Berlusconi: la clandestinità non sia reato. L’insostenibile leggerezza del programma della destra.
3 Giugno 2008 alle 23:25

Una marcia indietro che sorprende gli alleati e fa esultare l’opposizione. Silvio Berlusconi torna sulla questione immigrazione, durante la conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy e dice: “La clandestinità può essere un’aggravante, ma non un reato“.
[repubblica.it]
E’ bastato l’ONU? Il ringhio di Paparatzi? O è solo l’insostenibile insostenibilità di una puttanata giuridica come il reato di clandestinità, davanti al primo interlocutore serio, che non sia un elettore leghista sovraeccitato dal rutto del senatur?
Berlusconi firma decreti, disegni di legge, snocciola provvedimenti che lasciano basiti, le sue conferenze stampa post Consiglio dei Ministri sono fiumi in piena. Travolgono il cronista e il telespettatore: centrali nucleari gratis, criminali in galera, tasse sparite, frigo pieno e pieno di benzina in macchina. C’è tutto e di più nel programma di governo, come in uno spot Rai.
E allora Maroni -ministro dell’interno, mica un mona qualunque- gli ricorda “L’aggravante c’è ed è già entrata in vigore, è nel decreto legge; il reato di clandestinità è nel disegno di legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato due settimane fa all’unanimità e che porta come prima firma quella del presidente Berlusconi“.
E allora è la solita storia, proclami su proclami e poi ridicole marce indietro davanti alla realtà. Come la cordata elettorale per salvare Alitalia, mentre in conferenza stampa, con al fianco Sarkozy la soluzione Air France diventa auspicabile. Ma noi lo sapevamo già mesi fa, ballista, anzi berlusballista!
Pubblicato in Il nano piduista da calogero | 24 Commenti »

Una marcia indietro che sorprende gli alleati e fa esultare l’opposizione. Silvio Berlusconi torna sulla questione immigrazione, durante la conferenza stampa con il presidente francese Nicolas Sarkozy e dice: “La clandestinità può essere un’aggravante, ma non un reato“.
[repubblica.it]
E’ bastato l’ONU? Il ringhio di Paparatzi? O è solo l’insostenibile insostenibilità di una puttanata giuridica come il reato di clandestinità, davanti al primo interlocutore serio, che non sia un elettore leghista sovraeccitato dal rutto del senatur?
Berlusconi firma decreti, disegni di legge, snocciola provvedimenti che lasciano basiti, le sue conferenze stampa post Consiglio dei Ministri sono fiumi in piena. Travolgono il cronista e il telespettatore: centrali nucleari gratis, criminali in galera, tasse sparite, frigo pieno e pieno di benzina in macchina. C’è tutto e di più nel programma di governo, come in uno spot Rai.
E allora Maroni -ministro dell’interno, mica un mona qualunque- gli ricorda “L’aggravante c’è ed è già entrata in vigore, è nel decreto legge; il reato di clandestinità è nel disegno di legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato due settimane fa all’unanimità e che porta come prima firma quella del presidente Berlusconi“.
E allora è la solita storia, proclami su proclami e poi ridicole marce indietro davanti alla realtà. Come la cordata elettorale per salvare Alitalia, mentre in conferenza stampa, con al fianco Sarkozy la soluzione Air France diventa auspicabile. Ma noi lo sapevamo già mesi fa, ballista, anzi berlusballista!








