La ritirata
10 Gennaio 2011 alle 00:14
“la cabina di regia per l’attuazione del Piano nazionale per l’occupabilità dei giovani”.
Si chiama proprio così ed è la cabina di Sacconi. Non si sa bene esattamente come è fatta. Sacconi, che la cabina la apre e la chiude, a seconda degli stimoli, dice che “a giorni” dovrà essere impegnata per una ritirata.
Apprendiamo così che la cabina non è solitaria. Sacconi non ci va da solo, come generalmente fanno gli uomini quando vanno nella cabina. Ci va in compagnia, come fanno le donne.
Non a caso ci va con due donne, che sono la ministra dell’Istruzione e la ministra della Gioventù.
Ci deve andare perché i soliti rompiscatole dell’Istat hanno detto che la disoccupazione giovanile ha toccato livelli da brivido, i più alti in assoluto, del tipo del 30% cifra più cifra meno. Le ritirate sono importanti quando uno ha bisogno di pensarci sopra. Con calma, naturalmente, quando la cosa matura. Per questo la cabina darà l’indicazione di “occupato” in data imprecisata, comunque “a giorni”.
Mica come la questione della bomba contro i cristiani copti. Dove il giorno prima Bagnasco ha sbattuto i pugni e il giorno dopo Frattini ha detto che alla prossima riunione dell’UE bisogna parlare dell’intolleranza verso i cristiani. Frattini ha detto pure la data: il 31, non si scappa. Curiosa questa cosa dei copti, che proprio in Egitto favorirono la conquista degli Arabi in funzione antibizantina, ossia anticattolica.
I giovani possono aspettare. La ritirata darà i suoi frutti. Le porte dell’apprendistato artigianale saranno spalancate. Chissà non si torni ad abolire il divieto per il lavoro minorile. Sarebbe un altro grande passo della restaurazione berlusconiana: la riapertura dei casini e il lavoro under 14; magari presso “il masto”, come dicono a Napoli, senza l’obbligo della scuola d’obbligo.
Si spiega così la partecipazione della Gelmini: nel comunicato battuto dalle agenzie di stampa è scritto che scopo della ritirata è “ l’esame delle iniziative…rivolte alla promozione dell’apprendistato nei lavori tradizionali e manuali dell’artigianato e contro la dispersione scolastica” (il Sole 24Ore)
La scuola disperde. Meglio distruggerla.
Gli assassini tornano sempre sul luogo del delitto. Il cesso, nel loro caso.
Pubblicato in Vita quotidiana da Spartaco | (Letto 7915 volte)
Articoli più o meno correlati:











Solo il Comunismo ci Può Salvare 
