Cpt Lampedusa, Pisanu dispone un’indagine
8 Ottobre 2005 alle 02:24
Esce un articolo su L’Espresso e finalmente qualcosa si muove. Cos’è successo? un giornalista si è finto clandestino ed è stato rinchiuso in uno dei tanti CTP italiani. Il racconto è agghiacciante.
Gatti ha realizzato il suo reportage usando una identità fittizia. Bilal Ibrahim el Habib, del Kurdistan iracheno, nato il 9 settembre del 1970 nel villaggio immaginario di Assalah, distretto di Aqrah. Dopo essere stato ripescato in mare, portato al Pronto Soccorso, Gatti-Bilal viene fermato dai carabinieri, rinchiuso nel centro di accoglienza temporanea e alla fine della esperienza-calvario viene rilasciato con un foglio di via che gli intima di lasciare l’Italia entro cinque giorni; in realtà viene lasciato libero di andarsene come clandestino in qualunque città d’Europa.
Nel lungo resoconto Gatti-Bilal descrive il supplizio degli interrogatori e dei riconoscimenti, con gli immigrati che appena sbarcati vengono portati nel Centro e fatti sfilare nudi tra i carabinieri che li schiaffeggiano, dei musulmani obbligati dai militari a guardare film pornografici, e per chi rifiuta, insulti e botte. Un reportage crudo, in cui si scopre che nel famoso «Cpt» di Lampedusa, definito dal leghista Mario Borghezio «un hotel a cinque stelle», i gabinetti «sono un’esperienza indimenticabile».
[corriere.it]
Pubblicato in Attivismo, Povera Italia da swampthing | (Letto 531 volte)
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