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dotArchivio della Categoria 'Berluscones'

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starChe due coglioni la democrazia, vero Silvio?

7 Ottobre 2009 alle 18:27
calogero

La Corte Costituzionale ha bocciato il lodo Alfano. Bene. Le cene non sono servite. La democrazia ha ancora i suoi paletti e l’uomo più potente d’Italia trova ancora qualche regola che non può calpestare a piacimento. Gli azzeccagarbugli e le loro formule capziose (primus super pares, ma per favore) sono stati sbeffeggiati dalla suprema corte.
Che due coglioni la democrazia, vero Silvio?

:celebrate: :celebrate: :celebrate: :yeah: :yeah: :yeah:

PS Bossi adesso trascinerà il popolo?? Io ho la risposta: :fkoff:

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starPermettereste a vostra figlia adolescente di accettare una relazione, ancorchè platonica, con un vecchio miliardario di 72 anni?

27 Maggio 2009 alle 19:26
calogero

“Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest’uomo? Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi”. Dario Franceschini torna ad attaccare Silvio Berlusconi. Evocando, pur senza citarla direttamente, la vicenda di Noemi Letizia riguardo alla quale il premier continua a non voler rispondere alle domande poste da Repubblica. [repubblica.it]

Secondo me papi i figli manco li ha allevati. Uno che ha dovuto telefonare ai figli per avere conferma se era o non era andato ai loro compleanni, se avevano o non avevano fatto la festa, i figli manco li conosce. Più probabilmente sono stati sbattuti da una signora Rottermaier all’altra, tra maggiordomi e scuole private.
Io piuttosto mi chiedo se qualcuno di voi farebbe fare alla propria figlia quello che i signori Letizia hanno fatto con la loro. Fareste frequentare a vostra figlia un vecchio miliardario ultrasettantenne?

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starBeppino Englaro cittadino onorario di Firenze. Esce dall’aula del comune il PdL: la libertà di essere servi è assicurata

30 Marzo 2009 alle 20:40
calogero

“La cittadinanza onoraria di Firenze consegnata oggi a Beppino Englaro è in realtà stata consegnata ad Eluana, che era ribelle come è ribelle da sempre Firenze”. Così il padre della ragazza morta dopo 17 anni di coma ha ringraziato il Consiglio comunale fiorentino che oggi, riunito in seduta straordinaria, gli ha consegnato il riconoscimento e il Giglio d’Oro. [repubblica.it]

E fin qui tutto bene. Solo che -continua l’articolo- “all’inizio della cerimonia i consiglieri comunali del Pdl sono usciti dall’aula per protestare contro il conferimento dell’onorificenza”.
Nel popolo della libertà, club appena fondato un giorno prima, non c’è nemmeno uno che sia onesto portatore del pensiero liberale. Non si capisce davvero di che libertà parlino. Loro, o chi per loro, si immagina uno stato nel quale non sei libero di morire come ti pare. Anzi, sembra che per loro, più che morire, si debba crepare intubati.
I consiglieri della PdL, sono “liberi di pensare” come credono, ma per cortesia non ci prendano per il culo riempendosi la bocca con la parola libertà di cui non conoscono il significato, loro sanno solo obbedire ciecamente agli ordini calati dall’alto. Non ci vengano a dire che tutti loro sono d’accordo con la legge sul non-testamento biologico, quando le statistiche dicono chiaramente che la stragrande maggioranza del popolo italiano, incluse le persone che li votano,  è contraria alla legge appena votata al Senato e vorrebbe avere l’opportunità di scegliere. Perché dove si può  scegliere, la si che c’è un principio di libertà.

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starberlusconi mette fine alla destra italiana. neanche il pci ci era riuscito

29 Marzo 2009 alle 22:28
calogero

Solo Gianfranco Fini ha dimostrato di avere spina dorsale e nel suo intervento ha sollevato qualche questione, parlando di società multietnica e attaccando il testo appena discusso in senato sul testamento biologico, bollato come degno di uno stato etico e non di uno stato laico. Questioni alle quali il nano ha prontamente non-risposto. Il resto è la cooptazione degli uomini che già da tempo hanno dimostrato di essere -a livello dorsale- delle lische di pesce. Un branco di inutili (per il Paese) yesman.

Scenografie, mega schermi, prime file di giovani di bella presenza, si dice, ma sono malignità, selezionati per l’occasione. Colonna sonora che spazia dall’inno nazionale all’inno alla gioia, per terminare con l’imbarazzante meno male che il nano c’è“. La solita retorica anticomunista e la richiesta di cambiare la costituzione nella sua seconda parte: l’ordinamento della Repubblica, ossia il Parlamento e la formazione delle leggi, il Presidente della Repubblica, il governo, la pubblica amministrazione, la magistratura e le norme sulla giurisdizione, le garanzie costituzionali e la Corte Costituzionale. ‘Na cazzata insomma.

