Armi biologiche
13 Maggio 2005 alle 10:49
Guerra al terrorismo, guerra preventiva contro i governi canaglia, guerra a chi possiede armi di distruzione di massa. Vogliamo parlare di chi le armi di distruzione di massa ce le ha e le ha usate?
Tutti sanno che gli stati uniti sono stati i primi ad usare le armi nucleari, e sebbene con ritardo poi si è saputo anche degli esperimenti condotti sui civili. Quanti sanno però che gli stati uniti sono sono stati il primo paese ad utilizzare le armi biologiche in guerra e a provarle sulla popolazione civile?
Di seguito l’estratto di un’indagine nella quale sono inciampato cercando informazioni sull’unità 731 dell’esercito giapponese… i famigerati dottor Menghele dagli occhi a mandorla, mai processati per i crimini commessi.
Durante la Guerra di Corea (1950-53), una notte gli abitanti del villaggio di Min-Chung sentirono un aereo volare sopra le loro case: la mattina dopo trovarono un gran numero di topi morti, molti dei quali con le zampe rotte. Presi dal panico li bruciarono quasi tutti. Alcuni, fatti poi analizzare, si rivelarono infettati da peste. Una commissione internazionale di indagine pubblicò un rapporto che era un chiaro atto di accusa:
Non vi sono dubbi che sul territorio di Kan-Nan nella notte tra il 14 e 15 aprile 1952, furono immessi topi appestati per mezzo di un velivolo che gli abitanti udirono distintamente. Tale mezzo aereo è stato identificato come un caccia bimotore americano F-82 per azioni notturne.
Negli archivi cinesi vi è traccia anche del lavoro di altri gruppi di medici i quali giunsero alla conclusione che, in precedenti casi di peste, antrace, colera ed encefalite, si era in presenza di una guerra batteriologica.
Gli Stati Uniti, portati davanti alle Nazioni Unite dalla Cina, respinsero con forza ogni sospetto. In realtà, il 27 ottobre 1950, due settimane dopo l’entrata delle truppe cinesi nella Guerra di Corea, quando si teme una generalizzazione del conflitto, George Marshall, Segretario alla Difesa, dà il via ad un importante programma batteriologico a Fort Detrick (Maryland). I documenti declassificati confermano che lo stato maggiore aveva posto la guerra batteriologica in cima alle sue priorità strategiche, insieme al nucleare. Il governo ha massicciamente finanziato questa ricerca, mobilitando ingenti risorse militari e civili. Tra il 1950 e il 1952, gli Stati uniti furono sul punto di diventare la prima nazione al mondo a introdurre le armi batteriologiche in un sistema di armamento moderno.
All’inizio venne privilegiato lo sviluppo di un sistema d’arma integrato, che doveva essere operativo entro il 1° luglio 1954. Il progetto entrò in fase sperimentale già nel marzo 1952. Tuttavia, visti i deludenti risultati, a metà 1953 il programma sarà annullato e sostituito da un programma più a lungo termine.
E’ strano che Harris dedichi solo due pagine all’uso americano della lotta biologica nella Guerra di Corea, sembra che non ne voglia parlare; per contro, Williams e Wallace hanno scritto 51 pagine, circa un sesto del loro libro.
L’atteggiamento spregiudicato degli americani non deve sorprendere poi molto. Basti pensare alla conferenza stampa del 30 novembre 1950, ad una domanda sul possibile uso della bomba atomica, il Presidente Truman aveva risposto:
E’ sempre stato tenuto in considerazione il suo uso. Non voglio vederla usata, è un’arma terribile.
Poco prima di essere destituito, il Gen. MacArthur voleva lanciare le atomiche su Pechino e Shanghai.
Molti test americani sulle armi biologiche consistettero nel contaminare aree popolate all’interno degli stessi Stati Uniti.
