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starBossi e le sue paure: se ti sei scelto gli elettori più stupidi non è colpa nostra

7 Aprile 2008 alle 19:22
calogero

E’ notizia di ieri: il leader diversamente abile ha paura che i suoi elettori diversamente abili facciano casino e non capiscano bene dove mettere la crocetta col lapis una volta nella gabina elettorale. Così dopo la legge porcata, abbiamo la scheda porcata, entrambe coniate di sana pianta dai cervelli leghisti.
E fa bene a preoccuparsi. E’ logico ritenere che in caso di errori, questi saranno concentrati a destra in particolare tra i leghisti. Infatti se l’elettore medio di Berlusconi è da considerarsi come un bambino di otto anni, inebetito davanti a una rete mediaset, dell’elettore leghista possiamo dire peggio.
L’elettore leghista è un prodotto ottenuto attraverso l’attenta selezione dei peggiori scarti politici nazionali. E’ stato accuratamente filtrato e selezionato, messo alla prova attraverso anni e anni di dichiarazioni che sono tutto e il contrario di tutto. Dall’antimeridionalismo, al cambio strategico del nemico oggettivo dettato dai tempi, oggi identificato negli immigrati (meglio se mussulmani). Dall’alleanza col nano massone all’odio per il nano massone, per riallearsi poi col nano massone. Il federalismo (che antistoricamente e illogicamente nascerebbe in uno stato già unito) come bandiera di libertà, mentre loro gozzovigliano nella Roma ladrona che li ha ricoperti di danè. L’odio per la chiesa e la nuova religione celtica con tanto di nozze benedette dal dio Po. La scoperta del cristianesimo e dei suoi valori visto che il “nemico” oggi è mussulmano. La Costituzione e il suo inestimabile patrimonio di libertà solo quando fa comodo, il tricolore al cesso! Il tutto condito da erezioni via via sempre più deboli.

L’elettore sedotto nel tempo da questi cumuli di stronzate non può essere intelligente, e Bossi lo sa. Sa che è troppo tardi spiegare adesso dove e come mettere la croce. Il tempo è tiranno, una settimana non basta. Ci vorrebbero mesi.

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starImpedire a Ferrara di parlare? Un errore. E pure grave

3 Aprile 2008 alle 16:33
calogero

La mia personale posizione sul tema aborto non ha nessuna importanza. Come non ha nessun peso ciò che penso del fondatore della lista Aborto No Grazie. Quello che veramente non vorrei più vedere sono gli episodi di prevaricazione nei confronti dell’altro, del portatore di opinione differente, per quanto questa opinione possa essere diversa e lontana dalla mia personale convinzione.
Ieri a Bologna è stato impedito a Giuliano Ferrara di fare il suo comizio. E’ stato leso il principio costituzionale della libertà d’espressione che deve valere per tutti, anche per i grassoni antipatici.
E se fosse accaduto il contrario? Se a un ipotetico comizio pro aborto fosse stato impedito a qualcuno di parlare? Saremmo qua a gridare ai fascisti, che non c’è libertà, che i diritti più elementari non vengono rispettati eccetera eccetera. Mi sa che è la stessa cosa che possiamo (e dovremmo) gridare oggi.
Forse lo sappiamo già tutti, ma vale la pena ripeterlo. Nel mercato delle idee qualsiasi opinione può essere dibattuta, per quanto astrusa, controcorrente, reazionaria o rivoluzionaria essa sia. Chi è veramente convinto della sua bontà e crede nella democrazia e nei diritti della costituzione repubblicana, non ha nulla da temere. Deve solo armarsi di pazienza e iniziare a convincere l’altro. Ma la violenza che nega i diritti altrui, quella no che non è accettabile.

PS Senza poi contare che nel caso in questione i comizi di Ferrara -stando alle cronache- vanno per lo più deserti. Sono paradossalmente i contestatori a dare linfa e visibilità alla lista. Politicamente autolesionisti e democraticamente scarsi. Fascismo arretrato, appunto.

