Ore 9 lunedì
19 Settembre 2005 alle 13:50
Ore 9 lunedì, cielo grigio, fa freddo come in inverno, entro in ufficio. Il capo non saluta, si vede subito che non è soddisfatto del suo weekend. Raggiungo la mia postazione pc. Il boss mette su musica a tutto volume, qualcosa che alle mie orecchie inesperte ricorda gli stacchetti de “L’intervallo”, quello della RAI d’un tempo, con le foto in bianco e nero. Come se la situazione non fosse abbastanza noiosa. 9.20 arriva la postina e si complimenta con noi per la musica. Rimango un attimo a riflettere: cerco di capire se c’era veramente l’intonazione ironica che ho percepito. Ma il boss non è sfiorato dal dubbio, la postina chiude la porta e lui sbotta: “questa è roba da intenditori, è l’esecuzione di X nella città di Y del brano composto da Z. Non credo che la postina lo conosca, forse l’ha detto solo così”. Ha parlato a gran voce, rivolto ad un pubblico immaginario. Probabilmente ora, nella sua testa, sente gli applausi. Alzo gli occhi e lo guardo per la prima volta: ha una giacchetta con il collo alla coreana - quello che ci vuole per un uomo senza collo e con tanto di doppio mento e i bottoni sono sottoposti ad una trazione notevole da parte dei rotoli di ciccia, anche questi ben in evidenza. Ma la giacca in questione è griffata e sicuramente non acquistata in sconto. Sarà che è il mio boss, ma non riesco a provare pietà.
Pubblicato in Vita quotidiana da moka | (Letto 495 volte)
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