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Berlusconi: democrazia non garantita

22 Novembre 2005 alle 00:55
swampthing

Mentre l’Unione scende in piazza per una fiaccolata a Locri contro la mafia e i mafiosi, Burlesconi il mafioso si lascia andare ad affermazioni gravi e antidemocratiche. Domani dirà che è stato frainteso.

“La democrazia e la libertà nel nostro Paese non sono ancora garantite perché c’è una opposizione illiberale che ancora sventola nelle sue bandiere i simboli del terrorismo e dei partiti della tirannia“. Così il presidente del Consiglio, intervenendo a Milano ad un convegno organizzato dai riformatori azzurri.
“Ci sono due modi - ha aggiunto il premier - per essere comunisti. Il primo quello palese di Rifondazione comunista o dei Comunisti italiani che è il meno pericoloso. L’altro modo è quello di dimenticare il passato”.
[televideo]

Secondo lui basta additare gli avversari come terroristi e si vincono le elezioni. Intanto i sondaggi danno la CDL in caduta libera. Ti credo, a vedere Fassino o Prodi come dei pericolosi terroristi tiranni viene da ridere. Che squallore assoluto. Non vedo l’ora che arrivi la primavera. :cccp:

Pubblicato in Il nano piduista, Povera Italia da swampthing | (Letto 889 volte)

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13 Commenti a “Berlusconi: democrazia non garantita”

  • 13
    utente verificato swampthing scrive:

    Prodi si merita un encomio.
    pur sapendo di diventatare impopolare col popolo bue che odia la parola tasse, sta tentando di risanare il paese come ha già fatto nella sua precedente legislatura.

    Meno male che c’è gente seria al governo.

  • 12
    savion scrive:

    avete ancora il pudore di seguire Prodi.Questo (chiamiamolo)signore non farà altro che rovinare l’ITALIA e di conseguenza NOI.Svegliatevi,eliminate i paraocchi e aprite gli occhi.:cul: :cccp:

  • 11
    swampthing scrive:

    mi sembra, come dire, un’opinione “della domenica”. :shootme:
    strano che la CDL non usi queste argomentazioni quando danno del mafioso al nano piduista.. sarà perchè sono prive di fondamento?

  • 10
    utah72 scrive:

    …e ancora:

