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dotArchivio della Categoria 'Capitalismo all'italiana'

(Il peggio del capitalismo unito al peggio dello statalismo)

starGood news: Crac Finmek, 8 arresti per bancarotta!

7 Giugno 2007 alle 11:41
swampthing

Il Nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Venezia sta eseguendo dalle prime ore di oggi 8 ordinanze di custodia cautelare e 15 perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta della magistratura di Padova sul crac Finmek da un miliardo di euro. Tra gli indagati figura Carlo Fulchir, 45 anni, di Buja (Udine), che secondo le prime notizie era stato ex consigliere economico di Pierluigi Bersani nel primo governo D’Alema. (cosa falsa dicono ndr).

I militari delle fiamme gialle stanno operando tra le province di Padova, Venezia, Milano, Udine e Roma. I provvedimenti sono stati emessi dal gip Cristina Cavaggion su richiesta del pm Paola De Franceschi. Le accuse sono, a vario titolo, bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, riciclaggio, truffa ai danni dello Stato, aggiotaggio, e malversazione ai danni dello Stato.

L’operazione di oggi è la conclusione di due anni di indagini svolte tra 8 stati esteri, che hanno coinvolto 100 società, vagliato 11 mila istanze di creditori, controllato 700 conti correnti bancari e attraverso anche 18 mila ore di intercettazioni telefoniche. Lo scorso aprile i finanzieri avevano sequestrato beni per 15 milioni di euro. Il crac mise sulla strada quasi 6 mila dipendenti. Le società coinvolte nel fallimento, e tutte parti del gruppo, sono dislocate tra Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Abruzzo, Lombardia, Sardegna e Campania. Tra le più note Telit, ex Olivetti, Italtel, Magneti Marelli, Ixtant e Ixfin.
[corriere.it]

l’articolo completo: www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/06_Giugno/07/f ulchir_arrestato_collaboratore_bersani.shtml

LEGGETEVI GLI ARTICOLI DELLA CATEGORIA “CAPITALISMO ALL’ITALIANA”. C’ERA GIA’ SCRITTO TUTTO!!! :ok: :cccp:

ps. Tra gli indagati c’è anche Roberto Tronchetti Provera, fratello di Marco.

update:
chi  è Fulchir? è di sinistra? uno che  finanziava il Domenicale,  giornale di Dell’Utri vicino a Forza Italia, non penso sia di sinistra.

Pubblicato in Capitalismo all'italiana da swampthing | 9 Commenti »

starPiove! Governo ladro

20 Maggio 2007 alle 02:14
Spartaco

Questa battuta me la ricordo. Quando ero ragazzino, nel paese, campeggiava d’inverno nella bacheca dell’Alleanza Contadini, la Coldiretti dei comunisti. In realtà non era una battuta: appena pioveva, la pianura del metapontino si allagava e i raccolti andavano perduti. Perché le opere di bonifica tante volte promesse dai governi democristiani non venivano realizzate.

Non pensavo a distanza di tanti anni di doverla rispolverare.

A proposito della faccenda Ixfin. Improvvisamente si scopre che tutto è colpa del governo. A me potrebbe stare bene, se fossi un contadino del metapontino. Ma poiché non lo sono, mi mangio il cazzo a pensare che quelli che scaricano tutto sul governo, portandoci nella merda, sono governanti pure loro, o comunque notabili, o comunque gente che conta.

Io diffido della gente che conta. Perché sono massoni. Perché fanno il cartello.

Regione, Provincia, Confindustria e Sindacati della Campania fanno quadrato intorno a Totonno Pummarola per dire che Roma deve intervenire: servono i soldi.

Al resto ci pensano loro, i locali, che guarda un po’ sono tutti d’accordo e conoscono il territorio. Ma deve arrivare la grana. Sanno loro come amministrarla. La Padania è centrifuga, la Campania è centripeta.

L’una vuole allontanarsi, l’altra avvicinarsi, a Roma ladrona.

Con la stessa finalità: guardarsi i cazzi propri.

Intanto i nostri vanno a pallino.

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starConfindustria e Sindacati, uniti nella lotta!

18 Maggio 2007 alle 01:17
Spartaco

Chiedo ancora una volta scusa agli amici del blog per l’intrusione che va a disturbare le giuste considerazioni su Berlusconi, il voto siciliano, Mastellone il ricchione, la pedofilia vaticana e la campagna antifumo. Ma mica ci si può sempre divertire. La realtà ti richiama all’evidenza, quando sei toccato da un problema.

