eXTReMe Tracker

dotArchivio Autore

starAcqua! disse il Cavaliere

19 Maggio 2007 alle 01:20
Spartaco

Televideo

18/05/2007 23:39

Berlusconi, lieve malessere dopo comizio

Subito dopo il comizio tenuto all’Aquila, Silvio Berlusconi ha avuto un attimo di mancamento e ha chiesto un bicchiere d’acqua.

Un’altra bottarella. Disse il pappicio (tarlo-ndr) “dammi tempo che ti foro”. Berlusconi deve essersi parecchio affaticato, ad arrampicarsi sugli specchi della sua ennesima “performance” sui brogli elettorali delle scorse politiche. Perchè pare fosse questo il tema centrale del suo comizio.

Qualcosa deve essere andato storto. Anche le agenzie sono confuse. Per esempio il tg1, che ha riportato frettolosamente la notizia nell’edizione della notte, ha detto che il Cavaliere ha chiesto un tè caldo. Non è escluso che questa sia una manipolazione di Riotta. Come a dire “sei un vizioso fino in fondo: da cardiopatico non rinunci a una bevanda notoriamente eccitante, infarcita di caffeina, quale appunto il tè”. Sicuramente ci sarà la rettifica di Bonaiuti: Berlusconi ha in realtà chiesto una camomilla.

Per noi fa lo stesso: acqua, tè o camomilla non risolvono la cosa.

E noi sappiamo aspettare.

Pubblicato in Il nano piduista da Spartaco | 12 Commenti »

starConfindustria e Sindacati, uniti nella lotta!

18 Maggio 2007 alle 01:17
Spartaco

Chiedo ancora una volta scusa agli amici del blog per l’intrusione che va a disturbare le giuste considerazioni su Berlusconi, il voto siciliano, Mastellone il ricchione, la pedofilia vaticana e la campagna antifumo. Ma mica ci si può sempre divertire. La realtà ti richiama all’evidenza, quando sei toccato da un problema.

Siamo al paradosso. Parlo della Ixfin, ormai condannata a morte certa. Nel resoconto della nostra trasferta romana (“Ixfin: Cronaca dal Palazzo” pubblicato il 10 u.s.) riportavo come la nostra unica speranza fosse rappresentata da un protocollo di intesa Ministero-Regione Campania che bloccasse il conto alla rovescia della magistratura fallimentare, che tempo 20-30 giorni a partire dal 9 maggio deve pronunciarsi in modo definitivo sul fallimento. Ebbene il preliminare “tecnico” per il protocollo, che si sarebbe dovuto tenere il 16, è saltato; è stato rinviato. Perché? Perché dice che i sindacati provinciali non sono stati invitati “alla tavolata” e si sono incazzati. Quando s’incazzano i sindacati provinciali è brutto: questi senza mezzi termini hanno detto che al Ministero ci sono persone poco serie, a cominciare da Borghini, con cui loro non vogliono avere a che fare. Non solo, ma Alfonso Gianni, che è il Sottosegretario, quello con cui noi abbiamo parlato, alla presenza di esponenti del sindacato nazionale, non se lo vogliono proprio cagare, come risulta dal comunicato stampa a firma CGIL-CISL-UIL di Caserta: “CGIL-CISL-UIL di Caserta chiedono pertanto alla Regione Campania, alla Provincia, all’Unione degli Industriali di rappresentare unitamente al sindacato l’esigenza di un incontro serio (sic!) con il Governo nella persona del Ministro Bersani per delineare un percorso di confronto su problemi la cui soluzione non può essere ulteriormente dilazionata e neanche affidata al protagonismo del burocrate di turno.”

Continua »

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 2 Commenti »

starMilano chiama Palermo

15 Maggio 2007 alle 22:18
Spartaco

“Cumannari è megghiu ca futtiri”
(don Vito)

Berlusconi ha organizzato tutto.

Quando prenderà il potere, darà subito il via all’operazione “Sicilia senza stretto”, tesa a congiungere fisicamente l’isola al continente, nella logica di una continuità politica e morale verso la terra che tanto ha dato per la sconfitta del comunismo e il trionfo della reazione.

