intrinseca inadeguatezza del materiale ( acciaio non correttamente bonificato per insufficiente austenitizzazione) o per inneschi superficiali che hanno amplificato l’effetto di intaglio (corrosione) o per amplificazione della sollecitazione dinamica ciclica per imperfezioni cinematiche legate all’usura o a difetti costruttivi congeniti. Le Ferrovie portano quei morti sulla coscienza.

  • 23
    utente verificato Spartaco scrive:

    @ ezio
    Non è detto. Potrebbe anche darti il benservito, per come lo difendi

  • 22
    ezio scrive:

    @@@
    certo che se quel coglione di berlusconi, leggesse questo blog, dovrebbe dare una poltrona pure a me, visto che gli paro il culo piu’ che i suoi POSTINI.

  • 21
    ezio scrive:

    @spartaco
    il nano, per il 90% dei casi, va con mezzi propri piu’ veloci e comodi. Per il resto della BANDA, a parte franc. che per motivi elettorali va anche con il treno regionale(scortato e filmato pero’), tutti gl’altri viaggiano in tav o aereo. Quindi la tua battuta sul nano s’arrena da sola.
    ciao

  • Pagine: [2] 1 »

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