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Fiducia non significa attendibilità

13 Gennaio 2006 alle 22:03
remix

Alcuni giorni fa Beppe Grillo pubblica un post dal titolo L’albo dei Blogger in cui - per avvalorare la sua tesi - si serve di informazioni prese da un focus di Casaleggio Associati, dal titolo La Blogosfera e i Media. La diffusione dei blog e il declino dei media.

La questione tirata in ballo è importante e mi trova in disaccordo con Grillo su alcuni punti (peraltro sono in buona compagnia). Ma proseguiamo con ordine.

Molto in sintesi: Grillo parte dal fatto che l’informazione è basata sulla fiducia ed arriva - alla fine del post - ad ipotizzare la scomparsa dei vecchi media a favore dell’informazione in Rete, poiché si tratta di una questione di feeling e di link.

Che significa? Nel rapporto di Casaleggio si legge: “I link ai post di un blog, o di un sito, rappresentano l’indice di fiducia e quindi la loro attendibilità.” Più oltre si afferma che “l’attendibilità non corrisponde di per sé a parametri quantitativi”, ma effettuando dei confronti tra vari siti web e blog si giunge a dimostrare che “gli accessi crescono con il crescere dell’attendibilità”.

Per supportare questo ragionamento vengono citate le leggi di potenza (Power Laws, sulle quali potete leggervi una serie di interessanti paper pubblicati sul sito del MIT, per cui non mi dilungo) e si analizzano i risultati di Technorati. Ma il ragionamento di Grillo e lo studio di Casaleggio sollevano valide obiezioni da parte di altre voci della blogosfera.

Mauro Lupi, ad esempio, afferma giustamente che “è sempre più difficile misurare la credibilità, e un numero assoluto non basta”. Da un’altra angolatura argomenta Paolo Valdemarin: “uno studio che si basa sul presupposto numero di link = affidabilità non può che essere definito una stupidaggine. E’ vero che un’opinione interessante è probabile che venga linkata, ma dare una relazione diretta tra numero di link e livello di affidabilità è un salto logico del tutto privo di fondamenti”. A questa posizione si associa anche Giuseppe Granieri, di cui vi invito a leggere anche i commenti al post, perché ci sono delle opinioni interessanti.

Leggendo questi interventi mi trovo d’accordo su alcuni punti:
1. La fine dei media tradizionali non avverrà così come viene previsto da Grillo
2. Forse i dati di Technorati - più che dell’attendibilità - possono dare un’idea dell’influenza di una fonte informativa sul popolo del web, oppure possono essere considerati segno di visibilità (possibilità che ha un post di essere letto)
3. Magari un alto numero di link ha più un significato di affinità che non di attendibilità. Al blog affine si perdona qualche inesattezza…
4. Esiste un “link positivo” e un “link negativo” (scusate la terminologia da bar). Ovvero: tutti i link vengono conteggiati da Technorati, che però non riesce a valutare se si tratta di un link in acordo o in disaccordo con la fonte linkata
5. Esistono link “di fede” (ad esempio il blogroll, ovvero la lista di siti che si trova in tanti blog) e link “di discussione” (quelli citati in un post). Tutti questi vengono conteggiati come uguali da Technorati, ma il loro peso e il loro valore sono molto diversi

Per concludere: secondo voi i miei link a Grillo e Casaleggio significano che li considero attendibili?

Pubblicato in Internet e tecnologia da remix | (Letto 1860 volte)

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21 Commenti a “Fiducia non significa attendibilità”

Pagine: « 2 [1]

  • 20
    » Una evoluzione di una discussione: dal post, al forum, al wiki scrive:

    […] In giro sulla rete, una discussione nata per caso, ma provocata da una indagine ((La Blogosfera e i Media. La diffusione dei blog e il declino dei media ); autorevoli i post responsabili (Paolo Valdemarin, blog di Giuseppe Granieri ), blogger più o meno famosi i ( kAy blog, Mrreset, weblog, Deeario, Fratelli d’italia, Penne Digitali, Kurai, Terropilot, Mauri Lupi , L’Indipendente )colpevoli di aver allargato il dibattito; vi rimando ai post precedenti (Blog, link ed affidabilità , Blog, valutazione, affidabilità: come si misura? ma è necessario?, ) ed alla mind map della discussione come da me rilevata. […]

  • 19
    remix scrive:

    @enzo: ho letto e iniziato a scaricare qualcosa.
    grazie della segnalazione
    :smile:

  • 18
    Vincenzo scrive:

    Ho fatto una cosa: ho cercato un po’ di bibliografia scientifica, e l’ho assemblata in un post da me.