Si tratterà di un’unica grande colata di calcestruzzo armato, che nel suo grigiore porterà il ricordo delle nebbie milanesi a rompere la monotona bellezza dell’azzurro mediterraneo.

Grazie agli ottimi rapporti con la Chiesa cattolica, guadagnati con il clericalismo e l’opposizione del Cavaliere a ogni libertà di atteggiamento, Berlusconi avrà man bassa in materia religiosa, che è notoriamente molto importante per il controllo delle masse e il loro mantenimento nell’ignoranza.

Sicchè la Madonnina smontata dal Duomo sarà collocata sulla sommità del monte Pellegrino e cambierà nome: da quel momento in poi sarà chiamata la “Madonnuzza” e i palermitani si crederanno veramente milanesi. Dal punto di vista economico non cambierà nulla, ma nascerà in loro la speranza.

Invece le reliquie di Santa Rosalia saranno traslate a Milano, in una imponente cappella nei dintorni di Arcore, eretta apposta per l’occasione a spese di Berlusconi che, consigliato dal papa, avrà drenato il necessario imponendo agli italiani una tassa sul celibato.

Continua »

Pubblicato in Politica da Spartaco | 2 Commenti »

starLa Sicilia, Lombardia del sud

15 Maggio 2007 alle 00:20
Spartaco

Così ha detto Berlusconi.

Sarebbe troppo semplice elencare le differenze tra le due regioni oppure, in una sorta di gioco al massacro, trovarne le identità perverse, per arrivare a un quadro di insieme che colpevolizzerebbe siciliani e lombardi.

Che non c’entrano.

Chi c’entra è ancora una volta Berlusconi, con questa ennesima “boutade” che ha portato l’orologio della storia un secolo e mezzo indietro.

Con questa battuta Berlusconi ci riporta ai tempi tristi della compiuta unità di Italia, quando i feudatari latifondisti, i baroni siciliani che tanto sangue innocente portavano sulla coscienza furono chiamati dall’allora regime sabaudo a entrare di diritto nel Parlamento italiano.

Leggetevi “Il gattopardo”.

Si realizzava così l’alleanza perversa tra l’oligarchia capitalistica del nord e l’aristocrazia fondiaria del sud, che tanti guasti ha portato alla nostra Italia. La questione meridionale esiste per quello.

Vergognati, Berlusconi.

Chi chiamerai per primo al tuo parlamento “lombardo”? Bernardo Provenzano o Totò Riina?

Pubblicato in Povera Italia da Spartaco | 12 Commenti »

starFenomenologia di Berlusconi

13 Maggio 2007 alle 12:35
Spartaco

berluska_incazzato.jpg

“Ahi! Signora Lòngari, mi è caduta sull’uccello”, disse Mike Bongiorno. Chissà se Umberto Eco ha preso spunto anche da questa memorabile gaffe per scrivere la sua “Fenomenologia di Mike Bongiorno”.

Il tema centrale del saggio è: come si può, a fronte di tanta scempiaggine, risultare in testa agli indici di ascolto? Eco tenta una spiegazione, che è più o meno la seguente: Mike Bongiorno è talmente sprovveduto che anche il più sprovveduto degli italiani, quando lo vede in azione, si sente superiore a lui. E gli porta simpatia.

Il professor Eco mi perdonerà se uso il suo stesso approccio metodologico per una “Fenomenologia di Berlusconi” che, nella pratica, ricalca quella di Mike Bongiorno.

Si sottolineano infatti diversi punti di convergenza tra i due illustri personaggi.

Continua »

Pubblicato in Il nano piduista da Spartaco | 28 Commenti »

starIxfin: Cronaca dal Palazzo

10 Maggio 2007 alle 11:32
Spartaco

Alfonso Gianni, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico, è una persona a modo. Disponibile, informale, si vede che ha portato una ventata nuova nel Palazzo fascista (artisticamente parlando) sede del dicastero. Lo stesso che andammo nel novembre del 2004, Berlusconi regnante, dove un Borghini in doppio petto, alla maniera dei suoi capi di allora e non come il Borghini “mazzolato”di ieri, accompagnò trionfalmente in una sala tutta stucco e legni “l’imprenditore” che in meno di due anni ci avrebbe “guidato” (si fa per dire) alla rovina.

