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dotArchivio della Categoria 'Capitalismo all'italiana'

(Il peggio del capitalismo unito al peggio dello statalismo)

starIl Web 2.0 crea valore aggiunto…

31 Luglio 2007 alle 13:22
remix

… ma qui da noi se ne accorgono in pochi.

Prologo
E’ appena uscito uno studio di Forrester Research, nel quale si scopre come le aziende (americane) abbiano iniziato ad applicare il tradizionale ROI (Return On Investment = ritorno dell’investimento) agli strumenti di Web 2.0.

La faccenda è interessante: significa che di fronte a RSS, podcasting, blog e social network ci si pone il problema se possano essere strumenti che creano valore aggiunto per l’azienda. Il 63% delle aziende del campione analizzato utilizza il tradizionale ROI per la valutazione, mentre il 14% si dichiara per nulla interessato a queste tecnologie. In ogni caso le aziende che hanno integrato questi strumenti nel loro business hanno avuto maggiori risultati in termini di profitto rispetto alle altre.

La storiella di remix
Ed ora passiamo dalle stelle alle stalle. Due settimane fa stavo concludendo la grafica per il sito web di un tour operator. La proposta arrivata dagli sviluppatori era di integrare le mappe di Google nelle schede degli hotel o dei villaggi turistici. In pratica tutte le strutture avrebbero avuto la loro mappa: precisa, dettagliata e a costo zero.

Risposta del direttore: non mi piace vedere il logo di Google, sembra che non abbiamo i soldi, farò disegnare tutte le mappe in formato vettoriale da un grafico.

Signor direttore, quando tra due anni il grafico avrà finito di disegnarle le mappe, vorrà parlare di ROI e strumenti del Web 2.0?

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Internet e tecnologia da remix | 7 Commenti »

starIl lavoro a chi lo do?

6 Luglio 2007 alle 11:36
qirex

Non so quanti di voi sappiano, ma in questi giorni è stato firmato un accordo tra Finmeccanica-Alenia Aeronautica e la Sukhoi Civil Aircraft Company. Questo accordo è per la costruzione e la vendita di un nuovo aeroplano italo-russo, il Superjet 100, un aereo passeggeri per il trasporto regionale da cento posti. Detto aereo sarà costruito e assemblato in Italia da Alenia Aeronautica, e venduto nel mondo dalla SuperJet International, nata dalla joint venture tra Alenia e Sukhoi.
Buone notizie quindi per l’aeronautica civile italiana, che sembra aver voglia di uscire dalla fase di stallo che si protrae dal famoso 11 settembre.

Arriviamo ora alle notizie dolenti e tutte italiane.
Visto che ormai siamo sicuri di doverlo fare, l’aereo, resta da capire dove farlo. Si perchè sul dove ci sono forti polemiche. Ci sono due possibilità.
Una è il famoso “polo d’eccellenza” napoletano dove Alenia possiede svariati stabilimenti, e dove a detta dei napoletani, risiede il cosiddetto know-how richiesto per fare questo mestiere. Effttivamente nel napoletano c’è una consistente fetta di ingegneria e costruzione del mondo Alenia.
L’altra possibilità è il sito di Venezia, sito che a partire dall’anno prossimo sarà in gravi difficoltà (gia lo è) per quanto riguarda le commesse di lavoro. A Venezia non c’è un polo aeronautico, e l’Alenia Aeronavali (dove lavoro io) è un’autentica mosca bianca.

Know-how napoletano a parte, l’azienda sembrava aver puntato gli occhi proprio sul sito veneto, visto il calo di lavoro che dovrà affrontare. I napoletani sono quindi sul piede di guerra, anche perchè la commessa italo-russa ha una durata ventennale, e ovviamente sono in ballo tantissimi soldi.

A complicare le cose ci si mettono i nostri baldi deputati, che in quaranta (sia di destra che di sinistra) hanno presentato una mozione con la quale si chiede al governo di fare pressione (attraverso Finmeccanica) affinchè il lavoro se lo aggiudichi Venezia anzichè Napoli. Di parere diverso sembrano i parlamentari e politici campani (ovviamente in maggioranza DS).
Ci risiamo, la politica che mette il naso dove non dovrebbe.
Io non sono un “dietrologo”, ma questa mozione mi sa tanto di un atto agitatorio per il “nord che produce”. In modo che l’opposizione possa cavalcare l’onda del malconento veneto qualora la commessa andasse a Napoli (cosa abbastanza probabile se leggiamo la faccenda come sviluppo per il sud). Come cazzo è che in mezzo ai firmatari ci siano anche parlamentari di sinistra? Possibile che nessuno di loro abbia pensato almeno per un momento in modo “dietrologico”?
Se i politici si facessero i cazzi propri, la cosa sarebbe di semplicissima soluzione, basterebbe spacchettare il lavoro in modo da rendere tutti contenti, magari concentrando la progettazione e la costruzione a Napoli e l’assemlaggio e la consegna a Venezia.
Invece no, dobbiamo romperci i coglioni a fare polemiche inutili sul nord che “lavora” e sul sud che “ciuccia” soldi.
Ho la nausea.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana, Politica, Povera Italia da qirex | 5 Commenti »

