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starProdi: fandonie e cortocircuito

9 Febbraio 2006 alle 09:34
evileyes

È proprio vero che Prodi dice fandonie. Dato che “fandonie”, nel gergo di Berlusconi, si traduce come “verità”.
La sua critica “liberale” è tesa a liberare lui dai suoi avversari politici. Ma anche questo termine non figura nel vocabolario con questa accezione… Poi afferma che la legge sulla par condicio sarebbe “illiberale” (il motivo è talmente chiaro che non lo spiego) e accusa Prodi di cortocircuitarla. Fossi in Prodi gli farei presente che in cortocircuito finiranno i televisori, a forza di trasmettere i suoi angoscianti monologhi. E rincara la dose dicendo: “Ho capito che Floris, Ballarò e la terza rete dipendono da D’Alema, perché è lui il vero presidente della Rai”.
Deve essere vero, dato che in passato è stato dimostrato (www.repubblica.it//rainominedue/berlu/berlu.html) che la televisione pubblica è in mano alla sinistra. Pensa forse che se D’Alema diventasse premier sarebbe più semplice da controllare, dato che già in passato si è lasciato impaurire (gambizzare)?
Non sono un grande estimatore di Prodi, ma penso che, per la sua età e la sua esperienza, non sia una persona molto manovrabile. La destra ci dice che siamo pessimisti? Che siamo poco simpatici?
Pagliacci, presto saremo ottimisti e faremo festa!

Pubblicato in Politica, Ottimismo, Il nano piduista da evileyes | 2 Commenti »

starLibertà duratura, libertà dura!

30 Gennaio 2006 alle 15:10
evileyes

Cos’è la libertà?
Un pacifista, quando ero bambino, mi disse che “è sentirsi di fare ciò che dobbiamo fare”. Secondo gli americani il loro intervento fu animato dal desiderio di dare al popolo la libertà. Quanta democrazia! Bisognerebbe chiedere al popolo (lasciandolo “libero” di parlare) cosa ne pensa.
Cosa pensa della catastrofe umanitaria generata dalla guerra. Dei civili che inevitabilmente pagano con la vita il semplice fatto di trovarsi al momento sbagliato nel posto sbagliato. Se tornassero in vita, secondo me, s’incazzerebbero, argomentando questa loro rabbia con espressioni tipo “ma non c’era un mezzo più diplomatico?” oppure, meno patriotticamente con un “si stava meglio quando si stava peggio”. I genitori e i parenti delle vittime non potranno che amare chi è andato a regalar loro la pace.
Mi viene in mente una canzone (Tex) dei Litfiba: “che cazzo dici, la nostra libertà… oh, ma cosa dici, noi ce l’avevamo già” (parlano gli indiani). Già, ma sto dimenticando che la loro è una cultura inferiore (come per i nativi americani, prima massacrati e poi confinati nelle riserve), diversa, e si sa che oggi come ieri ciò che è diverso fa paura. Così pure per la religione. Ma le fondamenta sono sempre le stesse: il potere, la torta da dividere, il petrolio da spartire.
Il resto sono sovrastrutture pseudo-filosofiche di nessuna utilità. Proprio come era inutile (e fu dannoso, anche per lui stesso) l’incitamento del D’Annunzio per il regime fascista. Di qualcosa del genere doveva farneticare Ferdinando Adornato, sproloquiando che, con il nostro “pacifico” intervento, “sentiamo di corrispondere appieno sia ai valori della nostra storia nazionale sia alle necessità della… drammatica crisi internazionale sia alla difesa della sicurezza del nostro paese”. Secondo lui “L’Italia” era “retrocessa nella serie B del mondo a causa del suo Governo” (la sinistra fu accusata di provincialismo e di strumentalizzare l’opinione pubblica per far cadere il governo). Alla destra invece andava il merito di “tenere alto il prestigio internazionale del nostro paese”, anche per trainare (noi? l’Italia?) l’intera Europa, conferendoci una maggiore forza politica e un maggior peso in campo internazionale. Oddio, dov’è che ho già sentito queste parole? in quale epoca? da chi? per rimanere con, in mano, un pugno di sabbia macchiata del sangue dei nostri soldati caduti. D’altro canto “se abbiano insegnato loro (ai soldati-ragazzi) quanto vale un golfino Armani o il piede di un calciatore, abbiamo saputo anche insegnare quanto costa la libertà?”.
Di cosa siamo parlando? Di patriottismo? Per una guerra che non è nostra (sondaggi alla mano)? Che nasce sulle basi di una bugia (armi chimiche mai trovate)? Da un albero cattivo non nasce un frutto buono. Non c’è pacifismo nel razzismo di una frase come quella che pronunciò Berlusconi sulla presunta superiorità della nostra cultura rispetto a quella islamica.
Parlavamo di libertà è cultura. Cazzate. Libertà è non morire di fame. Con gli ingenti fondi utilizzati con finalità bellicose, si sarebbero risolti molti problemi (scuole, ospedali, case, lavoro) che avrebbero generato, per davvero, libertà duratura. Perché conoscere il proprio stato rende liberi. Se dai a un uomo un lavoro, una casa cui tornare, non ti preoccupare che non pensa all’aldilà come unica via d’uscita da una vita di stenti. Se gli dimostri amicizia, aiutandolo a guadagnarsi una vita dignitosa, non ti si getta addosso imbottito di esplosivo per portarti all’inferno con lui.
Ecco perché anche oggi mi addolora leggere un comunicato dell’Ansa: “un ordigno è esploso stamani, alla periferia di Nassiriya, al passaggio di un convoglio militare italiano composto da tre automezzi: solo l’ultimo è stato parzialmente investito dalla deflagrazione e un militare è rimasto leggermente ferito. Le sue condizioni non destano preoccupazione”. Questo per quanto riguarda noi. Difatti, “un attentato suicida compiuto oggi con un’autobomba contro la polizia afgana a Nassiriya (375 chilometri a sud di Baghdad) ha provocato un morto e 29 feriti tra gli agenti”. Questa gente non fa distinzioni. Siamo tutti invasori. Non ci sono guerre giuste.