Fatto salvo Gianni e il contesto climatico, lo spettacolo offerto dalla politica, presente in quella sede anche con la Regione Campania e la Provincia di Caserta, è stato estremamente deludente.

A cominciare dal rango assolutamente minore dei personaggi che erano stati mandati a rappresentarle. Liquidiamo subito i “legati” della Provincia, che hanno fatto scena muta: due soggetti a mezza strada tra il preposto comunale all’Annona e il cronista di un quotidiano di periferia. Ho scoperto che erano la Provincia solo alla lettura del verbale finale che li nominava, per cui me li sono fatti indicare.

Il pezzo forte è stata la Regione. Siccome non voglio infierire, perché la nostra sorte è anche nelle mani di questi figuri, dirò soltanto che il tizio presente ha chiesto tempo per la verifica di risorse regionali per ammortizzare un possibile triste epilogo della nostra vicenda. Che è assolutamente nelle premesse, come ipotesi sciagurata ma plausibile: per cui sull’argomento si poteva arrivare preparati.

Il quadro di insieme è di un sistema di interlocuzione politica fondamentalmente inerte, a tutti i livelli. Che fa finta di scoprire l’esistenza del problema nel momento in cui lo si espone. Che, una volta che il problema lo ha capito, dopo averglielo spiegato per l’ennesima volta, tira fuori soluzioni all’impronta, a braccio. Un po’ come il medico con il malato.” Ti fa male la testa? Prendi l’aspirina. Ah, è lo “scolo” che c’hai? Allora ci vuole la penicillina. No, adesso che ti sei spiegato ho capito: hai un tumore. Allora devi morire”.

Oggi parte il contatore della bomba del fallimento. Con la sentenza definitiva in tal senso saremo licenziati e sul caso Ixfin calerà il sipario. Grazie all’intervento della politica, ci è stato detto che il giudice ha regolato “il timer” in modo che la bomba scoppia al massimo tra venti/trenta giorni. Grazie, signori della politica, per averci abbreviato il calvario: come dicono a Napoli, che “la meglio morte è quella subbito”.

Intanto abbiamo realizzato, sempre a quel tavolo e dopo un’estenuante serrata sulla drammaticità della situazione, che, almeno a livello di principio, l’ordigno si può disinnescare. Che la zeppa nel meccanismo di sparo si può infilare. Con un piano congiunto Ministero-Regione che preveda un intervento di recupero e risanamento industriale dell’area di crisi, dove insiste la Ixfin. Il protocollo di intesa è alla firma, come è stato verbalizzato e come sarà riportato al giudice, tramite il curatore fallimentare presente al tavolo. Basterà questo a placare il Moloch?

Una cosa è certa. Questi signori della politica dormono, come si dice a Napoli, con la “zizza in bocca”. E’ IMPERATIVO mantenerli svegli. REGIONE E PROVINCIA debbono essere oggetto di nostra “amorevole cura”. Bisogna fare in modo che questo piano industriale abbia il massimo risalto, a livello locale. Bisogna pubblicizzarlo ai quattro angoli di questa nostra area sciagurata, da Mergellina al Chiatamone, dai Quartieri spagnoli al Ponte di Casanova. Perché, quanto maggiore sarà il risalto che gli verrà dato, tanto più vile e sporca sarà la carognata di un pronunciamento che ci getta definitivamente per via.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 8 Commenti »

starPugliese ladro è solo uno, come lui non c’è nessuno

8 Maggio 2007 alle 19:38
Spartaco

Un compagno e collega di grande stima e valore mi ha rimproverato del fatto che nei miei post dedicati alla Ixfin non compare mai per esteso il cognome “Pugliese”.

Mi ha fatto osservare che pur di non nominarlo ricorro a perifrasi e giri di parole, del tipo “i pi-grecisti”, i “farabutti avellinesi”, i “manigoldi irpini” e via di seguito.

E mi ha spiegato che non si tratta di una questione di reticenza, che si può più o meno condannare, ma di una finalità pratica che manca di essere perseguita: quella di agganciare Pugliese alla vicenda Ixfin almeno per i post che se ne occupano.

