Prodi: fandonie e cortocircuito
9 Febbraio 2006 alle 09:34
È proprio vero che Prodi dice fandonie. Dato che “fandonie”, nel gergo di Berlusconi, si traduce come “verità”.
La sua critica “liberale” è tesa a liberare lui dai suoi avversari politici. Ma anche questo termine non figura nel vocabolario con questa accezione… Poi afferma che la legge sulla par condicio sarebbe “illiberale” (il motivo è talmente chiaro che non lo spiego) e accusa Prodi di cortocircuitarla. Fossi in Prodi gli farei presente che in cortocircuito finiranno i televisori, a forza di trasmettere i suoi angoscianti monologhi. E rincara la dose dicendo: “Ho capito che Floris, Ballarò e la terza rete dipendono da D’Alema, perché è lui il vero presidente della Rai”.
Deve essere vero, dato che in passato è stato dimostrato (www.repubblica.it//rainominedue/berlu/berlu.html) che la televisione pubblica è in mano alla sinistra. Pensa forse che se D’Alema diventasse premier sarebbe più semplice da controllare, dato che già in passato si è lasciato impaurire (gambizzare)?
Non sono un grande estimatore di Prodi, ma penso che, per la sua età e la sua esperienza, non sia una persona molto manovrabile. La destra ci dice che siamo pessimisti? Che siamo poco simpatici?
Pagliacci, presto saremo ottimisti e faremo festa!
Pubblicato in Politica, Ottimismo, Il nano piduista da evileyes | (Letto 378 volte)
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