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starCiao Edi: quando un blog e la vita lì raccontata sono più forti della morte

3 Gennaio 2008 alle 10:30
Audrey

Sono felice?
Dunque ho diversi problemini anche piuttosto seri da risolvere, però sì, riesco a sentirmi felice molto spesso, le piccole cose che danno sapore alla vita me le godo tutte, per gioire mi basta guardare una delle mie rose che sboccia..
Probabilmente sono nata con 2 grandi fortune:
1) non sono mai cresciuta del tutto, la sindrome di Peter Pan ambuante sono io; 2) ho sempre creduto nel “segreto di Pollyanna”: trovare un aspetto positivo in ogni cosa. Certe volte si fa una fatica immane, però alla fine riesce sempre.

Chi scriveva queste bellissime parole era Edi Vesco… si possono ancora leggere sul suo sito.
E’ morta ieri a Milano, uccisa dal figlio 18enne con problemi psichici.
Casualmente (per ragioni professionali) avevo letto il suo sito un po’ di tempo fa.
Stasera al TG1 stavo ascoltando distrattamente la TV, quando il servizio di cronaca ha fatto riferimento al suo sito, alla sua attività nel mondo della scrittura.
L’ho riconosciuta… era lei.
Sono andata a rivedere il suo blog e mi è sembrato un po’ come “profanare” lei, la sua persona,la sua memoria.
Strana cosa un sito, un blog…
Sei vivo/a e ci riversi tutta la tua vita, le tue emozioni, i tuoi desideri, le tue idee, le tue battaglie… Poi magari succede come a Edi… la tua esistenza si spezza, anzi viene tragicamente spezzata, magari proprio da colui al quale hai dato la vita e di cui hai parlato con così tanto amore anche lì..nelle tue pagine.
E quelle pagine rimangono lì, a testimonianza di quello che eri, che sei stato, oltre anche la tua stessa esistenza.
E così accade che senti Edi vicina, che ti commuovi davanti a quelle pagine, anche se non l’hai mai conosciuta in vita tua.
Ma questo non è vero… L’hai letta… Hai letto le sue parole e quindi l’hai conosciuta. Forse hai conosciuto più lei di tanti con cui ti guardi ogni giorno in viso, ma che non ti hanno mai aperto il loro cuore e la loro mente e mai te la apriranno come ha fatto Edi con il virtuale.
Forse ogni volta che scriviamo qualcosa sui nostri blog, o da qualche parte di questo immenso mondo del web, dovremo ricordarcelo… Le parole che scriviamo rimangono e rimarranno a testimonianza di come realmente siamo nel cuore e nella mente.
Ciao Edi e grazie di esserti fatta conoscere.

Pubblicato in Cronaca nera da Audrey | 4 Commenti »

starFare gli imprenditori in Italia: altro che razza padrona… siamo alla categoria sciacalli

29 Dicembre 2007 alle 18:06
Audrey

Sulla vicenda della Von Thyssen di Torino non voglio aggiungere altro.
Per qualche giorno molto è stato scritto, qualche lacrimuccia (di coccodrillo?) è stata versata, i soliti proclami sono stati declamati.
Ora il clamore è passato, ancora qualche notizia spunta qua e là, qualche aggiornamento e piano piano i riflettori si stanno spegnendo del tutto.
E’ quindi naturale (naturale??) che la notizia apparsa ieri in 14° pagina su alcuni quotidiani sia passata pressochè inosservata.

Oggi, a seguito dell’incontro tra azienda e sindacati sul futuro dell’acciaieria bloccata dalla notte tra il 5 e il 6 dicembre scorso, ai dipendenti della Thyssenkrupp è stata assicurata la busta paga di dicembre, che arriverà domani, e quella di gennaio. Ma sui tempi per la cassa integrazione, la partita è ancora aperta.
Sulla base dell’intesa raggiunta nel luglio scorso il provvedimento straordinario doveva partire dal settembre 2008.
«L’azienda ha proposto di anticipare la cassa integrazione straordinaria al 10 dicembre di quest’anno- ha detto Fabio Carletti della Fiom di Torino - ma il sindacato ha spiegato che quel tema è da discutere a un tavolo nazionale e solo dopo l’esito delle ispezioni della Asl».
Se si riscontrasse una qualche responsabilità dell’impresa nel rogo che ha provocato 6 morti, il Governo potrebbe decidere di non farsi carico interamente degli stipendi dei dipendenti, che vanno comunque assottigliandosi:
la busta paga di gennaio non comprenderà indennità e straordinari notturni, per un totale di circa 1000 -1200 euro.
[ILsole24ore.com]