Come a dire se uno va su Internet e digita Pugliese i post non compaiono. Restano fuori del giro e perdono il loro potenziale offensivo, ammesso che ne abbiano qualcuno.

Per il rispetto che porto al compagno e al collega debbo dire come stanno le cose. E il perché lo faccio da qui si capirà fra poco.

Continua »

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | Nessun Commento »

starLa marcia su Roma

7 Maggio 2007 alle 19:37
Spartaco

Mercoledì 8 maggio andiamo a Roma. Non si sa in quanti saremo: la convocazione al Ministero per lo Sviluppo economico c’è e questo è un fatto importante. Si parlerà della Ixfin che mentre un potere dello Stato la vuole chiudere (magistratura fallimentare), un altro potere dello Stato (ministero) dice che esiste l’alternativa al fallimento. Che mentre un curatore fallimentare e un perito del tribunale dicono che la fabbrica non vale nulla, un avvocato dello Stato e un perito del ministero dicono che esiste dentro quel recinto (ammesso che torni a popolarsi) un patrimonio di conoscenza e di esperienze professionali senza pari. Ci è stato detto da parte del sindacato interno, nell’assemblea tenuta sotto il pino stamattina, che l’incontro sarà focalizzato sulla questione Ixfin: nel senso che non si metteranno in unico calderone i problemi dell’occupazione in Terra di Lavoro, le difficoltà della filiera bufalina e l’emergenza rifiuti.

I problemi vanno affrontati separatamente, come dice la legge di Pareto.

Come forse non si è fatto quando il governo è venuto in trasferta a Caserta, a fare cosa non si è capito, vista la situazione in cui siamo oggi. Addirittura dice che al tavolo al ministero sarà chiamato anche il curatore fallimentare. Il confronto tanto atteso: poiché qui non è in discussione l’autonomia dei poteri dello Stato ci aspettiamo che sia il potere esecutivo a indirizzare quello giudiziario. E’ vero, bisogna tutelare i creditori: ma non siamo noi lavoratori i primi creditori? Quelli che in questa vicenda ci stanno rimettendo tutto? La dignità, la salute e la famiglia? Dateci quello che ci spetta. Quello che ci appartiene di diritto: il nostro lavoro, in una fabbrica che ha funzionato e funzionava fino alla contestuale dichiarazione di fallimento, nonostante i guasti che i farabutti pseudo imprenditori avellinesi avevano perpetrato.

Se mercoledì saremo in molti, tanto di guadagnato. Se saremo in pochi, questo non sarà motivo per fermarci e farci rinunciare.

Perchè la cosa più bella è che alcuni di noi, come stabilito nell’assemblea sotto il pino, nomi e cognomi, saranno presenti al tavolo del ministero.

Da questo preciso momento parte il contatore: qualunque variazione rispetto alle cose che si sono dette, qualunque intralcio, qualunque sabotaggio sarà prontamente riportato su questo blog, senza guardare in faccia a nessuno e sputtanando una volta per tutte chi deve essere sputtanato. Come sarà riportato il resoconto preciso delle cose che si diranno. Se si diranno. Perché se non si diranno, siccome non ci saranno più assemblee a qualcuno potrebbe pure venire in mente di destinare il pino ad altri scopi.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 5 Commenti »

starVive la France!

7 Maggio 2007 alle 01:00
Spartaco

Stasera abbiamo avuto la conferma.

I due candidati all’Eliseo, madame Royal e monsieur Sarkozy, hanno concluso i rispettivi discorsi a risultato avvenuto esattamente alla stessa maniera: ” Vive la Republique, vive la France”. Per i Francesi, di destra o di sinistra, viene sempre prima la Francia. Poi vengono gli altri.

Non è l’eredità di De Gaulle, come qualche meschino personaggio della destra nostrana ha affermato. Piuttosto è la consapevolezza di aver in tempi recenti cambiato la Storia, con quella grande Rivoluzione di cui il mondo sarà eternamente riconoscente alla Francia. “Libertè, Egalitè, Fraternitè”. Che non è un’affermazione evangelica, di quelle religiose, che restano sulla carta o peggio si prestano ad opprimere maggiormente i diseredati.