    Il 24 febbraio 1996, il professor Romano Prodi, non più presidente dell’Iri, bensì leader politico dell’Ulivo, impegnato in una lunga campagna elettorale, riceveva un mandato di comparizione per abuso di ufficio dal sostituto di Roma, Giuseppa Geremia, sulla privatizzazione della Cirio. Da quel giorno, la Pm non ebbe più pace, sottoposta a minacce di tutti i tipi fino ad arrivare a denunciare gli episodi di cui è oggetto alla polizia giudiziaria. Già in precedenza aveva informato il procuratore capo di Roma, Michele Coiro, un vero galantuomo, di cui si fidava ciecamente, anche perché era stato proprio lui ad affidarle l’inchiesta. In quel periodo, però, scoppiò lo scandalo cosiddetto delle “toghe sporche” in cui fu coinvolto, tralaltro, Renato Squillante, capo del Gip del tribunale di Roma. (Il processo, quello del lodo Mondadori, si è svolto presso il tribunale di Milano con la condanna di Squillante. Per inciso, lo stesso processo in cui è stato condannato Previti. Mentre quello del caso Sme è ancora, come è noto, in corso, sempre a Milano). E Coiro venne incolpato dal Csm di avere rapporti di amicizia con il giudice inquisito. “Come se i rapporti tra un procuratore capo e il responsabile dell’ufficio del giudice per le indagini preliminari, suo referente istituzionale, fossero da ritenersi disdicevoli. Sta di fatto che pochi giorni dopo aver raccolto lo sfogo della Geremia, Coiro è costretto a lasciare la Procura di Roma per assumere la guida della direzione generale degli uffici di detenzione e pena del ministero della Giustizia, refugium pecatorum dei magistrati in disgrazia. A Coiro viene fatto capire che se non lasciava volontariamente la Procura di Roma, sarà sottoposto ad inchiesta disciplinare. Titolare dell’azione disciplinare era il ministro della Giustizia Giovanni Flick, amico di Prodi” (Corruzione ad Alta Velocità, F. Imposimato, G. Pisauro, S. Provvisionato, edizione Koiné). E Prodi era il Presidente del Consiglio della Repubblica italiana.
    “Michele Coiro era un magistrato di valore e un grande amico e - ha spiegato la Geremia ad Imposimato in Corruzione ad Alta Velocità - la sua morte è stata un duro colpo per me. Mi ha lasciato piena libertà nell’inchiesta sulla Cirio. Non glielo hanno perdonato. Lo hanno costretto a lasciare la procura di Roma sette mesi prima di andare in pensione”. Nonostante tutto questo, il Pm Geremia continuava la sua inchiesta, accumulando nuovo materiale e nuove prove. “La sua percezione - è scritto nel libro di cui sopra - è ormai quella di aver toccato interessi forti di quel governo invisibile che agisce con tutti i mezzi pur di raggiungere i suoi obiettivi”.
    Il 25 novembre ‘96, il Pm chiese il rinvio a giudizio di Prodi per il caso Cirio, sulla base di una perizia contabile di 13 mila pagine svolta dal prof. Renato Castaldo. Insieme a Prodi, da pochi mesi Presidente del Consiglio, furono rinviati a giudizio il cinque membri del consiglio di amministrazione dell’Iri: Mario Draghi, Paolo Ferro Luzzi, Giuseppe Glisenti, Antonio Patroni Griffi e Roberto Poli. E Carlo Saverio Lamiranda, responsabile della Fisvi, pure coinvolto nell’inchiesta, ebbe la richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse formulate dal pm non sono indiziarie, come quasi sempre accade nelle inchieste giudiziarie delle procure italiane, bensì su prove reali e parecchio circostanziate, Prodi e i cinque consiglieri di amministrazione dell’Iri avevano sfacciatamente avvantaggiato la Fisvi di Lamiranda. “Prodi, in particolare, fin dal 1990 aveva rivestito la carica di advisor director della Unilever Nv (Rotterdam) e della Unilever Pci (Londra), gruppo che secondo le indagini aveva gestito la trattativa attraverso alla Fisvi di acquistare la Cirio-Bertolli- De Rica senza che la stessa avesse i mezzi per realizzare l’operazione. Lo scopo era quello di far avere alla Unilever il ramo olio (Bertolli) dell’azienda per 253 miliardi”. Un chiaro e lampante conflitto di interesse, quello di Romano Prodi, che però… Nonostante avesse permesso la conclusione dell’affaire, e avesse favorito la Unilever, di cui era advisor director, nell’acquisto della