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Troppo è troppo

29 Gennaio 2006 alle 22:14
Nemesis

Da dieci, venti anni gli stadi sono diventati laboratori per l’eversione di estrema destra; per una-due squadre con curve più o meno di sinistra, siamo costretti a tollerare “spettacoli” agghiaccianti, curve militarizzate pronte a diventare le nuove tigri di Arkan di un domani.
Oggi lo striscione in curva Romanista, a pochi giorni dal giorno della memoria: “Lazio-Livorno:stesso forno”. C’è un momento in cui ogni bel ballo stufa, un momento in cui il papà deve sculacciare forte il bambino per insegnargli la disciplina, che su certe cose non si scherza nemmeno per sogno. Non serve tenere lontani i facinorosi dagli stadi se si permette a tali IMBECILLI di sentirsi forti e sicuri in seno ad una curva.
La mia modesta, moderata proposta: CAMPIONATO FINITO per le squadre che permettono ai propri tifosi striscioni inneggianti a simboli, partiti, loghi e odio razziale e non. Di qualunque colore siano.
Quando è troppo, è troppo.

Pubblicato in Orrore da Nemesis | (Letto 553 volte)

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14 Commenti a “Troppo è troppo”

  • 14
    calogero scrive:

    il tuo discorso fila eccome. Il calcio sta perdendo colpi e la gente si sta stufando. Gli stadi sono sempre più vuoti e non solo perchè si vede male come a Udine. E questo farà riflettere gli addetti ai lavori: il calcio senza pubblico è una merda. Il calcio con gli stadi vuoti non può funzionare, per questo la cosa migliore sarebbe la sconfitta a tavolino e un paio di giornate a porte chiuse. Si tocca la tasca della società e dopo voglio vedere se regalano i biglietti e quei dementi della curva.
    Ma ripeto siamo sotto elezioni, ci vuole coraggio.

  • 13
    remix scrive:

    se io e voi parliamodi calcio è ovvio che parliamo di sport.
    ma nel mondo reale il calcio è una branca molto redditizia di attività economiche molto più grandi. se una squadra viene eliminata dalla champions league noi ragioniamo sul 4-4-2, mentre un presidente della squadra eliminata ragiona in termini di mancati introiti (biglietti dello stadio, diritti televisivi,…), al pari di una speculazione in borsa andata male. un presidente paga un giocatore fior di milioni perché è un investimento che deve produrre almeno il doppio (merchandising, cattura di sponsor danarosi,…)
    il problema non è che un giocatore sia pagato tanto. il problema è PERCHE’ viene pagato tanto. perché è un investimento per l’imprenditore, che non c’entra nulla con lo sport.
    tutto questo, però, viene mascherato sotto discorsi tecnici, analisi tattiche, ecc.
    anche gli attacchi agli arbitri seguono lo stesso ragionamento. 30 anni fa c’erano forse arbitri più competenti? no. ma una partita e il calcio non avevano dietro tutta la questione economica che c’è ora.
    la politica è fortemente legata ai poteri economici, da sempre.
    e questi poteri economici lavorano sodo su campi molto redditizi: televisione, calcio, comunicazione di serie b (videofonini ecc.).
    quindi: se per far andare avanti i poteri economici devo salvaguardare i loro settori di investimento (calcio, tv, digitale terrestre) allora chiuderò un occhio su tutti gli aspetti degeneranti e populisti che questi settori producono (tv spazzatura, cori razzisti, talk show farsa).
    è lo stesso discorso dell’auditel: perché c’è tanta merda in tv? perché posso piazzare inserti pubblicitari più redditizi (per chi li vende e per chi li compra) in un certo tipo di programmi. nessuno si sogna di trasmettere i programmi di rai educational alle 20,30… figuriamoci! e il mio discorso vale soprattutto per la rai = televisione di stato. mediaset faccia quello che vuole…
    e allora ci aspettiamo che venga fatto REALMENTE qualcosa?
    ragazzi, per noi il calcio è una cosa. per chi lo fa andare avanti è un’altra.
    the show must go on: in tv, allo stadio, in parlamento…
    il livello culturale è sottozero. il livello politico è sottozero.
    forse l’unico modo sarebbe veramente quello di non guardare più sky, di non comprare la gazzetta… che ne so… magari non cambia nulla lo stesso
    :sad:

  • 12
    calogero scrive:

    le curve degli stadi sono sempre state un concentrato d’ignoranza e bassi istinti. Non espellere storia e politica dagli stadi mi sembra una scelta sciagurata.
    A Roma non doveva finire solo con gli striscioni offensivi, ma dopo la partita era previsto un attacco con le molotov alle corriere dei tifosi livornesi. La cosa mi sembra abbastanza drammatica, meglio non sottovalutare questi delinquenti.

    http://multimedia.repubblica.it/home/105840

  • 11
    ozzy scrive:

    Mi sento di dire che il livello culturale non è sotto zero, non è questo il motivo secondo me.
    IL fatto è che che finchè i programmi e i tg li fanno Costanzo e suo MARITO Mario Defilippisi avremo sempre la qualìtà che abbiamo, un fumo denso gettato sugli occhi per non vedere, anzi per vedere il mondo filtrato dalle loro menti perverse.
    L’oppio per farci ridere come ebeti e mandarci a nanna all’isegna del: tanto domani è un nuovo giorno cazzi vostri se vi scannate negli stadi.
    E poi mi chiedo: fermate quel porco fascista ignorante di PAOLO DICANIO per carità…..PAOLO TORNA A SCUOLA, ALMENO PENSACI DAI:banana::berluska::banana:

