Mathieu Kassovitz sui disordini in Francia
14 Novembre 2005 alle 12:40

Per quanto io tenti di rimanere lontano dalle questioni politiche, è difficile rimanere distante dalla depravazione dei politici. E quando queste depravazioni attirano l’odio di molti giovani, io devo trattenermi dall’incoraggiare i contestatori.
Nicolas Sarkozy che e’ apparso sui mass media come un divetto di American Idol [reality show americano] e che durante gli anni passati ha mostrato nei particolari la sua vita privata e le sue ambizioni, non può evitare di creare un evento ogni volta che la sua credibilità diminuisce. Questa volta, Sarkozy [che la scorsa settimana ha descritto i rivoltosi come “feccia”] è andato contro i principi della Repubblica Francese che sono: libertà, uguaglianza e fraternità delle persone.
Il Ministro degli Interni, futuro candidato alla presidenza, conserva idee che non solo rivelano la sua inesperienza di relazioni politiche e umane, ma anche mettono chiaramente in luce gli aspetti demagogici e egocentrici di un debole, che vorrebbe essere Napoleone.
Se oggi ancora una volta i sobborghi stanno esplodendo, ciò non e’ dovuto all’essere generalmente stanchi della condizioni di vita che intere generazioni di “immigrati” devono affrontare ogni giorno. Queste auto che bruciano sono [una risposta diretta] alla mancanza di rispetto che il Ministro degli Interni ha mostrato verso le loro comunita’.
A Sarkozy non piacciono queste comunità. Egli vuole spazzar via questi “punks” con getti d’acqua ad alta pressione e lo urla forte e chiaro proprio nel mezzo di uno dei quartieri “caldi” della rivolta alle 11 di sera.
La risposta allora e’ sulle strade. “Tolleranza Zero” da entrambe le parti. Non è tollerabile che un politico possa permettesi di rendere una situazione tesa da anni d’ignoranza e ingiustizia e minacciare un’intera fascia della popolazione francesce.
Agendo da guerrafondaio, egli ha aperto uno squarcio che spero lo inghiottirà. L’odio ha prodotto altro odio per secoli e fino ad adesso Sarkozy continua a credere che la repressione sia il solo modo per prevenire la ribellione. La storia ci ha dimostrato che una mancanza di apertura mentale e di saggezza tra diverse comunità provoca odio e conflitti. Il rumore e la violenza sono i soli modi che hanno le comunita’ per farsi sentire.
Sarkozy vuole diventare presidente della nostra repubblica e nessuno si deve mettere di mezzo, dichiara egli drammaticamente. Se quest’uomo non fallisce almeno una volta nel suo tentativo di vincere la presidenza di questo paese, nessuno si metterà più di traverso, il suo desiderio di potere assoluto sarà soddisfatto.
E’ vero che la storia si ripete? Si. L’ha sempre fatto. Il desiderio di potere e l’egocentricità di quelli che pensano di possedere la verità hanno sempre creato dittatori. Sarkozy è senza dubbio un piccolo Napoleone, ed io non so se ne abbia le potenzialità di uno vero, ma domani sarà impossibile dire che non lo sapevamo.
[tradotto da comedonchisiotte.org]
Mathieu Kassovitz è il regista de “L’odio”, un film, con protagonista Vincent Cassel, che descrive con largo anticipo quello che sta succedendo in Francia. Assolutamente da vedere, per capire a cosa portano certe politiche ipocrite dei governi europei.
Pubblicato in Attivismo da swampthing | (Letto 382 volte)
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