Follini, Ruini e la legge elettorale.
3 Ottobre 2005 alle 19:22
Uno dei temi caldi di fine legislatura è il tentativo del Polo di cambiare la legge elettorale ritornando al proporzionale. Nelle fila del Polo il partito che si agita di più è quello di Follini, con il segretario che ne fa quasi una questione di vita o di morte. Come mai tutto questo can can a così poco tempo dalle elezioni? Cosa si nasconde dietro tutta quasta fretta? E perchè a sinistra si oppongno?
La risposta più semplice potrebbe essere che stando alle dichiarazioni di voto di questi mesi il Polo perderebbe in maniera secca e senza tante storie: Berlusconi a casa e i suoi scagnozzi a fare un po’ di opposizione. Follini quindi perderebbe le elezioni sia con il maggioritario che con il proporzionale. Quindi?
Quindi a ben guardare bisogna sapere cosa succede quando si vota con un sistema elettorale proporzionale. Questo siatema elettorale infatti assegna un numero si seggi in proporzione appunto ai voti ottenuti. Si ottengono quindi dei seggi anche con pochi voti, diciamo 800mila un milione. Si possono allora inserire delle soglie di sbarramento che eliminino i partiti più piccoli e le scissioni, dando efficienza al sistema. Se ci fosse una soglia da passare del 5%, Follini e il suo partitello passerebbe l’esame del voto? Sicuramente NO. Allora cosa vuole Follini? Secondo me il sogno di Follini e di tanti ex DC ospitati in molti altri partiti di destra e sinistra è quallo di ricreare un grande partito di “ispirazione cristiana”. Operazione per ora impossibile col sistema maggioritario. Col proporzionale invece basterebbe accorpare almeno una parte di democristiani sotto il progetto di una nuova DC che ptrebbe raggiungere diciamo un 15 – 20 % erodendo voti sia a destra che a sinistra ed evitanto soglie di sbarramento anche rilevanti.
Lo scenario allora serebbe costituito da un polo a sinistra, uno a destra con in mezzo la nuova DC con una percentuale di voti che le consenta di fare da ago della bilancia consentendole di allearsi ora con la destra ora con la sinistra a seconda delle convenienze. E con Ruini al telefono pronto a bloccare ogni tentativo di riforma (pacs, matrimoni omosessuali, adozioni gay, fecondazione, aborto) pena casca il governo.
Uno scenario agghiacciante ma non molto lontano dalla realtà. E soprattutto contrario allo spirito dei referendum e che ci riporterebbe in una situazione dell’Italia che fu, corrotta e inefficiente, un’Italia di cui davvero non si sente la nostalgia.
Pubblicato in Politica, Povera Italia da calogero | (Letto 315 volte)
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