  • 10
    calogero scrive:

    In Italia nessuno è in grado di prendere decisioni un po’ impopolari in tempi normali, figuriamoci sotto elezioni.
    Il problema non è tanto la politica negli stadi, quanto un usodella storia volto a offendere gli avversari. Questa cosa deve finire. Foibe, olocausto, deportazioni ecc. non dovrebbero entrare negli satdi. Lo sport deve essere super partes. Allo stadio voglio vedere la partita e basta. Non voglio che i somari razzisti di turno mi rompano le palle e offendano la memoria di chi ha sofferto.
    Campionato finito forse è troppo, ma la partita persa a tavolino e un paio di partite a porte chiuse causerebbero un bel danno economico alla squadra dei razzisti di turno.

  • 9
    RedPower scrive:

    concordo…in un mondo civile Di Canio sarebbe stato allontanato dalla squadra.

  • 8
    er mahico scrive:

    uno sportivo dovrebbe avere come obiettivo guadagnare coppe e medaglie.
    Non fare lucro per conto di 4 mangiapane a tradimento,che risultano sempre gli stessi a mo’ di feudatari nobili con diritto legittimo dalla nascita.
    Capitalismo. ti sei fottuto pure lo sport. il ricco diventa ricchissimo.
    il povero al massimo fa lo sparring partner. e guai se vince.

    :star:Magico Palermo, Zampa con noi!:star:

  • 7
    remix scrive:

    UPDATE
    il problema vero non sono i tifosi. quelli sono solamente gli ultimi cerebrolesi che ripetono a pappagallo slogan che neanche comprendono fino in fondo. ovviamente non li scuso neanche di un micron delle loro azioni, sia chiaro.
    il vero problema sono i “padroni del calcio” e dello sport in generale.
    ma avete presente i loro nomi? galliani, carraro, pescante, petrucci,…
    gente che vive da una vita in una società omofila (nel senso filolofìgico) e in un ambiente chiuso. gente che sa dire solo: “sono cose che non fanno bene al calcio”.
    come se il calcio fosse una società feudale staccata dalla società civile e democratica che lo circonda. se per strada uno prende a pugni un altro può essere processato. se succede su un campo da calcio no, riguarda solo la giustizia sportiva. perché?
    e la frode sportiva? che cosa significa? attorno al calcio ci sono interessi economici galattici. non esiste la “frode sportiva”, a meno che il calcio non sia domiciliato fiscalmente nel principato di monaco.
    e questi vertici sportivi hanno permesso che - a roma - la fiaccola olimpica fosse portata da paolo di canio.
    ma fatemi il piacere!

  • 6
    remix scrive:

    prendete un concetto forte.
    banalizzatelo.
    fate ripetere il concetto banalizzato ad un gruppo di cerebrolesi.
    prendete quello che ne esce.
    chiamate qualche “opinionista” a dire la sua.
    evitate di andare alla radice della questione.
    mantenetevi sul battibecco situazionista.
    E’ FATTA!
    avete in mano la formula dell’audience.

    il livello culturale in italia è sottozero: dappertutto
    :sad:

  • 5
    er mahico scrive:

    lo striscione che tu citi (U.della.Trad.) era il buffoneggiamento del mitico motto da celebrolesi fascista: “Benito ce l’ha insegnato ,marciare su Roma non e’ reato.” fatto da Skinheads, Naziskin, fascisti e nostalgici in tempi non lontani (92-93).

    L’unico fascista buono e’ il fascista morto. possibilmente dopo le stesse torture che ha passato mio nonno, che e’ sopravissuto perche’ in famiglia abbiamo la pellaccia dura.

    :star:Hasta Siempre Comandante:star:

  • 4
    swampthing scrive:

    lo stadio è un luogo d’aggregazione, normale che ci sia anche la polica. non sono d’accordo con chi vuole buttare la politica fuori dagli stadi.
    Invece chi incorre nel reato di Apoligia del fascismo, o inneggia al nazismo o al razzismo andrebbe punito in maniera esemplare e, comunque, non solo vietandogli l’accesso allo stadio… le galere sono il business del governo berlusconi, allora riempiamole di fasci. :star:

  • 3
    Nemesis scrive:

    uomo della tradizione, ripeto: QUALUNQUE BANDIERA, QUALUNQUE COLORE. PUNTO.

  • 2
    uomo della tradizione scrive:

    Giusta la politica fuori dagli stadi, ma è giusto anche ricordare lo striscione del 3 marzo 2002 quando i “sempre vittime” compagni amici tuoi del Livorno esposero nel match contro la Triestina quanto segue: ” “Tito ce lo ha insegnato, le foibe non è reato”. Immagino tu non sia ignorante quindi presumo tu sappia dei crimini commessi in quelle terre, italiane come voi comunisti, ancor oggi ferite.

  • 1
    Ringhio38 scrive:

    Chudere il baraccone calcio
    UNICA SOLUZIONE E I GIOCATORI A LAVORARE VERAMENTE

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