Il nuovo partito, appena nato è solamente l’allargamento, la fagocitazione dell’alleato AN. Un’operazione acritica e svoltasi senza intoppi, Fini a parte. Tutto secondo copione, un copione scritto per l’occasione e con un solo protagonista, senza un reale dibattito, una possibile linea programmatica alternativa.
E questa roba qua, piaccia o meno, ci governa e ci governerà ancora per molto tempo.

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starMinistri meritevoli

2 Gennaio 2009 alle 12:43
er mahico

Per non dimenticare i grandi meriti di questo governo progressista, liberista e capace di cose impossibili, vorrei ricordare agli amici lettori, che anche hanno qualche amico o parente nel ramo dell’agricoltura, chi per ora decide leggi e risorse per questo settore.
Il nostro ministro dell’agricoltura è un tale chiamato Luca Zaia.
Visto che sono noti a tutti i successi contro (si fa per dire) la pesca a strascico e la caccia, che abbiamo visto essere sull’orlo di estinguersi, sopratutto al sud, vorrei analizzare insieme a voi il passato vincente e illuminante di un’intelligenza immensa dedita alla comunità.
Prima infatti l’onorevole Luca Zaia era Consigliere Provinciale e Assessore all’Agricoltura di Treviso. Come esempio di genio e pulizia low cost dei bellissimi argini stradali ha ben pensato, vista la sua lungimiranza strategica e la grande passione per gli animali, di cui vanta numerosi titoli. accademici, ha ideato questo singolare modo di prendere cura del decoreo stradale.
Mettere i muli e le caprette al posto degli operai per eliminare l’erba alta lungo gli argini.
Vi lascio qualche minuto per ridere, ma c’è da piangere.
Il costo di tale operazione è stato 5 volte quello del servizio degli esseri umani rispetto agli amici a 4 zampe, le caccazze nelle strade sono state smaltite con extracosti, la gente al posto dell’erba vedeva mosche zanzare e pulci.
L’ecosistema Zaia nonostante la gran cura nel progetto è miseramente fallito.
Dopo questa perfomance di alto calibro ambientalista, economico e concimante, è stato fatto Ministro dell’agricoltura.
Auguri per altri anni di lavoro al nostro Ministro Leghista, e speriamo che per Napoli non abbia suggerito niente.
Nella foto, protesta sindacale di un rappresentante della nuova figura professionale.
lavoratore precario

Un piccolo link per approfondire la lettura: cliccate

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starL’ultima porcheria governativa: la salva bancarottieri. Per capire (se ce ne fosse ancora bisogno) chi è davvero Silvio Berlusconi e che interessi difende

9 Ottobre 2008 alle 09:56
calogero

Leggete questo articolo su Repubblica. E’ una cosa strettamente necessaria.
Io sono rimasto semplicemente allibito. Si perché, anche se da Berluconi mi aspetto ormai di tutto, comunque ogni volta rimango stupito dal nuovo passo verso la depenalizzazione di reati che invece meriterebbero 20 anni di galera. Perché questa gente ha fottuto i risparmi agli investitori gettandoli sul lastrico, perché ha messo in pericolo posti di lavoro, perché ha giocato con la vita e il destino delle persone.

In questa drammatica vicenda emergono poi due cose fondamentali per la vita democratica del Paese: primo l’importanza della libertà di stampa, perché è la signora Gabbanelli che si è accorta del misfatto con una sua inchiesta giornalistica. Secondo la necessità  di un’opposizione forte che eserciti un controllo serrato su questo disgraziato governo. Perché nessun parlamentare dell’opposizione si era accorto dell’inghippo. Quindi il signor Veltroni sarebbe il caso che iniziasse a battere qualche colpo e a fare il suo mestiere come si conviene. Altrimenti davvero qua non si sa come va a finire.