  • 17
    remix scrive:

    ciao vincenzo :smile:
    giusta rivendicazione: infatti nel post invitavo a leggere i commenti. le tue discussioni con granieri fanno emergere sempre aspetti interessanti.
    anche il concetto di “influenza” era molto chiaro ed è stato ripreso qui da mauro lupi.
    nonostante avessi “taggato” il post ormai su technorati non è più recuperabile, perché i tag su beppe grillo sono sovrabbondanti. meno quelli su casaleggio
    :wink:

  • 16
    Vincenzo scrive:

    mmmm…. “rivendico” la tassonomia positivo-negativo ma soprattutto atto di fede… nei primi commenti al post di Granieri. Scherzo, e per di più arrivo tardi… ah, se queste discussioni venissero tenute su un forum invece che su diecimila blog, sarebbe tutto più semplice ;-)

  • 15
    hyle scrive:

    sono un informatico percio’ evito di farlo.
    devo dire che anche a me a volte capita di linkare Grillo :wink:

    interessante il discorso sulle tassonomie dei link…

  • 14
    Pietro scrive:

    concordo su quasi tutto. L’idea che visibilità uguale credibilità è necessariamente estremamente superficiale. In fondo la ragione per cui ci troviamo in questo casino in cui i media tradizionali possono creare la realtà semplicemente perchè quello che dicono viene avvalorato è dovuto a questa confusione. Ed è questa confusione che crea:
    - le leggi di potenza sopra descritte (Suppongo abbia tu letto l’articolo di Clay Shirky sulla relazione tra la blogsphera e le leggi di potenza)
    - la struttura nelle scienze in scuole di pensiero
    - e a finire tutta la dinamica a paradigmi così ben descritta da Thomas Kuhn.

    Detto ciò non credo che ce ne libereremo così facilmente, e non sono sicuro che il sistema non sia in fondo così malaccio. Tende a generare un lento ricambio. Meglio dei sistemi in cui la verità è collegata al governo.

    Tu dici: ci sono link positivi e link negativi, e vengono conteggiati entrambi. Si, ma non dovrebbero. Se non vuoi che un link non sia conteggiata dai motori di ricerca devi aggiungere rel=”nofollow” nel link stesso. Cosa che il tuo blog, per esempio, già fa per i link inseriti nei commenti. Questo per diminuirne il valore come spam.

    Pietro

  • 13
    remix scrive:

    beppe grillo ha sempre fatto il suo lavoro distinguendosi per una accurata documentazione che supportava la sua satira. in questo caso - però - inserisce delle inesattezze e non rimane all’altezza della sua fama: questo mi dispiace.
    il grande merito di grillo è quello di portare alla ribalta questioni che fino ad oggi erano conosciute da poche persone. ha il merito di far vedere, a chi non ha tanta familiarità con internet, che in rete si possono fare anche tante cose utili per la democrazia e per l’intelligenza collettiva.
    per questi motivi dovrebbe sforzarsi di essere più preciso, ché gliene saremmo grati tutti noi “under 40 un po’ geek”
    :wink:

  • 12
    swampthing scrive:

    >E l’Albo dei Blogger?
    E’ creato dai lettori. Se un blog è visitato è già nell’Albo.

    qui c’era il link a blogitalia, qui ora c’è il link a technorati pop.

    lasciando stare che un albo non è una classifica (e sono d’accordo su questo) penso che Beppe Grillo intendesse dire che nei media tradizionali devi essere iscritto ad un albo per pubblicare, nel mondo dei blog no. Se scrivi sui media tradizionali verrai sicuramente letto, nel mondo dei blog verrai letto se il tuo blog diventerà popolare. Un indice di popolarità (imperfetto quanto volete) è il numero di link al blog.

    Grillo, come tutti gli over 40, si fanno prendere dalla tecnologia… io non ci vedo malafede nelle sue affermazioni, solo un po’ troppo entusiasmo.

  • 11
    remix scrive:

    ha cambiato il link e ha sbagliato ancora!
    un albo - di qualsiasi tipo esso sia - non è una classifica, bensì un elenco.
    technorati pop è una classifica e parlare di “albo dei blogger” è una cazzata!

  • 10
    swampthing scrive:

    come ho già scritto nel tuo blog, non è stata una mossa felice. Però, dato che molti si chiedevano dove avesse preso i dati per fare certe affermazioni, ha fatto bene a linkare technorati, da cui anche blogitalia prende i rank per fare la sua classifica.
    certo, magari scrivere mezza riga spiegando perchè blogitalia non era visibile sarebbe stato meglio, ma non obbligatorio, visto che i link sono una cosa gratuita.