Pubblicato in Orrore, Guerra Globale, Politica, Fascismo arretrato da evileyes | 14 Commenti »

starSondaggi, leggi e personaggi

28 Gennaio 2006 alle 13:37
evileyes

Obiettivo primario di un commerciante è il soddisfacimento dei propri interessi economici. Per ottenere ciò, oltre alle proprie capacità imprenditoriali, si utilizzano strategie di vario genere, ma principalmente la ricerca o, come più spesso si sente dire nelle aziende, il marketing.
Le statistiche su cui si basa l’imprenditore Berlusconi, o meglio sarebbe dire su cui si basano le intelligenti persone che lavorano per lui, sono le fondamenta del suo operato. È così che si formano gli interventi degli ultimi tempi del premier. Dopo aver opportunamente cambiato le carte in tavola in tema elettorale, si è pensato di adattarsi alla legge di mercato (richiesta-offerta) per sfruttare opportunamente il malcontento degli elettori della cdl sull’immigrazione, sui furti ad opera degli immigrati stessi (dimenticando che sono quasi sempre affiancati dalle organizzazioni criminose di casa e cosa nostra) e via dicendo.
Sotto il vestito dell’uomo di affari, del politico, del padre di famiglia, del simpaticone, del burlone e del furbetto si nasconde quindi un personaggio attento, accentratore e demagogo, che ha saputo usare le sue armi ottenendo un risultato finora ineguagliato: far durare nel tempo la sua legislatura e creare i presupposti per salvare al meglio i suoi interessi e la sua persona dai problemi che inevitabilmente ricadono su chi è arrivato a quel livello (ho sempre pensato che le persone oneste non riescono a vedere tanti zeri… si devono accontentare di essere degli zeri esse stesse).
Anche se la sinistra cercasse di rimettere le cose al loro posto, si vedrebbe costretta a governare solo per quello scopo. La mancanza di idee programmatiche ben definite e di una persona di carisma non mi fanno stare molto tranquillo, ma di una cosa sono certo: la politica va riformata alle radici. La direzione dovrebbe essere invertita: dall’accentramento dei poteri al decentramento. Dall’inutilità della figura del capo dello stato alla sua rivalutazione.
Dall’esperienza degli anni, che al momento porta solo a pescare nel mazzo delle solite carte, al ringiovanimento delle figure istituzionali, e all’ammissione alle cariche basilari di sole persone irreprensibili giuridicamente e preparate sotto il profilo dell’istruzione di base. Inutile cercare nelle solite facce un rinnovamento fittizio. Il circolo dei mangiatori di torte mi ha veramente rotto. Tanti la pensavano come me e hanno visto un uomo nuovo in Berlusconi, ignorando le basi da cui partiva, perché così è stato loro venduto.
Vendetemi qualcosa che mi lasci un buon sapore in bocca. Vendetemi qualcuno che mi rappresenti.

