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starI Heard It Through The Grapevine

4 Agosto 2005 alle 12:29
evileyes

Cito fonte Ansa:
George W.C. Bush fa allusioni politiche, definendo i problemucci stile Vietnam che stanno sperimentando i suoi soldati in Iraq “un sinistro promemoria”. Veramente la sinistra aveva scritto qualcosa di più di un promemoria. Ehm, ok, questo umorismo merita un sinistro e un destro.
Comunque a Grapevine il caro presidente si scorda (ops) di chi è presidente, dimenticandosi di menzionare i 14 marines morti. Poi smentisce se stesso, dicendo che gli eroi di guerra “non saranno dimenticati”. I miei complimenti!
Infine afferma proditoriamente che in Iraq il suo paese si scontra contro “brutali terroristi e insorti”, che sperano, essendo cattivi cattivi, di fare sloggiare gli invasori con un semplice “BUH!”.
Vorrei ricordare alle persone che pensano di risolvere i problemi politici con tecniche violente (terroristi e guerriglieri) che spesso le battaglie vengono strumentalizzate. Queste guerre durano all’infinito. Il gioco degli omicidi politici, della resistenza armata, etc. è un’arma a doppio taglio. Nel frattempo la torta se la mangia sempre il più forte.

Pubblicato in Guerra Globale, Politica da evileyes | 3 Commenti »

starLa bara più trendy è il modello Wojtyla

3 Agosto 2005 alle 13:17
evileyes

Se la moda è di solito associata alle sfilate, il funerale del defunto papa Giovanni Paolo II è stato una sfilata commercialmente produttiva.
La bara (visto in TV) è molto sobria, parca, quasi francescana. Inevitabilmente trendy.
Un “articiano tetesco” l’ha replicata per primo e ne avrebbe vendute una cinquantina in un paio di mesi, incassando 140.000 ricchi euri, anche grazie ad una fiera (gotica, direi) in cui si pubblicizzano “articoli funebri”.
Noi italiani (come ha detto il nano al governo: “inventatevi il modo per superare la crisi”), giustamente ci siamo attrezzati di conseguenza, e un imprenditore di Cesena ha commercializzato un secondo modello Wojtyla, sembra proprio su insistenza dei clienti. Il sarcofago ha spopolato, in particolare nel periodo immediatamente successivo alla morte del papa polacco.
Mi immagino già la pubblicità:
“Bara modello Wojtyla, semplice e affascinante: 1.000 € - con incisa dedica di Ratzinger: 1.500 € - con Salvezza e una messa l’anno inclusa € 10.000 (solo per VIPs)”.
Non bastavano i gadget di padre pio e la vendita delle indulgenze. Gesù scacciò i mercanti dal tempio, ma chi toglierà il brivido dell’emulazione tradizional-religiosa ai cattolici romani?
Vergogna!

Pubblicato in Ratzinger, Il nano piduista, L'ora di religione da evileyes | 4 Commenti »

starShut the Shuttle

1 Agosto 2005 alle 12:34
evileyes

Cito una notizia della Reuters, in cui si afferma che, tramite un robot laser, hanno controllato la superficie della navicella alla ricerca di eventuali incrinature che potrebbero danneggiarla al rientro nell’atmosfera per l’atterraggio previsto il 7 agosto.
Dopo il fattaccio del 1 febbraio 2003, in cui il Columbia si disintegrò in seguito al dostacco di un pezzo di schiuma isolante che aveva danneggiato l’ala al decollo (sette astronauti morti), sarebbero state aumentate le misure di sicurezza (nuova schiuma da barba, un milione di miliardi di sensori per monitorare anche i capelli lasciati per caso dall’amante di uno degli astronauti sulla superficie esterna dello shuttle, etc.).
Scusate, stavo andando bene, sembravo serio, ma poi… poi ho letto che, nel caso di problemini gli astronauti potrebbero restare un po’ in vacanza nella stazione spaziale internazionale, aspettando che la navicella Atlantis li vada a riprendere.
E dalla stazione internazionale si vorrebbe un giorno iniziale l’esplorazione della Luna (dove non credo nessuno sia mai stato a parte, forse, un povero cane vagolante per il cosmo) e di Marte? Ma se non riescono neanche ad arrivarci!?
Penso che gli americani, qualche annetto fa, avevano tanti soldi da investire nel “programma spaziale” e, per carità, hanno fatto bene a spenderli (se li avessero spesi per migliorare le condizioni del terzo mondo, oggi non dovrebbero spenderli per le guerre sante, ma se non dovessero spenderli non potrebbero rilanciare la loro economia ed espandersi, quindi ho detto un’eresia).
Però ora non hanno fondi, e vanno nello spazio come io potrei girare in tutta sicurezza con una cinquecento a 130 in autostrada (ammesso e non concesso che ci arrivi, la cinquecento, a 130 km/h).
Vedete la mancanza di storia cosa comporta? Comporta che ci si dimentica di Icaro.