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starLa DC alleata di Berlusconi rischia di far rinviare le elezioni di due settimane

2 Aprile 2008 alle 16:10
calogero

Potrebbe bloccarsi il conto alla rovescia per le elezioni del 13 e 14 aprile. Il clamoroso annuncio arriva dal ministro dell’Interno Giuliano Amato, che non ha escluso uno slittamento della consultazione dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha riammesso nella competizione la Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza, che chiede “l’esecuzione immediata dell’ordinanza e il differimento della data del voto onde consentire il ripristino della violata legalità”. [repubblica.it]

Solo se uniti saremo forti. Il motto di Alcide De Gasperi campeggia sul banner del sito internet della Democrazia Cristiana (esiste ancora): A sinistra il logo incriminato e poi assolto, a destra quello del PdL Berlusconi Presidente. Insomma questi DC sostengono Berlusconi, che in merito alla vicenda dichiara. “Sarebbe un dramma per il paese perdere ulteriore tempo. Faccio un appello alla Dc, affinché abbia senso di responsabilità e rinunci alla richiesta di avere altri giorni in più per la campagna elettorale”.
Sarebbe un dramma far rispettare la legge. Sono d’accordo. Ma la legge è la legge e a volte quando si combina un pasticcio bisogna sopportarne le conseguenze. Perché c’è da credere a quanto dichiara Storace segretario de La Destra a Repubblica: “Sono settimane che Berlusconi offende gli italiani dicendo che si vota per lui o per Veltroni e adesso si deve inginocchiare di fronte a un simbolo che ha inventato per dar fastidio a Casini, per evitare il rinvio delle elezioni”. Un casino in salsa berlusconiana insomma.
E si, adesso voglio vedere come se la sbriga con il suo partitucolo di guastatori. Mi sa che questa volta non sarà sufficiente schioccare le dita come col maggiordomo di AN. I DC sono gente tosta, veterani vecchio stampo della politica, vecchia guardia sopravvissuta al terremoto tangentopoli. Gente che ne sa una più del diavolo.
Chi la fa l’aspetti, vien da pensare, anche se spero davvero di votare tra dieci giorni.

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starIl piano energetico in campagna elettorale: il nucleare di destra contro l’ecologismo di sinistra.

31 Marzo 2008 alle 16:28
calogero

Una delle tante questioni cruciali per lo sviluppo di un Paese e senza dubbio il piano energetico. Infatti l’Italia non ce l’ha. In questa campagna elettorale la questione del dove prendiamo l’energia che manda avanti il paese, che ci fa produrre, accendere la luce e il PC e riscaldare o raffreddare le nostre case, è stata ampiamente ed esaustivamente dibattuta (scherzo).
Berlusconi si rivolge a un elettorato praticone e pragmatico. Ha detto che la soluzione è il nucleare, per dare energia a basso costo in 5 anni. Ora senza stare a sottolineare che dalla posa della prima pietra all’erogazione dell’energia elettrica passano dieci-dodici anni se tutto va bene, e siamo in Italia dove quasi mai tutto va bene, mi chiedevo piuttosto dove pensava Berlusconi di costruire il deposito delle scorie. Teniamo sempre presente che l’Italia è il paese con la sindrome NIMBY a livelli patologici estremi, sia che si voglia far passare un treno in un tunnel, o costruire un inceneritore. Figuriamoci un deposito di scorie radioattive. Detto questo mi pare che senza il dispiegamento dell’esercito non se ne farà nulla. Bye bye nuke power.
A sinistra le cose vanno un po’ meglio. Pecoraro Scanio -che avrei giurato non fosse in grado di riconoscere uno scaldabagno da un pannello solare- ha partorito una task force dagli esiti incerti ma che potrebbe dare frutti insperati. Si dovrebbero realizzare sul suolo nazionale delle centrali elettriche solari. Del resto in Spagna contano di dare energia elettrica ai 600mila abitanti di Siviglia con una centrale solare a concentrazione entro il 2012. Praticamente domani mattina.
Qualcosa di buono quindi si muove. Se non altro la montagna dei verdi ha partorito il topolino e magari un giorno potremo godere di un po’ di energia ecologicamente prodotta.
Berlusconi se ne esce con delle idee che uno si chiede davvero “ma chi lo consiglia sto disgraziato”? Beh saranno gli stessi che gli hanno detto che un vecchio come lui non può governare un paese moderno, come confessa nel divertente filmato che sta spopolando in rete. Notate bene le facce tirate dei due a fianco del berlusca.