  • 9
    Deeario scrive:

    Grillo modifica il link a BlogItalia.it

    Grillo modifica il link a BlogItalia con nonchalance e linka a una pagina con un solo blog italiano: il suo.

  • 8
    evileyes scrive:

    Mi rompe che Daniele abbia chiuso. Mi rompe che la gente faccia di un comico una specie di politico, o comunque di pseudo-rappresentante dei propri bisogni. Mi rompe ancora di più perché la storia è sempre quella, da Gesù a Ghandi sempre la stessa. Mi dispiace che Luttazzi non accetti il ruolo perché ha paura di incasinarsi. Mi dispiace che le persone che valgono di più (più lo leggo e più mi sorprendo della sua cultura) debbano sempre nascondersi per non attrarre le masse di imbecilli che vogliono mettergli sul capo una corona di spine che non vogliono portare. Spero che ci ripensi, perché forniva dell’ottima satira gratis, e di questi tempi le cose di valore costano sempre di più.

  • 7
    FRATELLI D'ITALIA scrive:

    Ghost in the link & Superblog

    Riassunto della puntata precedente. L\’equazione link = affidabilità presta il fianco a tre rilievi. Il primo è di carattere tecnico: una rete di blog che si crosslinka automaticamente non lo fa in base ad un giudizio…

  • 6
    remix scrive:

    ho come l’impressione che la chiusura di luttazzi sia in qualche modo legata al discorso sulle power laws e al post di beppe grillo. il tutto visto dall’altra faccia della medaglia…
    è una mia impressione?

  • 5
    swampthing scrive:

    “Io torno a studiare. Appuntamento qui fra dieci anni.
    Grazie a tutti. Ciao.
    Daniele”

    mi sembra eloquente.. o sono io che ho capito male?

  • 4
    RedPower scrive:

    nn mi pare chiuso

  • 3
    swampthing scrive:

    che discorsi.. proprio ora che sono nella TOP100 di BlogItalia… :mrgreen:

    ovviamente non posso che essere d’accordo con voi. Nel mondo ideale di Beppe Grillo il principio sarebbe anche giusto (e forse è giusto nel suo caso), nel mondo reale sale soprattutto chi fa “compravendita” di link, vedi i blog toccovillani, che si linkano tra di loro per statuto.

    Lo studio l’ho scaricato anche io, ho usato l’email pippo@pippo.com per accedere, voi quale avete usato? :cool:

    E mostra solo l’ovvio.
    Ovvio che il blog di Beppe Grillo sia più linkato del sito di Repubblica, quanti hanno il link a Grillo nel loro Blogroll? e a Repubblica?
    Linkare Repubblica sarebbe solo uno spreco di spazio, una riga superflua, tanto è già conosciuta e famosa, linkare Beppe Grillo invece indica una presa di posizione. Molto più cool.

    tra l’altro ha appena chiuso il blog di Luttazzi… ne sapete qualcosa?

  • 2
    evileyes scrive:

    Sono d’accordo con voi, sul principio che il numero dei link non rende più affidabile un sito, ma semmai più presente sui motori di ricerca, quindi più cliccato. Il commento di Er Mahico mi stimola però a considerare che Grillo e Berlusconi hanno fatto la medesima considerazione, sebbene si trovino su piani e abbiano vedute diametralmente opposte. Ho anch’io inserito un commento su quel blog, in cui, inoltre, facevo presenti i miei dubbi sull’informatizzazione degli italiani e sulle stime (a mio parere eccessivamente ottimistiche) di crescita della cultura telematica nel nostro paese.

  • 1
    er mahico scrive:

    non sono un informatico percio’ evito di farlo.
    pero’ sono un utente dei media (di qualunque tipo).
    e vorrei fare questo paragone a Grillo ma anche a tutti:
    sono nato senza PC ma con un paio d’occhi per vedere che si “linkano” alle immagini che catturano la mia curiosita’ o il mio interesse personale.
    Ora secondo il principio +Link + affidabilita’ e relativa fiducia, si puo’ scrivere l’equazione “piu’ guardo piu’ e’ affidabile un messaggio”?
    Cioe’ vedo quella faccia falsa e subdola di Berlusca 40 volte al giorno camminando per strada… devo per forza leggere le sue amenita’… il mio “linking” visivo automaticamente lo fa diventare la persona piu’ affidabile del mondo? non credo proprio.
    Idem per Internet: se 100 link al secondo vanno su www.tette.com o il sito www.hitler.com ha il banner in 10.000 siti non significa che la gente ci va perche’ e’ affidabile,o per farlo diventare tale.
    Concordo con chi dice che e’ la razionalita’ a dare affidabilita’. non i numerini presi per via empirica.

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