starI nuovi padroni

9 Giugno 2007 alle 15:17
Spartaco

Secondo voi, come fa una banda di delinquenti a insediarsi in un sito industriale?

Io lo so perché l’ho visto almeno un paio di volte. La prima volta quando siamo diventati Finmek. La seconda quando ci hanno fatto diventare Ixfin.

E’ vero che Bush sta a Roma e la questione passa in secondo piano.

Ma Bush se ne va in fretta anche per via di una fastidiosa cacarella, definita “disturbo intestinale” dal telegiornale: pensiamo noi sicuramente dovuta alla forzata astinenza dagli hamburger di balena che sono soliti mangiare in America.

E noi restiamo con i nostri problemi.

Tanto vale parlarne.

Allora: come ha fatto Fulchir a impadronirsi di così tante aziende e portarle alla rovina e mettere fuori causa qualcosa che assomiglia a seimila lavoratori?

Con la copertura politica. Ma non è questo l’argomento. Io voglio portare un contributo di costume. Voglio portare una testimonianza sul modo come il film si è svolto , indipendentemente dalla sostanza.

Sicchè quella mattina un’Alfa Romeo ha varcato il cancello della fabbrica senza arrestarsi in portineria. Senza che gli occupanti si facessero riconoscere. E’ filata dritta alla Palazzina Uffici, fermandosi a pochi centimetri dalla porta principale.

I guardiani le hanno corso dietro: anche se somigliano ai carabinieri, com’è giusto che sia, i guardiani hanno subito capito che quelli scesi dalla macchina erano i nuovi padroni.

Che si sono avvicinati a uno dei pini di fronte alla Palazzina. E hanno cominciato a guardare il tronco.

La fabbrica non gli interessava, per loro era una scocciatura. Ne avevano ricevute alla stessa maniera almeno altre tre o quattro negli ultimi tempi (Santa Maria Capua Vetere, Ronchi dei Legionari, Avezzano, Chieti, Aversa) e la cosa cominciava a infastidirli.

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Pubblicato in Capitalismo all'italiana da Spartaco | 10 Commenti »

starNozze d’argento. In crociera? No, in galera

8 Giugno 2007 alle 16:09
Spartaco

PADOVA -Si preparavano ad assaporare da domani gli agi di una crociera di lusso nel Mediterraneo, ma Carlo Fulchir, 45 anni, e la moglie Doris Nicoloso, proprietari del Gruppo Finmek, da oggi possono godere solo delle comodità, meno confortevoli, concesse da una cella del carcere. (fonte Ansa).

Dunque volevano prendere la nave, i Fulchir, alla faccia dei lavoratori che hanno buttato sul lastrico. Chissà cosa volevano festeggiare: forse i 25 anni di matrimonio. Lui ha 45 anni: siccome non ha perso tempo a studiare (ha il diploma di terza media), è possibile che a vent’anni si sia sposato. Come insegna Berlusconi: bisogna fare la grana. Per la cultura c’è tempo. E poi, se si ha la grana, il Bonaiuti di turno lo si trova sempre, per farti fare bella figura a raccontar parabole al posto tuo.

Tornando ai Fulchir, da dove potrebbero aver preso i soldi per pagarsi il biglietto? Sono possibili le seguenti ipotesi:

1. Dai 150 milioni di euro distratti dalle casse delle società del gruppo
2. Dai 650 milioni di euro di falsi bilanci
3. Dai 17 milioni di euro riciclati in forma di pagamenti di fatture fittizie
4. Dai 7.5 milioni di euro ricevuti dal Ministero per le attività produttive per ampliamenti industriali mai realizzati
5. Dai 3.5 milioni di euro in forma di aiuti pubblici per insediamenti produttivi mai realizzati.

Le Fiamme gialle gli hanno rovinato la festa. Però per la galera hanno avuto un trattamento di riguardo. A lui lo hanno rinchiuso a Padova: chissà se dalla cella si vede Sant’Antonio. Tra qualche giorno è la sua festa, potrà approfittarne per chiedere “la grazia”. Lei è andata ancora meglio. L’hanno portata a Venezia. Non dall’oblo’ di una cabina di lusso, ma attraverso gli scacchi dell’inferriata, il mare lo vede lo stesso.