E qui, sinceramente, io ho smesso di capire quello che stavo leggendo…
Cioè… scusate…
In un’azienda accade un incidente gravissimo che provoca una strage, le cause sono dovute a gravissime carenze nella sicurezza e nell’applicazione della Legge preposta, gli stabilimenti (ovviamente) di debbono fermare, sequestrati per ordinanza giudiziaria.
Centinaia di lavoratori si ritrovano senza stipendio e l’azienda RESPONSABILE di tutta questa situazione quale soluzione trova come il classico asso nella manica?
Anticipare la Cassa Integrazione!
Cioè, in parole povere, riversare sulle casse dello stato (quindi su NOI TUTTI) le conseguenze economiche di un errore dovuto esclusivamente ad una sua negligenza, anzi ad una suo REATO PENALE.
Ecco cosa vuol dire fare gli imprenditori in Italia.
Incassare gli utili finché la barca va… e riversare i costi sulle spalle di tutta la comunità quando si commettono errori, anche gravissimi, anche di rilevanza penale.
Ormai con gli imprenditori italiani non siamo nemmeno più alla “Razza Padrona” di cui parlava un libro di qualche anno fa…
Ormai siamo alla “Categoria Sciacalli” … come alimentarsi anche dei morti di cui sono responsabili.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Audrey | 10 Commenti »

starLa prima campagna elettorale da 1 miliardo di dollari

21 Dicembre 2007 alle 13:39
Audrey

E’ stata presentata come la prima campagna elettorale da un miliardo di dollari, e alla fine forse anche quella frontiera sarà superata. Per avere speranza di diventare presidente degli Stati Uniti, secondo gli addetti ai lavori, al novembre del 2008 i due finalisti dovranno aver raccolto almeno 500 milioni di dollari a testa in contributi personali… Il traguardo sembra ora abbondantemente alla portata dei democratici, mentre i repubblicani sono indietro, anche perché l’assenza di un favorito sta frammentando il finanziamento. All’ultimo conteggio dei soldi in cassa, eseguito il 30 settembre scorso (il prossimo sarà a fine anno), la Fec ha certificato che Hillary Clinton ha raccolto 90,9 milioni di dollari nella propria corsa alla Casa Bianca, mentre il suo diretto inseguitore, Barack Obama, ne ha incassati 80,2 e John Edwards 30,3. Ma Obama ha un numero maggiore di finanziatori. In casa repubblicana, il più ricco a fine settembre era Mitt Romney, con 62,8 milioni di dollari (ma ha già speso 53 milioni ed è a corto di contanti), seguito da Rudy Giuliani (47,3 milioni) e John McCain (32,1 milioni, anche lui li ha già quasi esauriti).
[Ansa.it]

Con 1 miliardo di dollari… Quante campagne di vaccinazione si possono attuare? Quanti quaderni, libri, matite per piccoli scolari di famiglie bisognose si possono comprare? Quanti programmi di assistenza sanitaria gratuita per persone senza Social Security si possono realizzare? Quanti alloggi per homeless si possono costruire? E non venitemi a dire che sono i meccanismi della democrazia, o che queste sono domande retoriche. I bisogni quotidiani delle persone non sono mai retorici.

Pubblicato in America da Audrey | 30 Commenti »

starQuando Berlusconi ci invidiava le donne

14 Dicembre 2007 alle 12:42
Audrey

Beppe Piroddi il principe degli «amateur»