Siamo al paradosso. Parlo della Ixfin, ormai condannata a morte certa. Nel resoconto della nostra trasferta romana (“Ixfin: Cronaca dal Palazzo” pubblicato il 10 u.s.) riportavo come la nostra unica speranza fosse rappresentata da un protocollo di intesa Ministero-Regione Campania che bloccasse il conto alla rovescia della magistratura fallimentare, che tempo 20-30 giorni a partire dal 9 maggio deve pronunciarsi in modo definitivo sul fallimento. Ebbene il preliminare “tecnico” per il protocollo, che si sarebbe dovuto tenere il 16, è saltato; è stato rinviato. Perché? Perché dice che i sindacati provinciali non sono stati invitati “alla tavolata” e si sono incazzati. Quando s’incazzano i sindacati provinciali è brutto: questi senza mezzi termini hanno detto che al Ministero ci sono persone poco serie, a cominciare da Borghini, con cui loro non vogliono avere a che fare. Non solo, ma Alfonso Gianni, che è il Sottosegretario, quello con cui noi abbiamo parlato, alla presenza di esponenti del sindacato nazionale, non se lo vogliono proprio cagare, come risulta dal comunicato stampa a firma CGIL-CISL-UIL di Caserta: “CGIL-CISL-UIL di Caserta chiedono pertanto alla Regione Campania, alla Provincia, all’Unione degli Industriali di rappresentare unitamente al sindacato l’esigenza di un incontro serio (sic!) con il Governo nella persona del Ministro Bersani per delineare un percorso di confronto su problemi la cui soluzione non può essere ulteriormente dilazionata e neanche affidata al protagonismo del burocrate di turno.”

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starL’italietta dei record: donne e lavoro, ultimi in classifica

10 Maggio 2007 alle 15:12
swampthing

casalinga.jpg
Sono meno numerose, più precarie e peggio retribuite: sono le lavoratrici italiane, come emergono dal Rapporto presentato a Bruxelles dall’Ilo, l’Organizzazione mondiale del lavoro.
Una situazione globale, quella che vede le donne come fascia debole rispetto alle tematiche del lavoro: in Europa, all’Italia spetta l’ultima posizione in classifica. Altra categoria a rischio di discriminazione, gli immigrati. Leggi più severe, incentivi fiscali e clausole antidiscriminatorie sono secondo l’Ilo i fronti su cui agire.
[televideo]

Dai! ci sentiamo un po’ degli albanesi, ammettiamolo. Anzi, dei rumeni, che vanno più di moda ultimamente. Ma quando diventeremo un paese civile? io sono siceramente un po’ stufo. Eppure lo sapete anche voi, la vostra compagna, vostra moglie o vostra sorella guadagna meno di voi (e in certi casi lavora pure di più).

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starIxfin: Cronaca dal Palazzo

10 Maggio 2007 alle 11:32
Spartaco

Alfonso Gianni, sottosegretario al Ministero per lo Sviluppo Economico, è una persona a modo. Disponibile, informale, si vede che ha portato una ventata nuova nel Palazzo fascista (artisticamente parlando) sede del dicastero. Lo stesso che andammo nel novembre del 2004, Berlusconi regnante, dove un Borghini in doppio petto, alla maniera dei suoi capi di allora e non come il Borghini “mazzolato”di ieri, accompagnò trionfalmente in una sala tutta stucco e legni “l’imprenditore” che in meno di due anni ci avrebbe “guidato” (si fa per dire) alla rovina.

Fatto salvo Gianni e il contesto climatico, lo spettacolo offerto dalla politica, presente in quella sede anche con la Regione Campania e la Provincia di Caserta, è stato estremamente deludente.

A cominciare dal rango assolutamente minore dei personaggi che erano stati mandati a rappresentarle. Liquidiamo subito i “legati” della Provincia, che hanno fatto scena muta: due soggetti a mezza strada tra il preposto comunale all’Annona e il cronista di un quotidiano di periferia. Ho scoperto che erano la Provincia solo alla lettura del verbale finale che li nominava, per cui me li sono fatti indicare.

Il pezzo forte è stata la Regione. Siccome non voglio infierire, perché la nostra sorte è anche nelle mani di questi figuri, dirò soltanto che il tizio presente ha chiesto tempo per la verifica di risorse regionali per ammortizzare un possibile triste epilogo della nostra vicenda. Che è assolutamente nelle premesse, come ipotesi sciagurata ma plausibile: per cui sull’argomento si poteva arrivare preparati.

Il quadro di insieme è di un sistema di interlocuzione politica fondamentalmente inerte, a tutti i livelli. Che fa finta di scoprire l’esistenza del problema nel momento in cui lo si espone. Che, una volta che il problema lo ha capito, dopo averglielo spiegato per l’ennesima volta, tira fuori soluzioni all’impronta, a braccio. Un po’ come il medico con il malato.” Ti fa male la testa? Prendi l’aspirina. Ah, è lo “scolo” che c’hai? Allora ci vuole la penicillina. No, adesso che ti sei spiegato ho capito: hai un tumore. Allora devi morire”.

