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dotArchivio della Categoria 'Il nano piduista'

(Detto anche il cavaliere)

starBerlusconi uguale a Ciano? Non in tutto, il Silvio è nano

6 Giugno 2007 alle 08:43
Spartaco

La Storia è trascinante nel suo divenire.

A guardarla è come andare al cinema. Ci sono gli attori, le comparse e le scenografie, dove tutto sembra organizzato per offrire uno spettacolo di volta in volta diverso.

Poi vai a vedere e ti accorgi che si tratta di un rifacimento di qualcosa già visto.

Per cui i vampiri sono sempre gli stessi, le navi che affondano sono sempre le stesse, i gladiatori che si affrontano nell’arena sono sempre gli stessi.

Cambia il livello tecnologico a supporto della faccenda, ma la sostanza resta uguale. I vampiri continuano a succhiare, le navi a collassare e i gladiatori a macellare.

Però i registi, che sono artisti, un aggancio con l’opera cui si sono ispirati lo mantengono sempre.

E’ una specie di tributo, una traccia che indirizza verso l’autore originario, come a volerne riconoscere il primato.

Sicchè nella maschera del Nosferatu di Herzog non può non vedersi il volto sinistro del vampiro di Murnau.

Così mi è venuto di pensare a Berlusconi. Anche lui si muove sotto i riflettori del grande teatro di posa della storia. Anche lui ha i suoi registi che gli fanno interpretare un film che in realtà è stato già fatto, il film che nella metafora della Storia è l’episodio del fascismo italiano.

Anche lui, per volontà del regista, deve mantenere un aggancio con il suo antesignano.

Ma Berlusconi non ha il torace: non può mostrarsi come lui, caro lei, a trebbiare il grano, né può saltare nel cerchio di fuoco.

E con ciò?

L’importante è richiamare quell’epoca, farla ricordare perché , chissà, possa rivivere.

Berlusconi non è forzuto, ma in realtà è come Sansone.

La sua forza è nei capelli.

Con o senza brillantina, tenuti la notte dalla retina, aggiustati il giorno con la mano, lo fanno somigliare a Galeazzo Ciano.

Pubblicato in Il nano piduista da Spartaco | 8 Commenti »

starE vengono fuori gli altarini del precedente governo: Tremonti decapitò i vertici della Guardia di Finanza che indagavano su Mediaset?

5 Giugno 2007 alle 14:55
swampthing

Berlusconi minaccia “di scendere in piazza” o di organizzare uno “sciopero fiscale“. Berlusconi insiste. Pur non essendoci nessuna base per mandare a casa Prodi, la pressione è continua. Ora arriva a minacciare uno sciopero fiscale, che è una cosa di una gravità inaudita. Questa è istigazione a delinquere.

Ma intanto vengono fuori gli altarini del suo governo. Non può proprio fare la morale a nessuno.

Cinque anni fa, l’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti - fece rimuovere il capo di stato maggiore della Guardia di Finanza, perché ritenuto politicamente inaffidabile, e quindi avvicendata l’intera catena di comando delle Fiamme Gialle a Milano: il comandante regionale, il comandante provinciale, il comandante del nucleo regionale di polizia tributaria. Non si levò un fiato. Nessuno ebbe a indicare inopportuni incroci con le allora indagini sui diritti tv di Mediaset, né che tra i promossi ai nuovi incarichi vi fosse l’aiutante di campo del ministro Tremonti.
[repubblica]

Leggi e indignati anche tu.

Intanto:
Tremonti precisa di aver deciso i trasferimenti nella Guardia di finanza, quando era ministro dell’Economia, sempre rispettando la legge. Stessa difesa di Visco.

Pubblicato in Il nano piduista, Povera Italia da swampthing | 19 Commenti »

starIl Giornale in sciopero? Solo per fare pubblicità al nuovo inserto di Forza Italia

1 Giugno 2007 alle 00:05
swampthing

Scoppia la bagarre al Giornale contro l’iniziativa di allegare domani, venerdì, e per tutti i venerdì ‘Il Giornale della Liberta, l’organo dei Circoli della Libertà di Michela Vittoria Brambilla.
Il direttore Maurizio Belpietro, che in videoconferenza da Roma ha partecipato all’assemblea dei giornalisti al termine della quale è stato proclamato lo sciopero, ha informato che il ‘Giornale’ sarà regolarmente in edicola con una foliazione quasi normale. […]
L’iniziativa di allegare ‘Il giornale della Libertà”, ha fatto scattare il risentimento della redazione che ha contestato alla direzione di calpestare l’autonomia dei giornalisti con il rischio di fare apparire il quotidiano un organo di partito.
Maurizio Belpietro ha assicurato la redazione sostenendo che l’autonomia non è a rischio perché “è stata conquistata in tanti anni”.
[repubblica]

Ma questi ci fanno o ci sono? Il Giornale, di proprietà della famiglia Berlusconi è già l’organo del partito Forza Italia, anche se non in maniera ufficiale. Adesso si inventano pure sto sciopero, per farsi un po’ di pubblicità gratutita. Sciopero che non bloccherà l’uscita nelle edicole. Allora i casi sono due: i giornalisti del Giornale sono degli incapaci e non sanno manco scioperare oppure, come già detto, è una bufala per farsi pubblicità nei telegiornali e organi di informazione.
Nel numero di domani, non si poteva cominciare meglio, ci sarà un’intervista a Silvio Berlusconi. :vomit2:
Peones.

