DDT ovvero Digitale Terrestre
10 Ottobre 2005 alle 13:16
Il “Digitale Terrestre (DTT) è arrivato sulla terra” è una pubblicità ingannevole, pagata con i nostri soldi.
Non è vero che è arrivato sulla terra, si trova lì dove è sempre stato: sottoterra, è nato morto, o forse non è mai nato.
[…]
Si parla di “digital divide”, ci si riempie la bocca nei convegni con questa parola, che vuol dire che c’è un solco tra chi ha l’accesso all’informazione attraverso la Rete e chi non ce l’ha.
Invece di investire in una tecnologiaborto si doveva investire nella diffusione della Rete, dell’ADSL, del Wifi.
La Rete ha decine di milioni di siti, è interattiva, consente di scegliere. Si può far tutto in Rete.
Mi si vuol dire che il DTT farà concorrenza alla Rete?
Ma sì, il DTT farà concorrenza alla Rete, anzi la surclasserà. Ma solo in Italia dove siamo già avanti in questo percorso.
Infatti, secondo il World Economic Forum, siamo al 44° posto nel mondo per la diffusione e utilizzo di Internet e di computer, ultimi tra i Paesi industrializzati.
I Confalonieri, gli Stanca, i Gasparri, i Tronchetti rallentano il progresso del Paese. Ci rubano il futuro.
Ultimi nell’innovazione, ma primi nel ditìtì.
[dal blog di Beppe Grillo]
E’ passato un anno dall’introduzione del digitale terrestre. Mi chiedo cosa ne pensino i berlusconiani che difesero a spada tratta il DDT… io alla TV ormai guardo solo i tiggì, a volte neppure quelli. Che governo di incapaci perdenti.
Pubblicato in Politica da swampthing | (Letto 412 volte)
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