Bertolli, “senza sopportare gli obblighi di natura finanziaria derivanti dalla stipula del contratto di acquisto direttamente dall’Iri”, aveva evitato, con questo escamotage, il conflitto di interessi. Perdipiù, l’Istituto di via Veneto, vendendo la CBD, era passata sopra le direttive Cipe che prescrivevano in modo tassativo il conseguimento del prezzo migliore. Ma oltre il danno la beffa. La cessione delle azioni della CBD era avvenuta sulla base di una valutazione, come dire, all’acqua di rose. La Parfin, la società a cui fu affidata la reale valutazione della consistenza patrimoniale della Fisvi e la sua capacità di reddito, si era fidata ciecamente soltanto dei dati dei bilanci. Tanto ciecamente da non vedere come sul serio stavano le cose, al di là dei bilanci. Tant’è che Prodi e suoi amministratori, in uno slancio di prodigalità (si fa per dire), non fecero il conveniente spezzatino della CDB, ma preferirono venderla in blocco alla Fisvi, senza che questa avesse indicato i mezzi finanziari per far fronte all’acquisto. Non basta. La Fisvi era riuscita ad avere la strada spianata perfino sulle condizioni contrattuali.
    Il provvedimento di rinvio a giudizio fu firmato dal dottor Giuseppe Volpari, procuratore aggiunto, che sostituì Coiro, con le funzioni di reggente. E il 15 gennaio 1997, il Gip Eduardo Landi prendeva tempo e rinviava la richiesta della Geremia all’udienza del 28 febbraio. Frattanto, il pm era alle prese con una escalation di minacce sempre più violente. Il 28 febbraio, giorno dell’udienza preliminare, il dottor Eduardo Landi, giudice oculato e portato a fare solo gli interessi dello Stato italiano, volle vederci chiaro e non gli bastò la perizia Castaldo, pertanto affidò a un collegio di periti un lavoro di approfondimento. Insomma, volle mettere sotto la lente di ingrandimento le accuse fatte dalla pm Geremia. Lo scopo del giudice era quello di sapere, attraverso la nuova perizia, la vera valutazione del prezzo del gruppo Cirio-Bertolli-De Rica. Una novità rispetto alla perizia Castaldi, il cui obiettivo non era il prezzo di vendita, bensì se ci fosse stato un vantaggio o meno per la Fisvi di Lamiranda.
    Il 22 dicembre 1997, il giudice Landi, sulla base della nuova perizia, assolse gli imputati con formula piena: il fatto non sussiste. Tutti felici e contenti per la sentenza di assoluzione. Macché. Al pm Geremia restava l’amaro in bocca in quanto non può leggere la sentenza che sarebbe dovuta essere depositata entro il 23 gennaio 1998. I tempi stranamente non furono rispettati e qui il colpo di scena: due giorni prima - 9 febbraio - che Giuseppa Geremia venisse trasferita alla procura generale di Cagliari arrivava sul suo tavolo la sentenza. Non è detto che l’avrebbe impugnata, ma non le fu data nemmeno l’occasione. Che cosa scriveva nella sentenza il giudice? In primis, si soffermava a lungo sul capo di imputazione del reato di abuso in atti di ufficio, “la cui formulazione è stata sostituita dal parlamento con una legge del 16 luglio 1997, una legge nuova, intervenuta proprio mentre l’udienza preliminare che vede sul banco degli imputati Romano Prodi è ancora in corso”. Il giudice Landi non poteva fare altro che applicare alla lettera la nuova legge, voluta costi quel che costi dal Capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro. Sulla base del nuovo provvedimento, appare possibile che sia stato approvato per favorire l’imputato eccellente. Con la vecchia legge, molti imputati di Tangentopoli, con reati meno gravi, erano finiti in galera e condannati con pene severe. Altri non sopportando l’onta dell’avviso di garanzia e del carcere avevano trovato la morte con il suicidio. Grazie al nuovo provvedimento, il dramma delle pesanti pene era più un problema, in quanto riguardava la vecchia legge. Così Romano Prodi finiva in bellezza il suo calvario giudiziario. Almeno così appariva allora, ma non si immaginava che ci sarebbe stato un seguito di polemiche che l’avrebbero investito personalmente, nel maggio del 2003, con la deposizione spontanea del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, davanti al tribunale di Milano, nel processo Sme.

