Il lince e il freccia
17 Settembre 2009 alle 23:51

Ha detto La Russa, che di armamenti si intende, che si può fare di più: “stiamo pensando a un altro mezzo che si chiama Freccia”. La lince è superata. “Anche se è stato copiato per le sue caratteristiche di grande sicurezza”. La Russa, che forse non ha fatto il militare perchè a suo tempo fu scartato, come Andreotti, è completamente asservito al potere separato della casta guerriera, ossia dell’Esercito, a cominciare dal lessico.
Infatti quelli dell’ESERCITO ITALIANO UNA RISORSA PER LA NAZIONE (http://www.esercito.difesa.it/root/equipaggiamenti/aali nce.asp) scrivono “il Lince” per individuare il catorcio che “è dotato di un elevato livello di sopravvivenza del personale trasportato…”.
Buffoni ignoranti.
Che scrivete il Lince, il Freccia , i kit e REPVBBLICA ITALIANA. Una risata vi sommergerà . Siete sempre gli stessi. Fascisti guerrafondai. Collusi ieri degli Agnelli, oggi dei Montezemolo, che sono la stessa discendenza, il mal seme di Adamo.
Come mandaste a morire a El Alamein nei carrarmati Fiat fatti di latta tanta gioventù italiana della divisione Ariete, oggi mandate a morire nei blindati Fiat di cartapesta altri giovani, che appartengono a quella stessa Folgore che in uno con l’Ariete fu massacrata sulle dune africane.
Berlusconi, La Russa, Cicchitto. Sepolcri imbiancati, covi di vipere. La coscienza non vi rimorde, come non rimorse ai vostri padri.
Lasciate dunque a noi le lacrime. Quelle vere, che ci appartengono di diritto. Lasciate che siamo noi a piangere i nostri figli, i nostri fratelli. Lasciate che siamo noi a seppellirli. Nei loro luoghi di origine, perché il martirio dei loro corpi serva a ricordare il martirio delle loro terre: Lagonegro, paradosso lucano, la provincia dimenticata. Pagani, prostrata dall’atavico abbandono dell’agro nocerino-sarnese. Napoli, che è Napoli…e la Svizzera. Che ha dato i natali a uno di loro, figlio di emigranti, andati in Svizzera a vendere le loro braccia e poi tornati in Italia, nel Salento di origine.
Caporalmaggiore Davide Ricchiuto.
Meglio sarebbe stato se fossi rimasto in Svizzera. Ma sei tornato in Italia, con i tuoi genitori e ti sei guadagnato la morte. Un motivo in più per piangere la tua miseria; un motivo in meno per la sopravvivenza dei tuoi carnefici, quelli di oggi come quelli di ieri.
Pubblicato in Guerra Globale da Spartaco | 65 Commenti »

Ha detto La Russa, che di armamenti si intende, che si può fare di più: “stiamo pensando a un altro mezzo che si chiama Freccia”. La lince è superata. “Anche se è stato copiato per le sue caratteristiche di grande sicurezza”. La Russa, che forse non ha fatto il militare perchè a suo tempo fu scartato, come Andreotti, è completamente asservito al potere separato della casta guerriera, ossia dell’Esercito, a cominciare dal lessico.
Infatti quelli dell’ESERCITO ITALIANO UNA RISORSA PER LA NAZIONE (http://www.esercito.difesa.it/root/equipaggiamenti/aali nce.asp) scrivono “il Lince” per individuare il catorcio che “è dotato di un elevato livello di sopravvivenza del personale trasportato…”.
Buffoni ignoranti.
Che scrivete il Lince, il Freccia , i kit e REPVBBLICA ITALIANA. Una risata vi sommergerà . Siete sempre gli stessi. Fascisti guerrafondai. Collusi ieri degli Agnelli, oggi dei Montezemolo, che sono la stessa discendenza, il mal seme di Adamo.
Come mandaste a morire a El Alamein nei carrarmati Fiat fatti di latta tanta gioventù italiana della divisione Ariete, oggi mandate a morire nei blindati Fiat di cartapesta altri giovani, che appartengono a quella stessa Folgore che in uno con l’Ariete fu massacrata sulle dune africane.
Berlusconi, La Russa, Cicchitto. Sepolcri imbiancati, covi di vipere. La coscienza non vi rimorde, come non rimorse ai vostri padri.
Lasciate dunque a noi le lacrime. Quelle vere, che ci appartengono di diritto. Lasciate che siamo noi a piangere i nostri figli, i nostri fratelli. Lasciate che siamo noi a seppellirli. Nei loro luoghi di origine, perché il martirio dei loro corpi serva a ricordare il martirio delle loro terre: Lagonegro, paradosso lucano, la provincia dimenticata. Pagani, prostrata dall’atavico abbandono dell’agro nocerino-sarnese. Napoli, che è Napoli…e la Svizzera. Che ha dato i natali a uno di loro, figlio di emigranti, andati in Svizzera a vendere le loro braccia e poi tornati in Italia, nel Salento di origine.
Caporalmaggiore Davide Ricchiuto.
Meglio sarebbe stato se fossi rimasto in Svizzera. Ma sei tornato in Italia, con i tuoi genitori e ti sei guadagnato la morte. Un motivo in più per piangere la tua miseria; un motivo in meno per la sopravvivenza dei tuoi carnefici, quelli di oggi come quelli di ieri.