Pubblicato in Berluscones, Capitalismo all'italiana, Povera Italia da calogero | 67 Commenti »

starBossi critica aspramente la Gelmini. Prove governative di unità, stima e reciproco rispetto

8 Settembre 2008 alle 21:41
calogero

A dar fuoco alle polveri ci pensa Bossi che, intervenendo a un comizio a Torino, prima esprime la sua idea sul maestro unico: “E’ facile, se è un cattivo insegnante, che rovini il bambino“. Poi parla del ruolo del ministro dell’istruzione: “Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l’odore della polvere“. Cosa che la Gelmini non ha fatto. Infine boccia la novità introdotta dalla Gelmini: “Quando non ci sono i soldi bisogna aguzzare l’ingegno. Costa un sacco di soldi in meno, onestamente, e in un momento in cui non ci sono soldi è normale che salti fuori anche (la proposta, ndr) l’insegnante unico. Ma se c’è un solo insegnante è facile che si rovini il bambino”. Poi conclude tra gli applausi: “La scuola la prossima volta, magari, la chiederà la Lega”.
[repubblica.it]

La sensazione nettissima, appena ho letto le dichiarazioni di Bossi, è che ci fosse qualcosa di malinconicamente autobiografico. Essendo chiaro a tutti, che siamo di fronte a uno scherzo della natura, in questo caso se non ha sbagliato Dio, non hanno sbagliato i genitori, sicuramente è mancato il ruolo educativo della maestra elementare. Che tragedia.
Colpisce anche il candore con cui Bossi rivela che il piano di riforma del maestro unico, cela solamente la necessità di tagliare la spesa pubblica, senza minimamente preoccuparsi, in realtà, delle conseguenze che potrebbero avere certi cambiamenti sulla formazione dei bambini italiani.
L’Umberto svela le ragioni di un cambiamento tanto radicale con la certezza che la cosa non avrà conseguenze. “Seghiamo l’istruzione dei vostri figli per fare cassa, tanto di loro non ce ne frega un cazzo“. Avesse detto così sarebbe stato lo stesso. Ma noi sappiamo che, di fronte a certe dichiarazioni, l’elettorato dodicenne del centro destra non fa una piega e che ormai Bossi non lo caga nessuno. Se ne sta li a fare lo spaventapasseri, gli danno una pacca sulla spalla e un buffetto ogni tanto per farlo contento, e non mi stupirei se, alle cene a casa di silvio mangiasse nell’angolo, col cucchiaio di legno e una ciotola infrangibile.

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starMillemila fans per Silviolo

11 Aprile 2008 alle 19:50
qirex

Presidente siamo con teee, menomale che Silvio c’èèèèè.
Con queste bellissime note, si è chiuso ieri sera il comizio del piccolo Silviolo, il nano mafioso. Sotto l’arco di trionfo a Roma, ieri si è svolto il comizio finale del PDL. Attese milioni di persone, arrivate diecimila (anche meno). Comunque non è il numero di presenti che conta, ma quello che si dice.
La kermesse comica è iniziata con il candidato sindaco di Roma, Gianni Alemanno. L’ex picchiatore fascista (oggi al soldo del nano) ha affascinato la folla oceanica con la sua verve. Al grido di slogan amichevoli come “via gli zingari dall’Italia”, e qualche altra battuta di spirito ha intrattenuto i romani nell’attesa dell’ormai ex presidente del partito-coerenza AN, Gianfranco Fini. Gianfrancolo ha ancora la faccia di farsi vedere in pubblico… ma per provare vergogna sta gente che deve fare. Ma ve lo ricordate a maledire Silvio in tutte le salse? Masticava chewing gum alla polvere da sparo, con uno sputo avrebbe potuto incenerire chiunque. All’epoca. Oggi il viva-la-coerenza, fa il cagnolino da riporto al padrone Silviolo, che da buon nano è più basso del suo segugio. La gag più bella di Gianfrancolo è quando dice: “ci sono momenti in cui la Patria viene prima del Partito”… sarà per questo che si sono alleati con i leghisti che si puliscono il culo col tricolore?
La platea sconfinata ormai è stanca, vuole il suo idolo nano… Silviolo!!! Ed eccolo finalmente che si staglia contro l’arco di trionfo. Sembra l’imperatore Costantino. Il leit-motiv è come sempre diverso, del resto Silviolo ci ha abituati a cose sempre nuove. Ed eccolo che parla di sicurezza, ici, tasse basse, Veltroni bugiardo, le donne che ama al di là di ogni ragionevole dubbio. Poi alla fine delle gag parte l’inno di Mameli (che andrà in pensione) e poi il suo successore Menomale Che Silvio C’è.
Dopo il comizio inizia l’agonia del bagno di folla. Vediamo un po’ chi c’era ieri al megaraduno di silviofili. Abbiamo sempre il solito gruppetto di casalinghe, che inneggiano all’ottimismo. Al di là di qualsiasi cattiva notizia messa in giro dai comunisti: il debito pubblico, il lavoro precario, sono cose che non esistono. Appena arriva Silviolo vedrete. Dopo le casalinghe è la volta delle ragazzine, che hanno in camera un poster di Silviolo scala 1:2 (quello a grandezza naturale era troppo piccolo). E poi, il capolavoro. Un padre passa il proprio bambino a Berlusconi, che lo bacia benedicendolo. “Diventerai ricco”, farfuglia il padre abbagliato dall’unzione del pargolo.
Presidente siamo con teee, menomale che Silvio c’èèèè.