Attendiamo lo stesso esito per il caso Ixfin. Con la coppia che va in galera il giorno avanti la crociera per festeggiare il primo anno di matrimonio. Lui ad Avellino e lei a Napoli. Però da Poggioreale non si vede il mare.

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starQuesto Corpo è assai speciale! Qual che sia il generale

7 Giugno 2007 alle 16:48
Spartaco

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Solo uno sprovveduto come La Russa, annebbiato dalla propaganda autoritaristica e guerrafondaia cui si è allevato, può pensare che un generale, per quanto Speciale, possa rappresentare un baluardo da difendere a ogni costo.

La Storia insegna che la differenza non la fanno i generali, ma quelli che gli stanno sotto; quelli che sono in prima linea e combattono la battaglia del bene comune mentre i generali (gli italiani in particolare) se ne stanno “imboscati” nelle retrovie, a godere della loro condizione o a brigare per procacciarsene una migliore.

Onore agli uomini delle Fiamme Gialle!

Onore a questo Corpo, che con i fatti ha spazzato le strumentali e artificiose polemiche di questi giorni, assicurando alle patrie galere la banda di grassatori responsabile del disastro “Finmek“.

“Roma si riscatta col ferro, non con l’oro”, gridarono i nostri Padri ai barbari di una Padania di cui Calderoli, novello Brenno, vuol rinnovare le rozze costumanze.

Col ferro le Fiamme Gialle hanno riscattato quelle polemiche: il ferro delle sbarre e dei catenacci dove giacciono rinserrati gli sfuttatori, i malversatori, gli affamatori dei lavoratori.

La banda Fulchir è in prigione: il capo, il fratello del capo, la moglie del capo, il servo sciocco del capo. Tutta gente che ho conosciuto, durante il triste calvario della Ixfin.

Quando si chiamava ancora Ixtant. Dalla mattina alla sera ci ritrovammo nelle mani di questi barbari, senza ragioni e senza spiegazioni.

Con noi peggio della malta nella “caldarella”, nel secchio del muratore, pronta a essere sparpagliata al primo colpo di cazzuola, dove càpita càpita.

Ho sentito vicina la fine e mi sono piegato al “politico” del territorio, facendo anticamera, raccomandandomi ai suoi portaborse, per potergli spiegare, per invocare una protezione per tutti noi, in nome del nostro lavoro, per le nostre famiglie.

“Proprio ieri ho parlato con Loreto…” disse il politico.

Loreto è il fratello di Carlo Fulchir. Ricordate la tabella che I Bassotti portavano sulla maglia? Uno è il 670-711. L’altro è il 670-712.

Il politico invece è uno di Forza Italia, di Marcianise (Caserta).

E’ ancora a piede libero. Spero tanto sia il 670-713.

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starGood news: Crac Finmek, 8 arresti per bancarotta!

7 Giugno 2007 alle 11:41
swampthing

Il Nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Venezia sta eseguendo dalle prime ore di oggi 8 ordinanze di custodia cautelare e 15 perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta della magistratura di Padova sul crac Finmek da un miliardo di euro. Tra gli indagati figura Carlo Fulchir, 45 anni, di Buja (Udine), che secondo le prime notizie era stato ex consigliere economico di Pierluigi Bersani nel primo governo D’Alema. (cosa falsa dicono ndr).

I militari delle fiamme gialle stanno operando tra le province di Padova, Venezia, Milano, Udine e Roma. I provvedimenti sono stati emessi dal gip Cristina Cavaggion su richiesta del pm Paola De Franceschi. Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato, aggiotaggio, e malversazione ai danni dello Stato.

L’operazione di oggi è la conclusione di due anni di indagini svolte tra 8 stati esteri, che hanno coinvolto 100 società, vagliato 11 mila istanze di creditori, controllato 700 conti correnti bancari e attraverso anche 18 mila ore di intercettazioni telefoniche. Lo scorso aprile i finanzieri avevano sequestrato beni per 15 milioni di euro. Il crac mise sulla strada quasi 6 mila dipendenti. Le società coinvolte nel fallimento, e tutte parti del gruppo, sono dislocate tra Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Lombardia, Sardegna e Campania. Tra le più note Telit, ex Olivetti, Italtel, Magneti Marelli, Ixtant e Ixfin.
[corriere.it]

l’articolo completo: www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/07/f ulchir_arrestato_collaboratore_bersani.shtml

