Soru: non spegnete la vecchia TV in Sardegna
6 Novembre 2005 alle 01:15
Quando fu introdotto il digitale terrestre, i forzaitalioti plaudevano a contanta innovazione. Noi dicevamo che era tutta una truffa, un modo per non far finire Rete4 sul satellite, ma poi si scoprì che c’era di più. Berlusconi stava facendo pagare dallo stato (cioè da noi) i decoder per i suoi futuri servizi di pay-tv. Una cosa scandalosa che meriterebbe da sola le dimissioni in blocco del governo e l’interdizione dai pubblici uffici a vita dell’ex ministro delle telecomunicazioni Gasparri.
«Farò una battaglia perché non si spenga la tv analogica, non si può negare ai sardi il diritto di continuare a vedere la televisione nel modo in cui la vedono» dice Soru, presidente della Regione Sardegna e fondatore di Tiscali. Infatti dal gennaio 2006 la tramissione analogica dovrebbe cessare del tutto. Soru aveva preso accordi in cui il digitale terrestre sarebbe stato collegato ad internet. «Questa è la rete con il suo terminale televisivo è libera, aperta, democratica, che fa sì che anche la televisione ci dia la possibilità di un utilizzo attivo, con contenuti che io decido di prendere, via etere o da Internet, e che fa sì che io interloquisca con la pubblica amministrazione, oltre ad averne i servizi direttamente a casa. Ma di questa idea della tv digitale terrestre non è rimasto niente».
Si è fatto fregare, ma è in buona compagnia, si sono fatti fregare anche tutti gli italiani.
Pubblicato in Povera Italia da swampthing | (Letto 454 volte)
Articoli più o meno correlati:
- Sarebbe da ridere…
- Amministrative, l’Unione stravince!
- Fare minacce via web…
- L’affluenza alle urne
- Fortunato lei, mi consenta!
- L’elenco delle tramissioni TV più stupide in programmazione in Italia
- La pacificazione degli animi
- Le promesse di Berlusconi, in caso vinca il PdL
- Secondo voi Del Debbio è radioattivo?
- E’ iniziato il festival della rinnegazione. Avanti c’è posto
- Ma quanti bei coglioni, madama Dorè
- Primarie: grande affluenza
tags: 