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starBerlusconi il coniglio: si fa intervistare solo da giornalisti rigorosamente innocui e sfugge il confronto.

28 Marzo 2008 alle 18:35
calogero

Uno “cancella” l’altro. Dopo l’annullamento della puntata di “Porta a Porta” di giovedì con Silvio Berlusconi, provocata dalla revoca della disponibilità di Walter Veltroni a intervenire in un’altra occasione alla trasmissione di Bruno Vespa, stavolta a saltare è ” “In 1/2 ora” di Lucia Annunziata. La Rai è stata costretta infatti a cancellare la puntata di domenica prossima con il leader del Pd poiché il Cavaliere ha ritirato la sua disponibilità a partecipare alla stessa trasmissione domenica 6 aprile. [corriere.it]

C’è tutta l’essenza berlusconiana in questa decisione giustamente definita infantile dal PD. E’ la ripicca del mai cresciuto che infastidito dalla legge dello stato sulla par condicio (una legge che nasce a causa della concentrazione di mezzi di comunicazione nelle sue mani), la usa a discapito del concorrente in rimonta.
In più c’è il problema di doversi confrontare con una giornalista ostica come le domande che pone. L’ultima volta berlusca se ne andò dal programma perché la signora Annunziata pretendeva di fare il suo lavoro, mentre il pidunano voleva fare il suo comizietto decidendo da se cosa era utile che i telespettatori ascoltassero. Peccato per lui che aveva davanti una giornalista determinata mica un Fede o un Mentana qualunque.

PS La RAI è nelle mani dei comunisti. L’ha ripetuto ancora, nonostante il Cda sia quello nominato dal centrodestra (Marano e Del Noce comunisti?). Di fronte a queste palle clamorose resto basito su come qualcuno in Italia possa ancora fidarsi di questo personaggio. Il mio stupore rimane più forte dell’assuefazione alle palle sparate e raffica.

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starBerlusconi fugge dal confronto TV con Veltroni. La paura fa 90.

26 Marzo 2008 alle 21:48
calogero

Berlusca:”Io sono in grado di stracciare qualunque avversario perché nella vita ho fatto tutto ciò che gli altri non hanno fatto”. Così Silvio Berlusconi risponde ai cronisti che gli chiedono se ha timore di un faccia a faccia in tv con Walter Veltroni. “Io - aggiunge - sono un uomo di fatti, gli altri sono uomini di parole, e i fatti vincono sulle parole”.
Uolter: “Vorrei fare il dibattito tv come succede in tutte le democrazie occidentali. Sono pronto a farlo dove, quando e come vuole lui“. Veltroni rilancia la sfida per il faccia a faccia con Berlusconi. “Vuole farlo sulle sue reti? Vado lì, ma non scappi, perché il confronto è il sale della democrazia e i cittadini devono poter decidere”.
[repubblica.it]

Il PdL è in vantaggio (?). Berlusconi fa i suoi soliloqui circondato da giornalisti che fanno finta di fare domande, o meglio fanno domande finte. E’ un settantenne che si presenta in look simil-giovane, giacca nera, camicia blu aperta, niente cravatta, trucco vistoso. Dichiara che può vincere un duello in tv ma non che lo voglia sostenere.
Quindi alla tele niente confronti. Specialmente con Veltroni. Uolter parla bene, ha le idee chiare ed è un ottimo oratore. Ed è un cinquantenne, cosa che potrebbe risaltare se li metti a fianco in uno studio tv. Perché Silvio dovrebbe correre questo rischio?
Berlusconi il comunicatore è uno che ha perso due elezioni contro uno in gamba come Prodi, anche lui ben preparato, ma sicuramente il candidato premier più lontano dal concetto di telegenia che si sia visto nell’era del tubo catodico.
Pensateci bene alla faccia della “mortadella” (con affetto Romano) che frega due volte mister-la-tv-sono-io. Si avvicinano le elezioni e il margine si restringe: la paura fa 90.
Lancia il guanto Uolter. E’ una sfida che vogliamo vedere. :ok:

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starI prossimi 12 anni dell’Italia nelle mani di Silvio. Tremate.

