Il grande fratello nel pc
27 Ottobre 2005 alle 11:08
Gli utenti di personal computers aumentano nonostante l’ignoranza non diminuisca.
Le multinazionali, come avviene in tutti i campi, sono intenzionate a tutelare i loro interessi con ogni mezzo. Di pari passo si sviluppa il concetto di open source e di libero scambio che anima sistemi operativi e softwares alternativi. Ma non preoccupatevi, i reazionari hanno calato l’asso.
Si è quindi formata un’alleanza (Palladium), che unisce Microsoft ai più grandi costruttori di microprocessori (Intel, AMD) e di hardware (IBM Lenovo, HP) per implementare robusti sistemi di sicurezza: una “Next Generation” di macchine “controllate” dai componenti e in ogni stringa di codice. Nei comunicati sensazionalistici che mi ricordano con orrore l’installazione dei sistemi operativi microsoft (avete presente? questo è stato migliorato, quello è favoloso…) si sventolano slogan tipo: “addio virus, addio intrusioni, W la privacy, abbasso lo spam, W la musica libera”. Sembra una gran cosa, ma forse Windows View (vista) non si chiama così perché Guglielmo Il Rosso sta per buttarsi nel commercio degli occhiali.
Per semplicità dividerò le “innovazioni” in due categorie:
1) l’hardware: come per le macchine utilizzati in ambito militare, i componenti dialogano fra loro attraverso sistemi cifrati; il chip “Palladium” si fa garante della protezione del sistema fin dall’avvio, controlla se i componenti sono certificati, se il sistema operativo è certificato e poi permette l’avvio. Risultato? Sognatevi le modifiche all’hardware, dato che neanche l’utente ha possibilità di garantire per il suo componente.
2) il software: se non autorizzato, dalle licenze e nel flusso dei suoi dati, non viene eseguito; inoltre chi venderà un prodotto discografico o cinematografico su internet potrà porre delle limitazioni, sia in termini di censura che di massimo numero di volte lo stesso possa essere riprodotto. Lo stesso vale per le release di software: se ti va bene il prodotto vecchio, non è detto che questo non venga bloccato e che l’aggiornamento non divenga imposto.
L’open source, il freeware e tutto ciò che ha bisogno di certificazione ha le ore contate. Già gli sviluppatori lavorano “a gratis”, ma fra poco dovranno addirittura pagare per regalare.
Il colmo, per me che ho sempre cercato di evitare che qualcuno guadagnarsi l’accesso “root” sul mio pc, è che chi me lo vende l’abbia e io no. Io sono un semplice “guest”.
Le finalità le abbiamo capite, ma l’orrore non ha mai fine, e quindi vengo al dunque. Mettiamo conto che a me questo sito piace, ma alle multinazionali no. Ecco che il chip mi inibisce la visione del sito. Io sapevo di questo sito e la cosa mi può seccare, ma uno che non l’ha mai visto non lo vedrà mai. Stessa cosa per religione, politica, satira. Il tutto governato non dall’autorità giudiziaria, ma dalle multinazionali. Ganzo eh?
La sicurezza che dovremmo avere come contropartita in realtà è uno specchietto per le allodole. Un dato di un’equazione ignobile estrapolato ad arte basandosi sul catastrofismo e sulle paure della gente.
Protezione di che poi? Continuerà ad essere possibile che un worm ci infetti il pc. Continueranno a usare i codici di carte di credito. Questo non è software controllabile da questa fantastica “sicurezza”.
Il brutto è che l’utente medio ragiona come mio fratello: “ma tanto che me ne faccio di programmi alternativi, se tutto quello che uso è certificato (e magari made in microsoft)?”.
Il rischio è grosso, il problema reale. Guardiamoci intorno e pensiamoci bene.
Pubblicato in Internet e tecnologia, Musica da evileyes | (Letto 446 volte)
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