In nome del popolo italiano.
6 Novembre 2005 alle 15:35
Il ministro Castelli era insorto giorni fa contro la scarcerazione a favore di una nomade presunta rapitrice di bambini. I magistrati non ritenendo la signora colpevole di alcunchè e ben sapendo che la legge è uguale per tutti (anche per i nomadi) l’avevano dimessa dalle patrie galere senza troppi problemi.
Il ministro castelli, che si sa ha a cuore la sicurezza dei cittadini, era insorto con dure parole: “queste sentenze allontanano la gente dalla giustizia perchè non le capiscono, la giustizia è amministrata anche in nome del popolo e i giudici dovrebbero tenerne conto”.
Così scopriamo come interpreta il primo comma dell’articolo 101 Cost. il ministro Castelli. Il giudice nel momento in cui forma la sua decisione non dovrà tenere conto degli elementi oggettivi che ha a sua disposizione e della legge, bensì dovrà pensare anche a cosa sente il popolo nello stomaco sulla questione. Ecco che, una toga convinta che Berlusconi sia un farabutto e certo di avere il popolo dalla sua lo condannerà alla più severa delle pene (altro che prescrizione), mentre quello indeciso su un omicidio passionale si farà influenzare dall’associazione cornuti.
Castelli, sappiamo, è ingegnere e ben poco sa dell’arte legislativa e dell’interpretazione della legge. Cita il primo comma dell’art. 101, solenne dichiarazione, e dimentica il secondo che ne è la sostanza: I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
A zappare pure lui!
Pubblicato in Fascismo arretrato da calogero | (Letto 458 volte)
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