26 Marzo 2008 alle 15:46
calogero

Dodici anni. Perché forse non tutti hanno fatto i conti bene e a dire il vero non li avevo fatti nemmeno io. Solo che oggi ho letto una breve intervista su Repubblica a Paolo Flores d’Arcais, direttore di Micro Mega che facendo delle considerazioni arrivava a una somma che trovo terrificante, ma che rappresenta il nostro futuro prossimo: 5+7=12. Cinque da Presidente del Consiglio e sette da Presidente della Repubblica. O pensate che Silvio con il Parlamento a lui asservito si lascerà scappare l’ultimo dei suoi sogni? da presidente operaio a Presidente Presidente della Repubblica. Mi tremano i polsi.

Allora sono corso a leggere il pezzo sul sito del periodico. Leggetelo anche voi, amici lettori di terrorpilot. Leggetelo con attenzione e riflettete. Non che il futuro sia nelle nostre mani completamente, ma almeno un po’ si.

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starAumentare le pensioni? Calderoli smentisce Berlusconi. Quanto poco vale la parola del leader del PdL.

25 Marzo 2008 alle 17:03
calogero

Comincia Veltroni. Il Partito Democratico è deciso a “proporre un intervento immediato” sul fronte delle pensioni. E’ quanto assicura il leader del Pd, Walter Veltroni. “L’intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l’anno per le pensioni fino a 25 mila euro l’anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento fra i 250 e i 100 euro l’anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l’anno”.

Non che mi sembri un grande sforzo, ma in periodo di vacche magre forse è tutto quello che si può fare. Arriva subito la replica di Berlusconi, sicuramente seccato che qualcun altro faccia proposte, anche solo vagamente populiste, prima di lui. Sostanzialmente da ragione a Uolter.

Un “fatto di giustizia” è “adeguare le pensioni ai prezzi, al carovita, a partire dalle più basse”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, intervistato da “Studio Aperto”, replicando così alla proposta avanzata oggi dal Pd in materia di previdenza.
[repubblica.it]

Eppoi, il mai scontato Calderoli con la sua innata verve comica (si fa per dire).

“Sulle pensioni sbaglia Veltroni a voler dare solo 400 euro di aumento ai pensionati: a questo punto diamone 1000 di euro di aumento, tanto se dobbiamo sparare sciocchezze tanto vale spararle fino in fondo”.
[repubblica.it]

Quindi, secondo Calderoli, Veltroni fa proposte da cabaret. Peccato che il suo leader candidato premier la pensi esattamente allo stesso modo. Come al solito a destra si procede in ordine sparso, ma questo si sapeva già.
Evidentemente il PdL tiene nascoste le cose agli alleati leghisti, nella speranza che poi dopo il trionfo se ne possa fare a meno una volta per tutte. Oppure sanno che l’importante è esserci e mostrare il faccione paffuto e ceronato alla tele. Contraddirsi o smentirsi, sputtanarsi e litigare anche a distanza di attimi, sull’elettore destro non sortisce nessun effetto. Ma anche questo si sapeva già.

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starBoicottare le olimpiadi in Cina? Il peso delle ingiustizie del mondo sulle spalle degli atleti: una scelta ipocrita.