Oggi parte il contatore della bomba del fallimento. Con la sentenza definitiva in tal senso saremo licenziati e sul caso Ixfin calerà il sipario. Grazie all’intervento della politica, ci è stato detto che il giudice ha regolato “il timer” in modo che la bomba scoppia al massimo tra venti/trenta giorni. Grazie, signori della politica, per averci abbreviato il calvario: come dicono a Napoli, che “la meglio morte è quella subbito”.

Intanto abbiamo realizzato, sempre a quel tavolo e dopo un’estenuante serrata sulla drammaticità della situazione, che, almeno a livello di principio, l’ordigno si può disinnescare. Che la zeppa nel meccanismo di sparo si può infilare. Con un piano congiunto Ministero-Regione che preveda un intervento di recupero e risanamento industriale dell’area di crisi, dove insiste la Ixfin. Il protocollo di intesa è alla firma, come è stato verbalizzato e come sarà riportato al giudice, tramite il curatore fallimentare presente al tavolo. Basterà questo a placare il Moloch?

Una cosa è certa. Questi signori della politica dormono, come si dice a Napoli, con la “zizza in bocca”. E’ IMPERATIVO mantenerli svegli. REGIONE E PROVINCIA debbono essere oggetto di nostra “amorevole cura”. Bisogna fare in modo che questo piano industriale abbia il massimo risalto, a livello locale. Bisogna pubblicizzarlo ai quattro angoli di questa nostra area sciagurata, da Mergellina al Chiatamone, dai Quartieri spagnoli al Ponte di Casanova. Perché, quanto maggiore sarà il risalto che gli verrà dato, tanto più vile e sporca sarà la carognata di un pronunciamento che ci getta definitivamente per via.

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starPugliese ladro è solo uno, come lui non c’è nessuno

8 Maggio 2007 alle 19:38
Spartaco

Un compagno e collega di grande stima e valore mi ha rimproverato del fatto che nei miei post dedicati alla Ixfin non compare mai per esteso il cognome “Pugliese”.

Mi ha fatto osservare che pur di non nominarlo ricorro a perifrasi e giri di parole, del tipo “i pi-grecisti”, i “farabutti avellinesi”, i “manigoldi irpini” e via di seguito.

E mi ha spiegato che non si tratta di una questione di reticenza, che si può più o meno condannare, ma di una finalità pratica che manca di essere perseguita: quella di agganciare Pugliese alla vicenda Ixfin almeno per i post che se ne occupano.

Come a dire se uno va su Internet e digita Pugliese i post non compaiono. Restano fuori del giro e perdono il loro potenziale offensivo, ammesso che ne abbiano qualcuno.

Per il rispetto che porto al compagno e al collega debbo dire come stanno le cose. E il perché lo faccio da qui si capirà fra poco.

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starLa marcia su Roma

7 Maggio 2007 alle 19:37
Spartaco

Mercoledì 8 maggio andiamo a Roma. Non si sa in quanti saremo: la convocazione al Ministero per lo Sviluppo economico c’è e questo è un fatto importante. Si parlerà della Ixfin che mentre un potere dello Stato la vuole chiudere (magistratura fallimentare), un altro potere dello Stato (ministero) dice che esiste l’alternativa al fallimento. Che mentre un curatore fallimentare e un perito del tribunale dicono che la fabbrica non vale nulla, un avvocato dello Stato e un perito del ministero dicono che esiste dentro quel recinto (ammesso che torni a popolarsi) un patrimonio di conoscenza e di esperienze professionali senza pari. Ci è stato detto da parte del sindacato interno, nell’assemblea tenuta sotto il pino stamattina, che l’incontro sarà focalizzato sulla questione Ixfin: nel senso che non si metteranno in unico calderone i problemi dell’occupazione in Terra di Lavoro, le difficoltà della filiera bufalina e l’emergenza rifiuti.

I problemi vanno affrontati separatamente, come dice la legge di Pareto.

Come forse non si è fatto quando il governo è venuto in trasferta a Caserta, a fare cosa non si è capito, vista la situazione in cui siamo oggi. Addirittura dice che al tavolo al ministero sarà chiamato anche il curatore fallimentare. Il confronto tanto atteso: poiché qui non è in discussione l’autonomia dei poteri dello Stato ci aspettiamo che sia il potere esecutivo a indirizzare quello giudiziario. E’ vero, bisogna tutelare i creditori: ma non siamo noi lavoratori i primi creditori? Quelli che in questa vicenda ci stanno rimettendo tutto? La dignità, la salute e la famiglia? Dateci quello che ci spetta. Quello che ci appartiene di diritto: il nostro lavoro, in una fabbrica che ha funzionato e funzionava fino alla contestuale dichiarazione di fallimento, nonostante i guasti che i farabutti pseudo imprenditori avellinesi avevano perpetrato.