www.repubblica.it/2008/04/sezioni//berlusconi-comizio-fi nale.html

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starPorta tu che porto io

27 Marzo 2008 alle 10:20
marco

Sullo scontro televisivo fra i due aspiranti capi del governo ci sarebbe molto da dire. C’è chi lo aspetta con ansia, chi sinceramente s’è scocciato. Io appartengo alla seconda categoria.
La goccia che ha fatto traboccare il mio vaso è stata la sfuriata del “cavaliere” che, in seguito all’annullamento della puntata di “porta a porta” (per par condicio), sbotta con un’affermazione decisamente oscena: “la prepotenza della sinistra“. Ma con quale diritto? Con quale coraggio? Come gli salta in mente di uscirsene con una sparata del genere quando lui stesso ha usato la televisione non solo per vincere le elezioni, ma addirittura per cacciare giornalisti del calibro di Enzo Biagi? Perché non lo si punisce adeguatamente? Una volta di più sono a sfavore del buonismo e del fairplay della sinistra moderata. Se fossi stato direttamente coinvolto (se fossi - orrore - Veltroni) gli avrei risposto di chiudere la bocca e di ricordarsi di quello che ha fatto a Biagi.
Per questo, secondo me passano in secondo piano le stupide offese, in tema di sondaggi: “la vecchia ricetta stalinista, tre bugie ogni due righe” (ma proprio lui, che non riesce a dire la verità neanche se ci casca?), e sulle pensioni: “proposta fatta a vanvera, ci ha copiato male perché non tiene conto nemmeno della disponibilità di bilancio” (ma proprio lui, per conto del quale ancora sentiamo parlare a sproposito il suo amico inventore Tremonti).
Ma su certe cose proprio non riesco a passare. Sul ribaltamento della realtà a proprio uso e consumo non riesco a passare. Sull’utilizzo degli incarichi parlamentari per salvare se stessi e company non riesco a passare. Ed è per questo che non mi piace il fatto che non siano stati portati avanti nel giusto modo certi processi…

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starBice Biagi: L’editto ci fu eccome. Politici e cani da guardia in democrazia

8 Novembre 2007 alle 15:31
calogero

L’editto bulgaro c’è stato: qualcuno a volte ha delle botte di amnesia, mio padre invece è rimasto lucido fino alla fine. Il ritorno in Rai è stato l’ultimo regalo che gli ha fatto qualcun’altro che si è mosso”. Lo ha detto Bice Biagi, una delle due figlie di Enzo, ai funerali del padre a Pianaccio.
[corriere.it]

Ho trovato Berlusconi oltre i limiti del patetico nelle sue dichiarazioni sulla vicenda dell’Editto bulgaro. Tutto affannato con malcelato imbarazzo sosteneva davanti ai microfoni, con l’aria di uno che voleva essere altrove, che il caso era stato montato ad arte, che insomma, anche questa volta noi tutti si era stracapito. Che stupidi!
Certo, sono i momenti più difficili per Silvio. Quando tutto il Paese rende omaggio ad un giornalista, esempio per tutta la categoria per stile e onestà intellettuale, tu vieni accostato a lui per avergli detto che aveva fatto un uso criminoso della televisione… Invece siamo qua a sorbirci la solita miserabile scusa che magari a destra qualcuno ancora se la beve, ma che da questa parte a sinistra, suona ormai come un fastidioso disco rotto. Questa volta qualcosa di più che fastidioso.
Oggi che Enzo Biagi non è più qua, ha lasciato il testimone della sua indipendenza ad altri, altri giornalisti che dovranno loro essere i cani da guardia del potere politico, economico e della democrazia. La cosa più fastidiosa per un uomo di potere, specialmente se abituato ad essere obbedito e non contraddetto.
Così, l’altra sera ho guardato il TG1, per vedere se il cane da guardia in turno, con una della figlie in collegamento aveva colto gli insegnamenti del maestro. E sono rimasto deluso. Per il Riotta e il Tg1, Biagi se ne andò dalla Rai, non fu messo alla porta. Del volto di Berlusconi che da Sofia lo accusava di uso criminoso della televisione pubblica pagata da tutti (assieme a Santoro e “come-si-chiama-quell’altro-Luttazzi), manco l’ombra, nessun accenno. Un episodio che non meritava di essere menzionato.
Che brutta sensazione. Il cane da guardia se n’è andato e al suo posto sono rimasti altri cani… da compagnia.

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