  • 9
    utah72 scrive:

    …ed aggiungo una cosetta:

    Il professore parla di sfascio etico e prende posizione sulle cosiddette “leggi ad personam”, attaccando a testa bassa Berlusconi e il governo.

    E’ davvero singolare, visto che il primo ad avvalersi di un provvedimento “ad personam” è stato proprio Prodi quando rischiò di finire sotto processo per il caso “Cirio-Bertolli-De Rica con l’accusa di abuso d’ufficio (perché da presidente dell’Iri aveva svenduto – quasi regalato – il colosso alimentare alla Unilever, società della quale lo stesso Prodi era stato consulente, configurando così non solo l’abuso d’ufficio ma anche il conflitto d’interesse). Il Parlamento all’epoca modificò proprio quel reato, facendo in modo che l’udienza preliminare si concludesse con il non luogo a procedere per la modifica del reato. Prodi, poi, ebbe la copertura del capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro, dal quale si recò in lacrime dopo aver subito un pesante interrogatorio da parte dell’allora pm Di Pietro, che voleva sapere di presunti finanziamenti alla Dc.

    Il risultato dell’unico intervento garantista del presidente Scalfaro fu emblematico: il professore venne sottratto dalle grinfie della magistratura e qualche anno più tardi incassò la cambiale diventando ministro dei Lavori pubblici proprio nel governo Prodi.
    Sentire parlare di etica da uno che, da presidente dell’Iri, ha fatto a pezzi il patrimonio dello Stato, regalandolo o tentando di farlo, per cercare di soddisfare i suoi più cari amici (per esempio De Benedetti) è davvero paradossale. Prodi è stato – e rimane – un burocrate legato a doppio filo con i poteri forti e con certi partiti, che ha cercato di assecondare in ogni modo. E’ uno che la moralità l’ha sempre messa sotto i piedi e da lui non si può accettare alcun tipo di lezione.

  • 8
    utah72 scrive:

    Le assoluzioni di Berlusconi hanno diverso valore da quelle riconosciute a Prodi quindi…
    Per quanto riguarda la tecnica della diffamazione via stampa riconosco che la sinistra è molto più preparata e specializzata rispetto la destra. Se la Telekom Serbia non avesse riguardato la sinistra ma Berlusconi (…come lo scandalo delle Coop, finito tutto in una bolla di sapone) forse i processi sarebbero ancora in auge.

  • 7
    swampthing scrive:

    Prodi è sempre uscito con la mani pulite.

    La cessione della Cirio. Prodi viene indagato per abuso d´ufficio, insieme ai medesimi ex consiglieri dell´Iri, anche per la privatizzazione del secondo troncone della Sme: la Cdb ovvero Ciro-Bertolli-De Rica, tre marchi storici dell´alimentare made in Italy. Prodi, in sostanza, viene accusato di avere spianato la strada all´acquisto dei tre marchi da parte della Fisvi, una azienda di modesto spessore guidata da Carlo La Miranda, che subito dopo avrebbe ceduto la Bertolli agli stranieri dell´Unilever. Nel sito dell´Unione Europea a questo proposito viene pubblicata integralmente la sentenza di assoluzione pronunciata il 9 gennaio 1998 dal giudice delle indagini preliminari di Roma Eduardo Landi nei confronti di tutti gli indagati. «Il reato di abuso d´ufficio richiede una valutazione “ex post” che nel nostro caso è largamente positiva: Fisvi adempie puntualmente a tutte le obbligazioni e versa un prezzo ritenuto congruo». E ancora: «non esistevano offerte per l´intera Cirio-Bertolli-De Rica che avrebbero consentito un risultato migliore per l´Iri… la vendita separata dei singoli rami d´azienda, in base alle offerte presentate, avrebbe portato un risultato economico notevolmente peggiore per l´Iri» .

    per esempio.

    O le menzogne del conte Igor per te fanno testo? Telekom Serbia, la trappola ordita dai giornali di Berlusconi ai danni di Prodi, che si è rivelata una truffa.

  • 6
    swampthing scrive:

    non fai che confermare il mio giudizio.

  • 5
    utah72 scrive:

    Premettendo che sono apartitico (…e di conseguenza non ho nessuna tessera tanto meno quella di Forza Italia, ne` mi identifico in un partito) ho solo espresso una mia opinione. L` opinione che ho e continuero` a mantenere, (lo ribadisco) e` che la filosofia della sinistra si basa su un semplice ed unico fattore: l`invidia.
    Per quanto riguarda “i porci comodi con i soldi dello Stato” (riferito a swampthing, che saluto) mi pare che sia stato proprio il sig. Prodi a farne grande sperpero per interessi privati (Iri, Cirio etc. etc.) e come per incantesimo la magistratura ha ben pensato di archiviare il tutto in misteriose indagini senza logiche conclusioni. Sempre il dotto ha inserito l`euro in Italia con un tasso altamente sfavorevole sbandierando a tutti il benessere che ne sarebbe derivato e la catastrofe che avremmo subito in caso contrario. (…infatti in Inghilterra stanno malissimo).
    Nessuno ruba il diritto sacrosanto di lamentarsi a nessuno (er mahico…), semplicemente contesto il modo in cui la sinistra si lamenta: sempre il solito noioso Berlusconi che e` ritenuto colpevole di qualsiasi cosa. A Milano e` nuvoloso? Colpa di Berlusconi.
    Possibile che invece di puntare a distruggere l`avversario politico diffamandolo (vale anche per la destra) non ci si limiti a fare l` interesse del cittadino ossia produrre idee e programmi costruttivi per il Paese? Possibile che (come allo stadio) invece di guardare al proprio si debba sempre e per forza insultare il prossimo?Il programma della sinistra chi l` ha mai visto? Dov`e`? Il punto numero uno qual`e`? Non far costruire il ponte sullo stretto di Messina?
    L`Italia e` un Paese poco produttivo, molto disfattista e troppo polemico che si nasconde dietro alla scusa del “ma noi abbiamo l`inventiva…” e guarda caso le poche realta` produttive sono imprese private.
    Ringrazio per la vostra attenzione e, se ne avrete piacere, potremmo anche confrontarci con un po` di dati reali senza parlare a vuoto con discorsi da “fascismo da bar” o “dittatura da regime”.