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starGli scheletri nell’armadio

13 Gennaio 2006 alle 16:56
evileyes

Stamattina mi sono voluto rovinare la colazione leggendo il giornale. Mi sono rimaste sullo stomaco le dichiarazioni del nostro “premier”, che (fossi Ciampi) vorrei insignire dei titoli di Grande Ignorante della Repubblica e Inventore di Immani Balle nonché di Gran Venditore di Fumo e Magnate dell’Ego-Finanza) Udite udite!!! Egli asserisce che i comunisti, all’epoca di tangentopoli, erano finanziati direttamente da Mosca e gli altri partiti (povere stelline…) erano costretti a soccombere, essendo “vasi di coccio” (addirittura citazioni bibliche, ma che colto, il nostro presidente del consiglio). Di coccio ci sarà lui, semmai. Ma, visto che i suoi avversari politici si limitano all’invettiva (mi vengono in mente “le cagnette” di Bocca di Rosa di De André), alzo la voce io e faccio un appello a Bertinotti e a Ciampi:
- Fausto, fammi un favore, smettila di essere educato e politicamente corretto. Non paga. Tira fuori gli scheletri dell’armadio della vecchia DC e del PSI degli anni di piombo. Parlano di collusioni e inciuci, di presunte ingerenze dell’ex Unione Sovietica nella vita politica italiana. Sappiano che se giocano duro siete pronti a parlare della COMPROVATA ingerenza degli U.S.A. che, quando l’Italia era sul confine della cortina di ferro, hanno usato qualsiasi mezzo per evitare che l’asse si spostasse.
- Caro presidente, io la stimo molto, ma lei ha molta, troppa esperienza e l’esperienza non sempre è un bene, perché oltre ai propri sensi porta a cercare di rappacificare anche i leoni e le iene. Pensare troppo rallenta l’azione. La prego, non faccia appelli irreali e utopistici. Qui, se ci fosse Gesù, direbbe di dare al nano quel che è del nano… e di porgere l’altra guancia. Ha invece tutte le ragioni quando dice di presentare i programmi e non di infierire sulla controparte politica. Però ci vuole un arbitro. Vorrei che lottasse e si imponesse come tale. Lo farebbe per tutti noi che crediamo ancora nella democrazia?