19 Marzo 2008 alle 18:53
calogero

La repressione attuata dal governo cinese in Tibet non deve sorprendere nessuno. Non è mica una novità. Il Dalai Lama sono anni che gira esule per il mondo. I diritti elementari del popolo tibetano calpestati da decenni.
In virtù dei recenti sanguinosi fatti in Tibet, si levano però, insistenti ormai da giorni, le richieste di boicottare i giochi olimpici in Cina. Come se la Cina del 2001, quando il CIO (Comitato Interessi Olimpici) assegnò i giochi, fosse stata una repubblica democratica stretta osservante dei diritti umani e delle minoranze linguistiche e religiose presenti sul suo immenso territorio. Come se all’epoca la Cina non fosse stata la superpotenza che addebitava il costo della pallottola del giustiziato alla famiglia, ultima crudele beffa dello stato boia e assassino.
E oggi si chiede a gran voce agli atleti di farsi carico della situazione. Come potete voi far festa in quell’orribile posto che è la Cina? Governata da mostri dalla crudeltà a anacronistica, perché diciamocelo chiaro, impedire a un popolo di parlare la propria lingua nel 2008 è roba da ventennio fascista. Un residuato ideologico che per noi europei è roba da museo.
Cari atleti, come potrete saltare asticelle, ostacoli, scattare dai blocchi, tuffarvi in piscina, calciare la palla serenamente, mentre il popolo tibetano, ma anche la parte cinese dissidente, soffre la dura repressione?
Quindi per molti toccherebbe agli atleti farsi carico di un eventuale boicottaggio. Dovrebbero pagare loro il prezzo dello schiaffo morale al regime cinese che tutti noi vorremmo vedere ben assestato sul volto della nomenclatura. Perché proprio sugli atleti questa grave incombenza? Loro che vivono e si allenano in funzione dell’evento olimpico, loro che con il loro gesto sono portatori di una dimensione in cui ancora ci si può sentire uguali e alla pari, con regole certe in una competizione basata sulle proprie forze e sulla lealtà: lo sport.
Ma il boicottaggio perché non lo attuano le aziende che ci fanno affari e che hanno messo la Cina al centro dei loro interessi? Perché non ci pensa la Ferrari che in Cina apre show room e che vede il suo mercato ormai come un punto di riferimento. Montezemolo non ha nulla da dire? Perché non rinunciate al GP della Cina? Oppure gli industriali italiani ed europei che spostano laggiù le produzioni, perché la manodopera costa meno e i sindacati che rompono le palle manco esistono? Perché gli stilisti italiani e francesi mossi da indignazione non chiudono le boutique in centro? Ma figuriamoci!
La politica ufficiale intanto ha chiamato l’ambasciatore cinese per un té con i pasticcini. Tutti si dicono preoccupati. Persino il papa auspica un ricorso al dialogo (ma che bravo). Ma la verità per fare un passo avanti è che sarebbe il caso che dalla prossima edizione dei giochi olimpici che il CIO assegnerà, questi venissero dati a stati democratici tout court. Per non ritrovarci di nuovo in questa odiosa situazione di boicottaggio, che dopo Montreal 76, Mosca 80 e Los Angeles 84 ha sinceramente rotto. E che non serve a niente.

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starUbriaco marcio investe e uccide due irlandesi sulle strisce. Prenderà più o meno anni del rom? Si accettano scommesse!

18 Marzo 2008 alle 17:43
calogero

Ubriaco al volante, travolge e uccide due giovani irlandesi che attraversavano sulle strisce il lungotevere Altoviti, vicino a Castel Sant’Angelo. Poi fugge ma finisce contro due auto in sosta e i vigili lo bloccano. Friedrich Vernarelli, 32enne, figlio di Roberto, ufficiale della polizia municipale di Roma, è stato fermato con l’accusa di omicidio colposo e omissione di soccorso. Nel sangue aveva un tasso di alcol quattro volte e mezzo superiore al limite previsto dalla legge, ma il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari: “Lo stato di ubriachezza è emerso soltanto successivamente perchè dapprima l’automobilista non si era sottoposto al test alcolimetrico”, spiega la procura. “Quando sarà il momento della convalida dell’arresto davanti al gip - spiegano i magistrati - la procura di Roma è orientata a chiedere il trasferimento in carcere”. [repubblica.it]

Allora l’investitore è italiano. Era ubriachissimo e ne ha uccise due. I corpi delle due sventurate ragazze (Elizabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins, di 28 e 29 anni) sono stati rinvenuti a 40 e 60 metri dal luogo dell’impatto: le strisce pedonali. Lui non si è fermato. Vi ricorda qualche fatto di cronaca nera recentemente avvenuto?
Un aiutino, rom, ubriaco… quattro adolescenti uccisi
Gli ingredienti della tragedia sono gli stessi, ma gli esiti della vicenda saranno diversi. Anche perché non ci saranno orde di parenti/amici fuori dal tribunale a gridare la loro rabbia contro l’italiano assassino. Non ci saranno genitori al Costanzo Show a testimoniare il loro dolore e a protestare “perché solo 6 anni?”. I media non cavalcheranno l’episodio. Il giudice applicherà la legge com’è giusto che sia , ma gli anni (o mesi?) di reclusione saranno di meno. Scommettiamo?

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