Non processare nessuno per non processarne uno
14 Novembre 2009 alle 12:37
Da quanti anni la lunghezza del processo in Italia è un problema di tale dimensioni da rendere la certezza della pena un miraggio? Chi oggi ha la sfortuna di incappare nelle maglie della legge e di subire un processo rischia di subire un calvario lunghissimo che si configura come una pena accessoria non prevista. La vera disgrazia a volte non è essere condannati, ma subire un processo infinito. Anche e soprattutto se si viene poi dichiarati innocenti. E’ logico che, in uno stato di diritto che voglia definirsi tale, il processo deve avere dei tempi certi e contenuti. Non si può mettere sotto sequestro la vita di un cittadino per dieci anni, in attesa di un giudizio che tarda ad arrivare.
Su questo siamo d’accordo tutti.
Per questo andrebbero investite risorse per rimpolpare gli organici. Bisognerebbe fornire alle cancellerie gli strumenti per farle funzionare. Si potrebbero informatizzare i procedimenti eliminando tonnellate di fotocopie, che ne so. Soprattutto bisognerebbe riformare le procedure, magari accorpando il terzo grado fatto dalla cassazione col secondo. Non sono un esperto ma mi pare che solo noi in Italia ci perdiamo in queste procedure ipergarantiste. Forse mi sbaglio. Quello di cui invece sono certo è che la lunghezza della macchina processuale italiana rappresenta un problema che si perde nella notte dei tempi e che per quanto sia urgente risolverlo, è un problema a cui va trovata una soluzione efficiente, efficace e condivisa.
Invece ci sbattono addosso all’improvviso questa roba qua.
Ovvero, visto che l’obiettivo non è dare una giustizia più rapida agli italiani, ma dare l’impunità a un italiano solamente e, visto che i vari tentativi cozzano immancabilmente contro gli argini costituzionali eretti dai padri fondatori, ecco la porcata maxima: non processare nessuno per non processarne uno!
Pubblicato in Il nano piduista da calogero | (Letto 14915 volte)
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e sostenitori della rivoluzione. Ma rivoluzione di cosa, della loro mente contorta instabile piu’ di quella dello psicolabile(che non ci credo lo sia). Nemmeno io piango per il presidente, mi preoccupa la disinvoltura, con la quale i geni della politica, giustifichino un’azione del genere, qualcuno addirittura la esalta. Mi preoccupa la loro ipocrisia di combattere da una parte, il farsi giustizia da soli, dall’altra, il FARSELA alla faccia di quello ch’hanno detto 10 minuti prima.Prima di essere il pres. e’ una persona umana, che sbraita e dice la sua, come gl’altri dicono la loro. Se si vuole colpire, lo si faccia con il voto e non con oggetti. E ora, se prima poteva essere un piccolo sogno, quello di poter tornare, non ci sara’ piu’ ritorno e la storia finira’ nella merda di una persona psicolabile, incitata da dei hitlerini in crescita.
i computer oggi sono così complicati.