Pubblicato in Vita quotidiana da evileyes | 1 Commento »

starMissione di Su-Cesso

28 Luglio 2005 alle 21:48
evileyes

E così Berlusconi, da tempo morigerato nelle sue sparate, rompe finalmente gli indugi, e riscalda il clima (già abbastanza torrido, aggiungerei) con una perla delle sue.
Ci informa che “è un nostro dovere essere in Iraq” e, se anche non lo fosse, “perché dovremmo ritirare le truppe da lì e non dalla Bosnia e dal Kosovo?” (come dire, se sei una merda, perché dovresti puzzare poco? tanto vale che gli effluvi che tu emani siano qualcosa di mortifero).
E infine la chicca: “la missione è una missione di successo”.
Ora io mi domando e dico, ma che gli salta in mente? Su quali basi si fonda quest’idea distorta della realtà?
Ogni giorno in Iraq muore qualcuno, e se nessuno se ne fosse accorto, anche parecchi italiani non torneranno dalle loro famiglie.
La guerra è stata scatenata senza nessuna ragione plausibile (a parte, ehm, il petrolio?) e di armi di distruzione di massa non ce n’erano, a meno che Saddam Hussein non se le sia sparate su per il c… come supposte.
E poi mi rispondo che qualcuno che utilizza simbologie pseudo-religiose come “antica babilonia” per un’operazione militare che dovrebbe essere chiamata “antica tracotanza statunitense” non può non essere affetto da un grave virus, che di fatto ha colpito anche il nostro premier.
Ecco, visto che si chiama premier, gli darei un premio: un premio all’ignoranza storica. Quella frase (missione di successo) l’aveva forse detta qualcun altro prima di lui? Qualcuno che ha perso per strada qualche soldato italiano in mezzo alle dune?
Ma forse non occorre andare tanto indietro nel tempo. Basta ricordare l’Afghanistan e, se volete, leggete le pagine del seguente link:
digilander.libero.it/rivoluzionecom/Supplementi/2001/197  /Campagnaafghana2.html

Pubblicato in Guerra Globale, Ottimismo da evileyes | 1 Commento »

starCensura contro Nikon Club Italia

28 Luglio 2005 alle 11:18
evileyes

Non bastava la negazione della libertà di scegliersi una religione.
Non bastava l’allontanamento di Daniele Luttazzi dalla TeleInfezione, ops, televisione.
Non bastava la destra al potere.
Non bastava nemmeno più Maria De Filippi!!!
Adesso la potenza della censura delle Corporazioni si manifesta anche nei confronti delle libere associazioni su internet (vedi articolo su www.nikonclubitalia.it/public/forum/index.php?showtopic= 1899).
Quello che penso è contenuto nei versi, che cito, di una canzone di Dalla-De Gregori:
“E’ chiaro / Che il pensiero dà fastidio / Anche se chi pensa / E’ muto come un pesce / Anzi un pesce / E come pesce è difficile da bloccare / Perchè lo protegge il mare / Com’è profondo il mare - Certo / Chi comanda / Non è disposto a fare distinzioni poetiche / Il pensiero come l’oceano / Non lo puoi bloccare / Non lo puoi recintare / Così stanno bruciando il mare”.
Mostrare in pubblico la miseria delle loro turpitudini potrà contribuire a metterli in guardia. Non lasceremo che ci rinchiudano la testa nelle loro scatole. Non vogliamo la casetta in Canada!