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starIl grande fratello nel pc

27 Ottobre 2005 alle 11:08
evileyes

Gli utenti di personal computers aumentano nonostante l’ignoranza non diminuisca.
Le multinazionali, come avviene in tutti i campi, sono intenzionate a tutelare i loro interessi con ogni mezzo. Di pari passo si sviluppa il concetto di open source e di libero scambio che anima sistemi operativi e softwares alternativi. Ma non preoccupatevi, i reazionari hanno calato l’asso.
Si è quindi formata un’alleanza (Palladium), che unisce Microsoft ai più grandi costruttori di microprocessori (Intel, AMD) e di hardware (IBM Lenovo, HP) per implementare robusti sistemi di sicurezza: una “Next Generation” di macchine “controllate” dai componenti e in ogni stringa di codice. Nei comunicati sensazionalistici che mi ricordano con orrore l’installazione dei sistemi operativi microsoft (avete presente? questo è stato migliorato, quello è favoloso…) si sventolano slogan tipo: “addio virus, addio intrusioni, W la privacy, abbasso lo spam, W la musica libera”. Sembra una gran cosa, ma forse Windows View (vista) non si chiama così perché Guglielmo Il Rosso sta per buttarsi nel commercio degli occhiali.
Per semplicità dividerò le “innovazioni” in due categorie:
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starConati - dal blog di Beppe Grillo

24 Agosto 2005 alle 16:11
evileyes

Come richiesto dall’amico Beppe Grillo, sono a postare questo articolo, che sono sicuro, vi darà il consueto “brivido di piacere”!

Mi viene da vomitare e sto pensando anche di cambiare Paese.
Due persone perbene, Clemente e Castaldi, direttori della Vigilanza della Banca d’Italia, esprimono a luglio parere fortemente contrario alla Opa della Banca Popolare Italiana di Fiorani sulla Antonveneta e informano i magistrati della situazione facendo fallire l’operazione.
Un’operazione, la Fazio-Fiorani, che ci ha resi ridicoli e inaffidabili agli occhi del mondo, soprattutto attraverso le intercettazioni telefoniche tra Fazio, la moglie di Fazio e Fiorani, pubblicate su tutta la stampa mondiale.

Risultati:

- Sputtanamento del Paese
- Fazio non si dimette
[…]
leggi tutto sul blog di Beppe Grillo:
www.beppegrillo.it/archives/2005/08/conati.html

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starIl mondo non basta

22 Agosto 2005 alle 16:11
evileyes

Mentre 007 sgomma con la sua panda, in barba ai paperoni del mondo (perché, non dimenticatevelo, di ricchi ce n’è a sfà), quasi a dirci che le vacche sono magre e diventeremo presto magri anche noi, l’autorevole settimanale inglese “The Economist” ci pone ultimi al mondo per crescita del Pil. Abbiamo però il primato assoluto: siamo l’unico paese che ha registrato un risultato negativo! (-0,1% bravi eh?).
Indovinate chi è prima? Ma la Cina, ovviamente, con il 9% e in barba ai rincari del greggio. Gli Stati Uniti hanno registrato una crescita del 3,6%. Ma il vero “outsider” è l’India con il 6,8% di crescita.
Nell’U(nione) E(uropea) dei venticinque, i paesi per così dire emergenti, come la Repubblica Ceca, si permettono di registrare un +4,2%. Se si considera che la media è +1,2% il dato è significativo, no? Per raggiungere questo dato medio dovremo aspettare l’anno prossimo.
Che devo dire? Speriamo che gli inglesi non si sbaglino. Di solito ci vogliono così male che prevedono sempre il peggio…

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starL’ignoranza è un bene

7 Agosto 2005 alle 10:09
evileyes

E’ un dato di fatto che in Italia l’ignoranza sia dilagante a tutte le età, ma le “nuove generazioni”, sono colpite da questa malattia in modo estremamente grave.
La Eta Meta Research ha intervistato 350 neo-maturati, chiedendo loro di esprimere, con il loro scarno lessico da TV, il loro parere su quale sia stato l’evento con cui ha avuto inizio la seconda guerra mondiale.
I risultati sono fantastici: un intervistato su tre pensa che sia stato lo sgancio dell’atomica su Hiroshima; un altro 30% circa (probabilmente hanno visto il film), pensa che sia stato l’attacco giapponese a Pearl Harbour.
Ma il massimo è che, se uno studente su tre dice di conoscere la II Guerra Mondiale solo a grandi linee, uno su quattro non ne sa assolutamente niente.
Probabilmente è un bene. Se li aspetta quel che penso io, non avranno bisogno di studiare la storia per godersi i fuochi d’artificio.