Uno dei più grandi esperimenti avvenne nel settembre 1950, quando la Marina segretamente vaporizzò nella baia di San Francisco una nube di batteri di Serratia marcescens. Più tardi, la Marina ha dichiarato che i batteri usati nell’attacco simulato erano innocui, ma molti residenti presentarono sintomi tipici della polmonite (i casi erano 5-10 volte maggiori rispetto al solito) e qualcuno morì. Sebbene l’esercito abbia dichiarato di non aver dato seguito a studi su questo esperimento, uno studio esiste e dimostra che quasi l’intera popolazione, circa 800.000 persone, fu infettata dal microrganismo. L’esperimento dimostrava che una grande città americana non aveva mezzi per difendersi da una contaminazione di massa provocata da germi trasportati dal vento.
Nel 1955, nell’area di Tampa Bay (Florida) si verificò un clamoroso aumento di casi di pertosse, incluse dodici morti, che i più informati associano ad un test di guerra biologica. I dettagli del test sono ancora classificati.
Tra il 1956 e il 1958 sulle comunità afro-americane di Savannah (Georgia) e Avon Park (Florida), si liberarono sciami di zanzare, sia a livello del suolo che da aeroplani ed elicotteri, tipica tecnica dell’Unità 731. Molti abitanti si ammalarono, alcuni morirono. Successivamente, personale dell’Esercito, facendosi passare per ufficiali pubblici della Sanità, sottoponevano ad indagine le vittime e quindi sparivano. E’ stato teorizzato che le zanzare fossero infette di febbre gialla. Comunque, i risultati dei test sono ancora top secret.
Con l’identico scopo di verificare la vulnerabilità delle città ad una aggressione batteriologica, dal 7 al 10 giugno 1966 l’Esercito diffuse il Bacillus subtilis nel sistema della metropolitana di New York. I risultati mostrarono che l’intero sistema di tunnel sotterranei poteva essere infettato mediante il rilascio in una sola stazione, a causa del vento creato dai treni. Sebbene non siano noti effetti nocivi per questa diffusione, fu calcolato che quell’attacco infettò oltre un milione di persone.
Altri esperimenti riguardarono Minneapolis. Furono camuffati come “test dello schermo di fumo”, perché ai residenti fu detto che si stava testando un fumo innocuo che nascondesse le città ai missili a guida radar.
Nel 1969 il Presidente Nixon intimò che ogni attività di ricerca e produzione di armi biologiche fosse interrotta. Nel 1977, per la prima volta, l’Esercito ha ammesso di aver condotto, dalla Seconda Guerra Mondiale, centinaia di esperimenti di guerra biologica, compresi test che avevano come obiettivo popolazioni civili.
In base ai documenti declassificati, cioè su cui è stato tolto il segreto, sappiamo ora che il Pentagono sperimentò, negli anni compresi fra il 1962 e il 1971, aggressivi chimici e biologici su almeno 5.500 soldati americani. La notizia, riferita da The New York Times all’inizio di ottobre del 2002, suscitò molto clamore, vista la coincidenza con le accuse all’Iraq di possedere queste stesse armi e di voler combattere una guerra contro chi pensa di utilizzarle. Ora i veterani potrebbero esigere un risarcimento per eventuali conseguenze negative sulla salute. I test si svolsero a terra in Alaska, nelle Hawaii, nel Maryland e in Florida. Vennero testati gas nervini, come il Sarin e il VX, e tossine biologiche. Il Pentagono ha anche ammesso che, come prevedibile, si verificarono alcune fughe nell’ambiente delle sostante usate e possibili contaminazioni della popolazione civile, ma solo per quanto riguarda le sostanze biologiche, che erano di bassa pericolosità. I documenti affermano anche che esperimenti analoghi sono stati portati avanti in Canada e Gran Bretagna.
Inoltre, già nel maggio del 2002, era venuta alla luce un’altra storia di esperimenti condotti tra il 1964 e il 1968 sulle navi della Marina. Anche qui erano stati sperimentati Sarin, Soman, Tabun e VX.
Tutta l’inchiesta la potete trovare su www.nipponico.com/unita731
Pubblicato in Politica da immolatus | (Letto 898 volte)
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