Pubblicato in Il nano piduista, Povera Italia da swampthing | 3 Commenti »

starChi va col nano impara a…

25 Maggio 2007 alle 19:07
calogero

lo scudetto mettilo nel culo

…esser nano. Troppo abituati a frequentare gente di bassa statura, i giocatori del Milan dimostrano d’esser degni del loro padron… ops presidente!
Chi sa cosa penserà Gesù caro Kakà? Rispetta il prossimo tuo come te stesso, mai sentita questa?

[foto tratta da repubblica.it]

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starAcqua! disse il Cavaliere

19 Maggio 2007 alle 01:20
Spartaco

Televideo

18/05/2007 23:39

Berlusconi, lieve malessere dopo comizio

Subito dopo il comizio tenuto all’Aquila, Silvio Berlusconi ha avuto un attimo di mancamento e ha chiesto un bicchiere d’acqua.

Un’altra bottarella. Disse il pappicio (tarlo-ndr) “dammi tempo che ti foro”. Berlusconi deve essersi parecchio affaticato, ad arrampicarsi sugli specchi della sua ennesima “performance” sui brogli elettorali delle scorse politiche. Perchè pare fosse questo il tema centrale del suo comizio.

Qualcosa deve essere andato storto. Anche le agenzie sono confuse. Per esempio il tg1, che ha riportato frettolosamente la notizia nell’edizione della notte, ha detto che il Cavaliere ha chiesto un tè caldo. Non è escluso che questa sia una manipolazione di Riotta. Come a dire “sei un vizioso fino in fondo: da cardiopatico non rinunci a una bevanda notoriamente eccitante, infarcita di caffeina, quale appunto il tè”. Sicuramente ci sarà la rettifica di Bonaiuti: Berlusconi ha in realtà chiesto una camomilla.

Per noi fa lo stesso: acqua, tè o camomilla non risolvono la cosa.

E noi sappiamo aspettare.

Pubblicato in Il nano piduista da Spartaco | 12 Commenti »

starNon ha più l’età…

17 Maggio 2007 alle 10:53
RedPower

70 anni sono duri da portare. La memoria si annebbia, la vista crolla, cali di pressione, infarti di natura divina. E’ difficile fare la guerra ai comunisti a 70 anni dopo aver lavorato così tanto, dopo aver fatto proprio di tutto nella propria vita.

berlu.jpg

Quindi è ovvio che si ricorre a stratagemmi… in questi casi diventano leciti.

Comizio a Como, per far vedere di sapere tutto sulla città (di cui magari non sapeva nemmeno l’esistenza), Mr. B. si è scritto qualche appunto sulla mano:

Carioni: presidente leghista della provincia di Como

Ticosa: grande industria tessile di Como

Appena prima aveva dichiarato: “Di Como so tutto perchè sono un secchione”. :shootme: Non perde il vizio di mentire ai suoi elettori.

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starFenomenologia di Berlusconi

13 Maggio 2007 alle 12:35
Spartaco

berluska_incazzato.jpg

“Ahi! Signora Lòngari, mi è caduta sull’uccello”, disse Mike Bongiorno. Chissà se Umberto Eco ha preso spunto anche da questa memorabile gaffe per scrivere la sua “Fenomenologia di Mike Bongiorno”.

Il tema centrale del saggio è: come si può, a fronte di tanta scempiaggine, risultare in testa agli indici di ascolto? Eco tenta una spiegazione, che è più o meno la seguente: Mike Bongiorno è talmente sprovveduto che anche il più sprovveduto degli italiani, quando lo vede in azione, si sente superiore a lui. E gli porta simpatia.

Il professor Eco mi perdonerà se uso il suo stesso approccio metodologico per una “Fenomenologia di Berlusconi” che, nella pratica, ricalca quella di Mike Bongiorno.

Si sottolineano infatti diversi punti di convergenza tra i due illustri personaggi.

Continua »

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starQuando muore Berlusconi

5 Maggio 2007 alle 22:17
Spartaco

Quando muore Berlusconi non è come quando muore il papa. Morto un papa se ne fa un altro. Due o tre suore che piangono, il catafalco con il cadavere imbalsamato in piazza San Pietro e poi la fumata bianca, dopo qualcuna nera giusto per far scena. E poi via alla notte degli oscar, con l’affacciata al balcone.

Per Berlusconi sarà tutto diverso, tranne il cerone sul viso e il fard a cui non rinuncerà nemmeno da morto, per cui anche lui sembrerà imbalsamato.

Sarà una cosa memorabile, perché lo sconcerto si impadronirà di tutti.