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starBomba o non bomba

5 Agosto 2005 alle 14:56
evileyes

…arriveremo a Roma, diceva Venditti.
E difatti, in occasione del 60° anniversario dell’atomica su Hiroshima (un quarto di milione di morti), oggi c’è una bella manifestazione a Roma, per iniziativa del comitato “Terra e Pace”.
Sarà presente anche il grande Rutelli, che sentenzia: “ricordare la tragedia è straordinariamente attuale perché ci ricorda che l’uomo ha conquistato la capacità di distruggere il mondo”.
Più difficile è conquistare la capacità di esprimere opinioni sensate, in certe circostanze. Aprezzo molto chi riesce a dire due parole, ma efficaci (evidentemente non amo molto i politici) e ponderate.
Quasi a commemorare l’immane disastro, l’unione europea ha “riconosciuto all’Iran il diritto di avere programmi nucleari pacifici, ma non quello di procedere alla produzione di combustibile nucleare per la fabbricazione di armi atomiche”. Così dicono fonti diplomatiche vicine all’ A(genzia)I(nternazionale per l’)E(nergia)A(tomica). Come dire, gioca con la pistola, ma non ci sparare.
Per rendere la pillola più digeribile per il gorverno di Teheran, i ministri degli Esteri di Gran Bretagna, Germania e Francia, hanno redatto un apposito documento pieno di offertine e offertucce commerciali. In cambio di ciò, immediato stop all’aumento di uranio.
E’ questo che dicono gli americani quando parlano del loro presunto ruolo di “polizia internazionale”, ritenendosi investiti direttamente da Dio e portavoci del mondo: “non avete le palle”. D’altro canto, se il mondo si limita a pagare con le caramelle, anziché con le supposte missilistiche… E poi gli iraniani sono amici loro, no?

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starMorto e Risorto?

4 Agosto 2005 alle 12:45
evileyes

Che Internet fosse un mezzo “mediatico” lo sapevo, ma “medianico” no!
Mi riferisco al caso di Ciro Milani (il cui nick era Luca K.), che ha per lungo tempo portato avanti un blog in cui parlava del suo suicidio e poi l’ha messo in atto il 12 luglio scorso.
Improvvisamente, incredibilmente, cominciano a ricomparire messaggi. Il blog del 25 luglio: “Gooood morning readers! Gooood morning Blogosphere! Mentre leggete questo post, se tutto è andato bene, io sono già morto e sepolto” è veramente roba da Ghost!
Non conosco WordPress, con cui il Milani dice di aver lasciato un’eredità di messaggi che si pubblicheranno nel futuro, postumi. Mi sembra però una boiata tremenda. Una “nostradamussata”. Per i seguenti motivi:
1) a noi che ce ne frega di sentire dall’aldilà la voce di una persona che si fa beffe della vita e della morte?
2) se è un “fake” o no, in fondo che importa: è morto qualcuno e questo non è divertente.
3) se c’è uno che scrive questi commenti, ci guadagna qualcosa? Che senso ha altrimenti?
4) se Milani voleva farci credere di avere problemi esistenziali, problematiche non basate sull’assenza di cibo, sulla malattia o sull’inedia, ma sull’assenza di voglia di vivere (inedia spirituale), perché tutto quell’egocentrismo?
E’ l’esigenza di un povero imbecille di mettersi in mostra in modo macabro e poco divertente oppure il vaneggiamento di un manipolatore che ha plagiato una persona facendola suicidare e gonfiandone l’ego malato su internet?
E’ particolarmente alienante l’idea di leggere che centinaia di persone hanno scritto commenti personali (la stragrande maggioranza dei quali idioti) su qualcosa che nemmeno capivano.

Pubblicato in Vita quotidiana da evileyes | 1 Commento »