Ah, Silvio…
Lo incrociavo spesso al Torre di Pisa, il ristorante in Brera dove andavamo a cenare in quegli anni: noi circondati da ragazze splendide, lui seduto al tavolo con amici e collaboratori, sempre ingrigiti, sempre a parlar d’affari e a squadrarci con invidia.
Una sera mi ferma e mi offre un caffè. E mi dice:
“Sai, anch’io voglio avere donne in quantità industriale e quindi ho deciso: farò la televisione commerciale. Il futuro appartiene a me”.
Lo so, può sembrare una tesi strana, ma sono fermamente convinto che lui, affamato di successo, abbia fatto quello che ha fatto solo per questo motivo».
Tesi originale, certo, ma forse neanche tanto, vista l’indole e la caratura dei personaggi in gioco.
Era la metà degli Anni Settanta e mentre Berlusconi fantasticava lo sbarco nell’etere, Beppe Piroddi brillava come una stella all’apogeo della sua carriera mondana: un principe della bella vita, un ricco «sciupafemmine» capace di conquistare le donne più desiderate del pianeta.
Ovvero, il numero uno degli «amateur», che è concetto molto più profondo del semplice «playboy»: «Il playboy è uno che “gioca”, che colleziona, che fa parlare il cuore ma anche la testa», spiega lui, in un ristorante sul lungomare di Genova. «L’amateur, invece, insegue solo il piacere: vuole assaporare fino in fondo le sensazioni, abbandona il campo quando questo non avviene più. Questione di divertimento: ecco la bussola che ha governato la mia vita».
[La Stampa.it]

Bene, ora sappiamo perché in questo paese abbiamo Berlusconi.
Una questione di F…. a (non posso scriverlo, sono una signora :) )
P.s. faccio notare la consueta finezza del futuro Premier quando parla delle donne “quantità industriale” 8O , manco parlasse di voti comprati…

Pubblicato in Il nano piduista da Audrey | 23 Commenti »

starTrent’anni dopo ancora sulla Scala per il Paradiso

12 Dicembre 2007 alle 13:25
Audrey

Un mio amico diceva che quando ascoltava l’assolo di Jimmy Page in “Stairway to heaven”, aveva una delle prove definitive dell’esistenza di Dio.
Devo aggiungere che era uno che cercava le prove in ogni aspetto della natura (soprattutto femminile), e quindi probabilmente gli si poteva credere.

I LED per me sono il ROCK… Stop
Ed i LED ZEPPELIN per me sono Jimmy Page.

Riconosco che Jimi Hendrix è il più grande, il più geniale, unico, con quel suo suono viscerale e ruvido.
Ma per me Jimmy Page è… Jimmy Page!
Il suono della sua chitarra mi entra nelle ossa, nei nervi, nel cervello e soprattutto nel cuore.
Dicono che non fosse “tecnicamente” perfetto, che fosse “perso” esistenzialmente e psicologicamente dietro a meandri oscuri..
Ma quale artista non lo è?
Continua »

Pubblicato in Musica da Audrey | 10 Commenti »

starCosa Rossa, standing ovation per Ingrao: “Spero molto da questa assemblea”

10 Dicembre 2007 alle 16:48
Audrey

Tra gli applausi dell’assemblea della Sinistra, Pietro Ingrao è salito sul palco per un saluto alla platea.
Io vi dico solo una cosa: unitevi, unitevi.
Dovete fare presto perché la situazione urge e i problemi della vita quotidiana non possono ritardare”.
“Io sono un vecchio anziano
- ha proseguito - consumato tra le lotte e vi dico andate avanti insieme uniti, con il rispetto del lavoro.
Voi che siete qui raccolti dovete fare uno sforzo, uno scatto che segni il mutamento di clima.
C’é una destra reazionaria e voi uniti dovete sconfiggere i nemici fino alla libertà “.
[Ansa.it]

Come spesso accade a chi ha veramente qualcosa da dire, Ingrao ha sinteticamente messo a fuoco la vera priorità che si pone a coloro che stanno cercando di varare la cosiddetta “Cosa Rossa”.
Il tempo.
Fare presto e fare insieme
.
La domanda ora è:
Riusciranno le varie anime della “Cosa Rossa” a coalizzarsi e trovare un accordo ed una strada comune, così come indicato dalle parole di Pietro Ingrao?
E’ inutile nascondersi che le differenze sono tante, sia in termini di programma che di obiettivi, che di metodi politici e programmatici.
Ma c’è un’alternativa possibile?
Io non credo.
Se non si arriverà presto all’obiettivo indicato da Pietro Ingrao, temo che questa parte della Sinistra (o forse dovrei dire “la Sinistra”), finirà per disintegrarsi in mille rivoli, indebolendosi ed autoemarginandosi agli estremi confini della politica italiana, come già molte volte è successo nella sua storia.
E perdendo, così, l’opportunità di rappresentare, a pieno titolo, tutti quegli lettori di sinistra che non hanno nessuna intenzione di partecipare al grande ecumenismo veltroniano.

Pubblicato in Politica da Audrey | 3 Commenti »