Come quando morì don Mommo, in un paese della Calabria, che i ragazzi non furono mandati a scuola o come quando arrestarono a Casal di Principe un temibile capo-camorra dell’agro aversano, per cui la gente si riversò per strada chiedendosi smarrita: “ E adesso come faremo?”

Come faranno quelli che abitualmente usano Berlusconi come spauracchio? Quelli che dicono “fai il bravo, sennò viene Berlusconi”? Come faranno quelli che pur di sbarrargli il passo sono disponibili a confondere sinistra e centro, laicismo e clericalismo, mangiapreti e bacchettoni, ulivi e margherite, zitelle mai violate e femminazze assatanate?

La prima cosa che succederà è che si sfascerà il Partito Democratico, che nasce in funzione antiberlusconiana o comunque contro l’aggregazione che Berlusconi è riuscito a realizzare. Un po’ come gli Indiani della prateria, che si misero insieme per sconfiggere in battaglia campale il generale Custer e poi tornarono a farsi guerra tra di loro.

Mediaset scomparirà e si tornerà al monopolio della Rai: qualcuno sta anche pensando di abolire il colore e tornare al bianco e nero, perché è più suggestivo e fa onore al Neorealismo italiano.

Per gettare fumo negli occhi in nome di un falso pluralismo di pensiero e di opinione, l’attuale canaglia giornalistica berlusconiana sarà mantenuta in vita affidandola a Confindustria.

La cosa però potrebbe non durare molto, perché bisogna fare i conti con l’irresistibile vocazione degli italiani a portare al potere le figure da avanspettacolo. Il loro gusto per la macchietta non ha limiti. Lo hanno fatto per Berlusconi, lo fecero per Mussolini inframmezzati da ciccioline e altri personaggi su cui conviene stendere un velo pietoso. Per cui non è detto che morto Berlusconi non ne venga poi un altro. Fiorello è in agguato.

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starAnche berlusconi tiene famiglia, anzi famiglie!

5 Maggio 2007 alle 14:14
calogero

“No, non credo che andrò. Non ho l’abitudine di partecipare a tutte queste manifestazioni, però partecipo certamente con il cuore, quindi Forza Italia sarà assolutamente presente”. Cosi’ il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, arrivando al Castello della Zisa a Palermo, nel suo secondo giorno in Sicilia per la campagna elettorale delle amministrative, in merito all’appuntamento a favore della famiglia che si terrà a Roma sabato prossimo.
[repubblica.it]

Certo che berlusconi a queste manifestazioni non ci va. Metterebbe in imbarazzo gli organizzatori, fautori della famiglia fondata sul matrimonio e non quella fondata su un divorzio precedente. Perché, se ti risposi in seconde nozze, o eri vedovo o hai divorziato.
Senza parlare delle figlie di primo e secondo letto, decisamente emancipate dalla morale bigotta e retrogada di chi organizza manifestazioni contro le famiglie degli altri. Una con un paio di figli fuori dal matrimonio, l’altra, avuta in seconde nozze dalla Signora Veronica, in dolce attesa e nemmeno lei sposata. Direi che Silvio non può andare a queste manifestazioni: non ne ha i titoli. Magari, silvio potrebbe andare alle manifestazioni sui DICO, ma che dico, sicuramente a lui non frega di diritti, successioni e alimenti, visto che son tutti miliardari! I diritti, son roba da povera gente!

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starLiberisti? Prrrrr

4 Maggio 2007 alle 21:37
swampthing

Riuscirà il prode berlusconi a convincere i suoi elettori che la legge anti trust, ispirata all’ordinamento americano, è invece una legge comunista e fatta apposta per toglierlo dalla scena politica italiana?

Non ci vuole molto, direte voi. I berluscones sono persone che non ragionano e ripetono a pappagallo quello che leggono sul Giornale o sentono al Tg4. In parte è vero.

Ma il blind trust si può definire killeraggio politico, come vuol far credere berlusconi?

Berlusconi afferma da Trapani, dove sta facendo campagna elettorale che “Non sta né in cielo, né in terra. Vogliono fare come il sistema americano. Ma non siamo in Usa, siamo in Italia e qui le cose funzionano in modo diverso. Quello che loro mettono come soglia al di là della quale uno dovrebbe vendere tutto, e affidare a un signore che può fare delle sue sostanze ciò che vuole, non sta né in cielo né in terra”.

Ha ragione, l’Italia non è l’America. Qui ci sono i monopoli. Qui non si può avere il comunismo, ma neanche il liberismo americano. Qui lo Stato è una vacca da mungere per i capitalisti nostrani, che lo statalismo lo intendono solo come aiuto indiscriminato alle aziende. Qui si fanno le leggi “ad personam” senza che nessuno si opponga.

In una nazione civile berlusconi non avrebbe scampo. Si ha ragione lui, è killeraggio politico (anche) nei suoi confronti. Sacrosanto, visto che non dovrebbe manco essere dov’è, visto che era ineleggibile.

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