I Francesi hanno dato l’esempio di come si possa e si debba passare dalle parole ai fatti: impiantando le ghigliottine, hanno fatto rotolare in capienti canestri le teste dei profittatori e degli sfruttatori, a cominciare dal Re, la Regina, i nobili, i preti e gli stessi rivoluzionari che si erano imborghesiti, in ossequio al principio che sarà poi ripreso da Trotzkj nella “rivoluzione permanente”.

Non solo, ma sono stati capaci di esportare la rivoluzione. Tutta l’Europa fu sconquassata dall’onda d’urto francese, al punto che i regnanti temevano per la loro vita. Dovettero coalizzarsi mettendo da parte le loro inimicizie e i loro reciproci rancori per battere la Francia e sopprimere per il futuro qualunque tentativo rivoluzionario, creando la Santa Alleanza.

Grande Francia. Condivido tutto, ma non mi piace l’Unione Mediterranea di Sarkozy. Il Mediterraneo è il mare che ci appartiene. “Mare nostrum”, lo chiamavano i Romani.

Questa iniziativa appartiene di diritto a Berlusconi.

E’ vero che i Francesi hanno confidenza con il Magreb, per via delle colonie. Ma il Cavaliere non è da meno: sta facendo corsi di “africanismo” full time a Sharm-El-Sheikh!

Pubblicato in Politica da Spartaco | 15 Commenti »

starQuando muore Berlusconi

5 Maggio 2007 alle 22:17
Spartaco

Quando muore Berlusconi non è come quando muore il papa. Morto un papa se ne fa un altro. Due o tre suore che piangono, il catafalco con il cadavere imbalsamato in piazza San Pietro e poi la fumata bianca, dopo qualcuna nera giusto per far scena. E poi via alla notte degli oscar, con l’affacciata al balcone.

Per Berlusconi sarà tutto diverso, tranne il cerone sul viso e il fard a cui non rinuncerà nemmeno da morto, per cui anche lui sembrerà imbalsamato.

Sarà una cosa memorabile, perché lo sconcerto si impadronirà di tutti.

Come quando morì don Mommo, in un paese della Calabria, che i ragazzi non furono mandati a scuola o come quando arrestarono a Casal di Principe un temibile capo-camorra dell’agro aversano, per cui la gente si riversò per strada chiedendosi smarrita: “ E adesso come faremo?”

Come faranno quelli che abitualmente usano Berlusconi come spauracchio? Quelli che dicono “fai il bravo, sennò viene Berlusconi”? Come faranno quelli che pur di sbarrargli il passo sono disponibili a confondere sinistra e centro, laicismo e clericalismo, mangiapreti e bacchettoni, ulivi e margherite, zitelle mai violate e femminazze assatanate?

La prima cosa che succederà è che si sfascerà il Partito Democratico, che nasce in funzione antiberlusconiana o comunque contro l’aggregazione che Berlusconi è riuscito a realizzare. Un po’ come gli Indiani della prateria, che si misero insieme per sconfiggere in battaglia campale il generale Custer e poi tornarono a farsi guerra tra di loro.

Mediaset scomparirà e si tornerà al monopolio della Rai: qualcuno sta anche pensando di abolire il colore e tornare al bianco e nero, perché è più suggestivo e fa onore al Neorealismo italiano.

Per gettare fumo negli occhi in nome di un falso pluralismo di pensiero e di opinione, l’attuale canaglia giornalistica berlusconiana sarà mantenuta in vita affidandola a Confindustria.

La cosa però potrebbe non durare molto, perché bisogna fare i conti con l’irresistibile vocazione degli italiani a portare al potere le figure da avanspettacolo. Il loro gusto per la macchietta non ha limiti. Lo hanno fatto per Berlusconi, lo fecero per Mussolini inframmezzati da ciccioline e altri personaggi su cui conviene stendere un velo pietoso. Per cui non è detto che morto Berlusconi non ne venga poi un altro. Fiorello è in agguato.

Pubblicato in Il nano piduista, Povera Italia da Spartaco | 39 Commenti »