Se mercoledì saremo in molti, tanto di guadagnato. Se saremo in pochi, questo non sarà motivo per fermarci e farci rinunciare.

Perchè la cosa più bella è che alcuni di noi, come stabilito nell’assemblea sotto il pino, nomi e cognomi, saranno presenti al tavolo del ministero.

Da questo preciso momento parte il contatore: qualunque variazione rispetto alle cose che si sono dette, qualunque intralcio, qualunque sabotaggio sarà prontamente riportato su questo blog, senza guardare in faccia a nessuno e sputtanando una volta per tutte chi deve essere sputtanato. Come sarà riportato il resoconto preciso delle cose che si diranno. Se si diranno. Perché se non si diranno, siccome non ci saranno più assemblee a qualcuno potrebbe pure venire in mente di destinare il pino ad altri scopi.

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starIl mio Primo Maggio

1 Maggio 2007 alle 00:29
Spartaco

Per l’occasione anch’io mi sono installato un gioco sul computer. Siccome è artigianale, ancora non ha un titolo. Lo scenario è quello di una fabbrica come ce ne sono tante, in cui però a un certo punto si insedia provenendo dalle viscere del Nulla il famigerato Massimino :massimo: . Riesce a entrare grazie all’appoggio della Triade, una bestia di aspetto vomitevole con tre teste senza cervello e tre cuori infinitamente malvagi che ha come obiettivo la distruzione del suo nemico, che si chiama Lavoro. I sostenitori di Lavoro, che nel gioco si chiamano Lavoratori, a un certo punto si disperdono e per ognuno di loro che si allontana un pezzo di fabbrica si distrugge. Il gioco consiste nell’impedire questa dispersione, contrapponendo il cervello alla malvagità. E’ ovvio che la cosa si può pure invertire, come giustamente consentono di fare i computers, nel senso che uno può pure scegliere di fare il Massimino: uguale a quel gioco dove il tizio, guidatore virtuale, può mettere sotto le ruote quante più vecchiette di cui è capace.

Passando a cose più reali, domani è il primo maggio e io non so dove cazzo andare.

Quand’ero bambino sapevo dove andare: alla sfilata, che si faceva con la banda in testa che suonava l’Internazionale e l’Inno dei lavoratori.

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starQui c’è puzza di bruciato!

19 Aprile 2007 alle 01:06
Spartaco

Ancora una volta lo strumento mediatico la fa da padrone.

Non c’è bisogno di commento, quando si vede il fumo nero e denso che avvolge tutto trasformando il giorno nella notte, con i pompieri che svolgono le manichette e quei getti d’acqua che sembrano pisciate di passeri, con le lingue di fuoco che rompono la cortina fumogena e si affacciano minacciose come tentacoli di piovra quasi a dire ci fate un baffo con la vostra acqua.

Marinetti, creatore del futurismo italiano, non aveva a disposizione la telecamera. Perciò ricorse a un sistema che fece scuola: i suoi servizi dal fronte del conflitto italo-turco erano scritti disponendo sul foglio parole e frasi in modo da rendere la sensazione visiva di ciò che stava accadendo. Per cui l’espressione “lingue di fuoco” la scriveva in verticale.

Ma che c’entra la De Longhi con i turchi? Con loro nulla. Ma con i cinesi e i russi sì. Perché in Cina e in Russia la De Longhi ha costruito degli stabilimenti, dove ha trasferito produzioni che stavano in Italia. Pare che l’abbia fatto pure con metodi abbastanza “spicci”, riguardo alla manodopera, ovviamente.
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starLa piccola guerra di chi lavora

13 Aprile 2007 alle 23:06
qirex

Immaginiamo per un attimo di essere un uomo qualsiasi, il classico signor nessuno. Una moglie, un paio di figli, un lavoro a tempo indeterminato, magari che ci piace pure.
Mettiamo che una mattina delle tante, come sempre, ci alziamo alle cinque di mattina. La sveglia suona alle cinque da tempo immemore ormai… Ci alziamo con gli occhi pieni di sonno. Un quarto d’ora velocissimo in bagno, un bacio alla moglie, uno sguardo veloce ai bambini, e via. Per strada, al buio ascoltiamo la radio. La strada scorre veloce sotto la nostra macchina. Mentre guidiamo pensiamo al mutuo, alla palestra per i bambini, e a quel regalo che ci piacerebbe fare alla nostra donna, ma che ogni volta non ce la facciamo mai con i conti. In parcheggio salutiamo che incontriamo. Siccome siamo educati, salutiamo anche le facce di merda, gli spioni aziendali. In spogliatoio scambiamo qualche parola col nostro vicino di armadietto e andiamo a prendere un caffè.
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Pubblicato in Capitalismo all'italiana da qirex | 6 Commenti »