Pubblicato in Internet e tecnologia, Povera Italia da evileyes | 5 Commenti »

starL’Aids uccide meno della sanità

27 Luglio 2005 alle 17:52
evileyes

Storace (ministro della salute) asserisce che, per contrastare l’Aids “prevenzione e ricerca sono le parole d’ordine”, ma, dato che definisce “allarmanti” gli ultimi dati sull’infezione, secondo lui è meglio fare più spesso il test, ovvero aggiunge che: “occorre sviluppare campagne di educazione mirate alla popolazione”.
In occasione della cerimonia per i 20 anni dell’Anlaids, anche il sottosegretario Domenico Di Virgilio assicura l’impegno del ministero.
Poi però si aggiunge una vocetta fuori dal coro: Ferdinando Aiuti, che ha inviato al ministro Storace una relazione dell’Aifa (che aveva redatto un documento in cui chiedeva all’I(stituto) S(uperiore) di S(anità) “precisazioni metodologiche su alcune procedure dello studio che l’Iss coordina”) sui test di sperimentazione del vaccino conto l’Aids, e gli chiede di istituire una commissione d’inchiesta per controllare “i singoli protocolli dei pazienti e anche dei singoli sieri confermati”.
Vorrei aggiungere anche la mia vocetta fuori dal coro. La mia preoccupazione è la seguente: data la proverbiale capacità gestionale della Sanità italiana, e l’altrettanto proverbiale bravura nel garantire condizioni sicure di gestione dei rischi legati ai materiali infetti, se aumentiamo il numero di persone che fa il test per l’Aids, il materiale ematico infetto, poi, che fine farà? E mi chiedo: sarà meglio preoccuparsi ora, prima di istituire una commissione d’inchiesta anche per questo?
Un ultimo appunto al buon Storace: ma come facciamo a sviluppare le sue campagne di educazione quando i referendum vengono boicottati dai clericali?

Pubblicato in Povera Italia, Vita quotidiana da evileyes | 1 Commento »

starIl dialogo e il soliloquio

25 Luglio 2005 alle 17:04
evileyes

Nonostante le mie radici, non sono mai stato molto attento alle questioni teologiche. In particolar modo, non ho mai inteso occuparmi delle dichiarazioni cattoliche o dei loro concili, delle loro encicliche o “istruzioni”.
Non essendo cattolico, penso che ogni commento potrebbe essere interpretato come una crociata di una religione contro un’altra, e non è così. Fatto sta che a farmi riflettere su queste cose è stata mia zia, che mi ha raccontato (a grandi linee) i capisaldi di questa istruzione “Dominus Iesus”.
Francamente sono rimasto allibito leggendo il testo pubblicato nel 2000 dalla C(ongregazione per la) D(ottrina della) F(ede), della quale Ratzinger era all’epoca Prefetto, ma ancor di più leggendo l’intervista rilasciata dallo stesso al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (svariati documenti illuminanti al sito www.ildialogo.org/Ratzinger/).
Spesso, per mia natura, tendo a portare il dialogo sul mio terreno, quando discuto. Vuoi per le letture di Schopenhauer, vuoi per la mia indole, fatto sta che è difficile combattere con me usando la sola lingua. Uso stratagemmi, il tono di voce… in poche parole, sostengo con forza le mie opinioni. Perché solitamente ci credo.
Ratzinger riesce però a superarmi: nega completamente il dialogo.
Conosco luoghi (ci sono cresciuto) in cui il protezionismo religioso era al limite del fanatismo. Spesso sentivo critiche aspre contro il cattolicesimo e i cattolici. C’è chi ha addirittura contato nel “Vicarius Filii Dei” il numero della bestia. Non ho intendimento sufficiente per poter prendere posizione in merito alla pericolosità di certe persone e delle loro asserzioni, ma sono certo che pretendere di possedere l’unica vera chiesa, di pregare l’unico vero Dio, sia un’ipotesi decisamente assurda, specialmente se tutta la “costruzione” teologico-politica della chiesa che pretenderebbe di ergersi sulle altre come l’unico passepartout per la salvezza si basa sulla “complicazioni affari semplici”.
Gesù, citato fuori luogo in questo discorso di Ratzinger, parlando ai discepoli, spiegava loro che se non fossero diventati simili ai fanciulli, non vi sarebbe stato posto per loro nel Regno dei Cieli. Non è pensabile che un ragazzino possa districarsi nei meandri labirintici e sapienziali del cattolicesimo e dei suoi dogmi. Non potrebbe quindi essere salvato “per grazia” o “per fede”, ma dovrebbe convertirsi, battezzarsi di corsa, dato che è responsabile del “peccato originale” fin dalla nascita e dopo se ne potrebbe riparlare.
Di cose da dirsi ce ne sarebbero tante. Io preferisco chiudere ricordando che il dialogo è animato da qualcuno che parla e qualcuno che ascolta, alternativamente e nel rispetto dell’altrui opinione. Se manca questo tutti, arroccati sui propri bei castelli, si farebbero dei bei voli pindarici nell’assoluta solitudine medioevale della propria ignoranza.

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