LEGGETEVI GLI ARTICOLI DELLA CATEGORIA “CAPITALISMO ALL’ITALIANA”. C’ERA GIA’ SCRITTO TUTTO!!! :ok: :cccp:

ps. Tra gli indagati c’è anche Roberto Tronchetti Provera, fratello di Marco.

update:
chi  è Fulchir? è di sinistra? uno che  finanziava il Domenicale,  giornale di Dell’Utri vicino a Forza Italia, non penso sia di sinistra.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da swampthing | 9 Commenti »

starPiove! Governo ladro

20 Maggio 2007 alle 02:14
Spartaco

Questa battuta me la ricordo. Quando ero ragazzino, nel paese, campeggiava d’inverno nella bacheca dell’Alleanza Contadini, la Coldiretti dei comunisti. In realtà non era una battuta: appena pioveva, la pianura del metapontino si allagava e i raccolti andavano perduti. Perché le opere di bonifica tante volte promesse dai governi democristiani non venivano realizzate.

Non pensavo a distanza di tanti anni di doverla rispolverare.

A proposito della faccenda Ixfin. Improvvisamente si scopre che tutto è colpa del governo. A me potrebbe stare bene, se fossi un contadino del metapontino. Ma poiché non lo sono, mi mangio il cazzo a pensare che quelli che scaricano tutto sul governo, portandoci nella merda, sono governanti pure loro, o comunque notabili, o comunque gente che conta.

Io diffido della gente che conta. Perché sono massoni. Perché fanno il cartello.

Regione, Provincia, Confindustria e Sindacati della Campania fanno quadrato intorno a Totonno Pummarola per dire che Roma deve intervenire: servono i soldi.

Al resto ci pensano loro, i locali, che guarda un po’ sono tutti d’accordo e conoscono il territorio. Ma deve arrivare la grana. Sanno loro come amministrarla. La Padania è centrifuga, la Campania è centripeta.

L’una vuole allontanarsi, l’altra avvicinarsi, a Roma ladrona.

Con la stessa finalità: guardarsi i cazzi propri.

Intanto i nostri vanno a pallino.

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starConfindustria e Sindacati, uniti nella lotta!

18 Maggio 2007 alle 01:17
Spartaco

Chiedo ancora una volta scusa agli amici del blog per l’intrusione che va a disturbare le giuste considerazioni su Berlusconi, il voto siciliano, Mastellone il ricchione, la pedofilia vaticana e la campagna antifumo. Ma mica ci si può sempre divertire. La realtà ti richiama all’evidenza, quando sei toccato da un problema.

Siamo al paradosso. Parlo della Ixfin, ormai condannata a morte certa. Nel resoconto della nostra trasferta romana (“Ixfin: Cronaca dal Palazzo” pubblicato il 10 u.s.) riportavo come la nostra unica speranza fosse rappresentata da un protocollo di intesa Ministero-Regione Campania che bloccasse il conto alla rovescia della magistratura fallimentare, che tempo 20-30 giorni a partire dal 9 maggio deve pronunciarsi in modo definitivo sul fallimento. Ebbene il preliminare “tecnico” per il protocollo, che si sarebbe dovuto tenere il 16, è saltato; è stato rinviato. Perché? Perché dice che i sindacati provinciali non sono stati invitati “alla tavolata” e si sono incazzati. Quando s’incazzano i sindacati provinciali è brutto: questi senza mezzi termini hanno detto che al Ministero ci sono persone poco serie, a cominciare da Borghini, con cui loro non vogliono avere a che fare. Non solo, ma Alfonso Gianni, che è il Sottosegretario, quello con cui noi abbiamo parlato, alla presenza di esponenti del sindacato nazionale, non se lo vogliono proprio cagare, come risulta dal comunicato stampa a firma CGIL-CISL-UIL di Caserta: “CGIL-CISL-UIL di Caserta chiedono pertanto alla Regione Campania, alla Provincia, all’Unione degli Industriali di rappresentare unitamente al sindacato l’esigenza di un incontro serio (sic!) con il Governo nella persona del Ministro Bersani per delineare un percorso di confronto su problemi la cui soluzione non può essere ulteriormente dilazionata e neanche affidata al protagonismo del burocrate di turno.”