  • 4
    er mahico scrive:

    fascismo da bar. dittatura da regime. liberta’ solo allo stadio:
    Utah sei il prototipo di quello che ruba ai poveri anche il diritto a lamentarsi.

  • 3
    swampthing scrive:

    qualunquismo al cubo. potrei risponderti che voi forzaitalioti siete ossessionati dalla sinistra, la vostra bestia nera (anzi rossa), che non vi permette di fare i vostri porci comodi con i soldi dello stato. Berlusconi al governo ha portato miseria per gli italiani e ricchezza per pochi. Si prenderà i voti di quei pochi e potremo finalmente chiudere una delle pagine più tristi della repubblica italiana.
    Non per niente Forza Italia perde voti vertiginosamente anche all’interno della sua coalizione.. vedi voto a Messina. Le bugie hanno le gambe corte e berlusconi già è basso, quindi fai tu.

  • 2
    utah_72 scrive:

    Certo che deve essere brutto vivere ossessionati da questo Berlusconi che, proprio quando la sinistra assaporava la vittoria senza rivali in questa italietta del dopo tangentopoli, riusciva a formare un partito dalle scarse pretese e nessun futuro (a parer degli ex PCI) ed invece… E` ancora qua. Pure alla maggioranza. Mannaggia…
    Come non bastasse prosegue il suo difficile cammino a suon di riforme, minando cosi` la liberta` della sinistra che non sa piu` che pesci pigliare tra un Prodi che cerca voti tra pullman, biciclette e scheletri nell` armadio (IRI, Cirio etc etc) D`Alema che ha ben pensato di salvarsi la faccia rimanendo nelle retrovie, Rutelli con la sua moderata Margherita che deve condividere la poltrona con Bertinotti e Cossutta ancora increduli e lacrimanti per quanto accaduto dopo la disfatta della mamma Unione Sovietica. E lui? Come niente fosse governa il Paese che aveva gia` preparato le maglie delle nazionali color rosso. Sarebbe bastato poco.
    Beh, purtroppo anche i mass media sono tutti a favore di questo Cavaliere: Quelli che il calcio (Ventura, Gnocchi & co.), Le Iene, Mai dire gol (…e tutti i Mai dire), Zelig, Colorado cafe`, Celentano con Rockpolitik, Blob e cosi` di questo passo. Tutti fascisti alla corte del tiranno.
    Invece che bella che sarebbe l`Italia se fosse governata dai professori e dai sindacati con le pensioni alle stelle, tutti i lavoratori dipendenti e statali con stipendi tali e quali agli imprenditori sfruttatori che di proprio non rischiano mai niente, con le tasse aumentate a questi ultimi e cancellate a tutti gli altri. Con un metalmeccanico presidente della rai ed un ferroviere in pensione a mediaset. Che sogno…
    Poi pero` i no global che macchine dovrebbero incendiare? Che edifici dovrebbero occupare? E gli scioperi di tutto quello che si muove per protestare contro Berlusconi? Ma che vita sarebbe senza di lui? Ma cosa potrebbero fare questa massa di gente che non ha altro per la testa che pensare solo ed esclusivamente a lui? Forse sarebbe il caso di eliminarlo veramente per poter cosi` eliminare di noia anche la sua misera ed incapace opposizione.
    Rassegnatevi tovarish, siete perdenti nei secoli.

  • 1
    er mahico scrive:

    che il diavolo se lo porti all’inferno..
    :star:BERLUSCONI VAFFANCULO!!!

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