

Piove sul bagnato. Dopo la figuraccia fatta con le dichiarazioni su Roma e la retromarcia in perfetto stile berlusconiano, un’altra tegola cade su quella zucca vuota di Ratzinger, il papa che non piace.
“Benedetto XVI non deve entrare all’Università La Sapienza“. Il vade retro viene da un nutrito gruppo di docenti e studenti dell’ateneo più antico d’Europa e apre un nuovo fronte laici-cattolici. Il rischio è che giovedì prossimo, quando è in programma un discorso del Papa - terzo pontefice in visita all’ateneo - vada in scena una clamorosa contestazione, un sit-in antipapalino all’ombra delle Minerva. La parola d’ordine è: “Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario”.
Il messaggio anti Ratzinger è stato spedito direttamente al rettore Renato Guarini: “Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso a Parma, Joseph Ratzinger ha rilanciato un’intollerabile affermazione di Feyerabend: “Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto“”. [repubblica.it]
Ovviamente finché ci saranno Bruni Vespa in giro a spacciare un simile personaggio per intellettuale e una stampa compiacente a fare da eco, questo individuo potrà sempre passare per quello che non è: un intellettuale, appunto.
Alla facoltà di fisica della Sapienza, avranno pensato a che fine avrebbero fatto loro, i fisici, se non ci fosse stato l’illuminismo, la rivoluzione francese, la rivoluzione americana, la nascita dello stato laico e democratico, frutto del pensiero di persone come: Denis Diderot, David Hume, John Locke, Charles de Montesquieu, Jean-Jacques Rousseau, Adam Smith, Voltaire, Immanuel Kant, Benjamin Franklin, eccetera o, per restare in Italia, Giuseppe Parini e Cesare Beccaria.
E probabilmente si sono risposti: avrebbero fatto la fine di Galileo, processati, umiliati e condannati. E allora perché invitare all’inaugurazione dell’anno accademico colui che è stato per lungo tempo a capo della “congregazione per la dottrina della fede” (leggi inquisizione, che fai prima e non ti sbagli), e che nel 1990, non nel 1790, definiva ragionevole e giusto il processo inquisitorio a Galileo? Boh! Misteri del baronato accademico, forse. Motivi validi, a prima vista, non ce ne sono.
Comunque vada, Magnifico Luminosissimo Eccelso Fenomenale Rettore Guarini, faccia pure, e poi tutti a studiare il creazionismo. Intellettuali!