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starL’italietta dei record: donne e lavoro, ultimi in classifica

10 Maggio 2007 alle 15:12
swampthing

casalinga.jpg
Sono meno numerose, più precarie e peggio retribuite: sono le lavoratrici italiane, come emergono dal Rapporto presentato a Bruxelles dall’Ilo, l’Organizzazione mondiale del lavoro.
Una situazione globale, quella che vede le donne come fascia debole rispetto alle tematiche del lavoro: in Europa, all’Italia spetta l’ultima posizione in classifica. Altra categoria a rischio di discriminazione, gli immigrati. Leggi più severe, incentivi fiscali e clausole antidiscriminatorie sono secondo l’Ilo i fronti su cui agire.
[televideo]

Dai! ci sentiamo un po’ degli albanesi, ammettiamolo. Anzi, dei rumeni, che vanno più di moda ultimamente. Ma quando diventeremo un paese civile? io sono siceramente un po’ stufo. Eppure lo sapete anche voi, la vostra compagna, vostra moglie o vostra sorella guadagna meno di voi (e in certi casi lavora pure di più).

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starIxfin: Cronaca dal Palazzo

10 Maggio 2007 alle 11:32
Spartaco

Alfonso Gianni, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico, è una persona a modo. Disponibile, informale, si vede che ha portato una ventata nuova nel Palazzo fascista (artisticamente parlando) sede del dicastero. Lo stesso che andammo nel novembre del 2004, Berlusconi regnante, dove un Borghini in doppio petto, alla maniera dei suoi capi di allora e non come il Borghini “mazzolato”di ieri, accompagnò trionfalmente in una sala tutta stucco e legni “l’imprenditore” che in meno di due anni ci avrebbe “guidato” (si fa per dire) alla rovina.

Fatto salvo Gianni e il contesto climatico, lo spettacolo offerto dalla politica, presente in quella sede anche con la Regione Campania e la Provincia di Caserta, è stato estremamente deludente.

A cominciare dal rango assolutamente minore dei personaggi che erano stati mandati a rappresentarle. Liquidiamo subito i “legati” della Provincia, che hanno fatto scena muta: due soggetti a mezza strada tra il preposto comunale all’Annona e il cronista di un quotidiano di periferia. Ho scoperto che erano la Provincia solo alla lettura del verbale finale che li nominava, per cui me li sono fatti indicare.

Il pezzo forte è stata la Regione. Siccome non voglio infierire, perché la nostra sorte è anche nelle mani di questi figuri, dirò soltanto che il tizio presente ha chiesto tempo per la verifica di risorse regionali per ammortizzare un possibile triste epilogo della nostra vicenda. Che è assolutamente nelle premesse, come ipotesi sciagurata ma plausibile: per cui sull’argomento si poteva arrivare preparati.

Il quadro di insieme è di un sistema di interlocuzione politica fondamentalmente inerte, a tutti i livelli. Che fa finta di scoprire l’esistenza del problema nel momento in cui lo si espone. Che, una volta che il problema lo ha capito, dopo averglielo spiegato per l’ennesima volta, tira fuori soluzioni all’impronta, a braccio. Un po’ come il medico con il malato.” Ti fa male la testa? Prendi l’aspirina. Ah, è lo “scolo” che c’hai? Allora ci vuole la penicillina. No, adesso che ti sei spiegato ho capito: hai un tumore. Allora devi morire”.

Oggi parte il contatore della bomba del fallimento. Con la sentenza definitiva in tal senso saremo licenziati e sul caso Ixfin calerà il sipario. Grazie all’intervento della politica, ci è stato detto che il giudice ha regolato “il timer” in modo che la bomba scoppia al massimo tra venti/trenta giorni. Grazie, signori della politica, per averci abbreviato il calvario: come dicono a Napoli, che “la meglio morte è quella subbito”.

Intanto abbiamo realizzato, sempre a quel tavolo e dopo un’estenuante serrata sulla drammaticità della situazione, che, almeno a livello di principio, l’ordigno si può disinnescare. Che la zeppa nel meccanismo di sparo si può infilare. Con un piano congiunto Ministero-Regione che preveda un intervento di recupero e risanamento industriale dell’area di crisi, dove insiste la Ixfin. Il protocollo di intesa è alla firma, come è stato verbalizzato e come sarà riportato al giudice, tramite il curatore fallimentare presente al tavolo. Basterà questo a placare il Moloch?

Una cosa è certa. Questi signori della politica dormono, come si dice a Napoli, con la “zizza in bocca”. E’ IMPERATIVO mantenerli svegli. REGIONE E PROVINCIA debbono essere oggetto di nostra “amorevole cura”. Bisogna fare in modo che questo piano industriale abbia il massimo risalto, a livello locale. Bisogna pubblicizzarlo ai quattro angoli di questa nostra area sciagurata, da Mergellina al Chiatamone, dai Quartieri spagnoli al Ponte di Casanova. Perché, quanto maggiore sarà il risalto che gli verrà dato, tanto più vile e sporca sarà la carognata di un pronunciamento che ci getta definitivamente per via.

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