Ti stuprano e resti incinta? Il figlio te lo tieni! Parola di Tarcisio Bertone
21 Agosto 2007 alle 11:05

…Quanto all’aborto in caso di violenza sessuale, il segretario di Stato (Tarcisio Bertone nds) ha insistito con fermezza: «Non si può aggiungere a omicidi altri omicidi, l’uccisione di altre persone. Anche se sono persone in fieri, sono persone, sono soggetti umani, con tutta la loro dignità di esseri umani», ha sottolineato riaffermando la nota posizione della Chiesa cattolica secondo la quale la vita inizia al momento stesso del concepimento. Il cardinale Bertone ha confermato l’impegno rigoroso della Chiesa contro la violenza nei confronti delle donne, «contro questa forma disumana di violenza che è lo stupro» .
[corriere.it]
Sono posizioni di principio. Come quasi tutte quelle che esprime la chiesa, spesso slegate dalla realtà e basate solamente sulle loro granitiche certezze. Questi uomini in gonna che fanno una vita ritirata, morigerata e “casta” si sentono sempre in diritto e dovere di dire la loro. Pure a una donna stuprata e incinta del suo stupratore. Io fossi in loro nemmeno mi esprimerei in materia, perché parlare di cose che non si possono nemmeno immaginare dovrebbe indurre, come minimo, ad una saggia prudenza. Invece i preti sono sempre travolti dal bisogno di sparare la loro soluzione su tutto, hanno la ricetta buona per tutte le situazioni anche se in genere non risolvono nulla.
Allora vorrei vedere Bertone & Co. farsi un paio di pomeriggi in compagnia di una dozzina di miliziani serbi infoiati e incazzati, stuprati a ripetizione per ore e poi tenere il frutto dell’amore in pancia per nove mesi e partorire (senza epidurale s’intende, il dolore nel parto oltre ad essere obbligatorio per sacra scrittura, avvicina alla passione di Cristo. Vuoi mettere?).
Oppure potrebbero fare gli schiavi del sesso in qualche foresta della Sierra Leone, o passare una notte violentati dal branco in una qualsiasi periferia europea. E poi tenersi il figlio. Ma tutto questo nella realtà non si da, però loro dettano le regole per gli altri, anzi le altre, le donne stuprate, loro sì, sul serio. Regole di principio alle quali loro non saranno MAI sottoposti. Facile, no?
Chissà forse se solo nei vertici della Chiesa ci fosse qualche suora, qualche donna con peso, dico forse almeno su qualche argomento ci risparmieremmo la pena di dover commentare certe posizioni che sono semplicemente disumane. Ma nella Chiesa quanto poco contano le donne si sa e -purtroppo- spesso si vede.
PS. post duro? Perché, la posizione della chiesa non lo è?
Pubblicato in mondo malato, L'ora di religione da calogero | 28 Commenti »

…Quanto all’aborto in caso di violenza sessuale, il segretario di Stato (Tarcisio Bertone nds) ha insistito con fermezza: «Non si può aggiungere a omicidi altri omicidi, l’uccisione di altre persone. Anche se sono persone in fieri, sono persone, sono soggetti umani, con tutta la loro dignità di esseri umani», ha sottolineato riaffermando la nota posizione della Chiesa cattolica secondo la quale la vita inizia al momento stesso del concepimento. Il cardinale Bertone ha confermato l’impegno rigoroso della Chiesa contro la violenza nei confronti delle donne, «contro questa forma disumana di violenza che è lo stupro» .
[corriere.it]
Sono posizioni di principio. Come quasi tutte quelle che esprime la chiesa, spesso slegate dalla realtà e basate solamente sulle loro granitiche certezze. Questi uomini in gonna che fanno una vita ritirata, morigerata e “casta” si sentono sempre in diritto e dovere di dire la loro. Pure a una donna stuprata e incinta del suo stupratore. Io fossi in loro nemmeno mi esprimerei in materia, perché parlare di cose che non si possono nemmeno immaginare dovrebbe indurre, come minimo, ad una saggia prudenza. Invece i preti sono sempre travolti dal bisogno di sparare la loro soluzione su tutto, hanno la ricetta buona per tutte le situazioni anche se in genere non risolvono nulla.
Allora vorrei vedere Bertone & Co. farsi un paio di pomeriggi in compagnia di una dozzina di miliziani serbi infoiati e incazzati, stuprati a ripetizione per ore e poi tenere il frutto dell’amore in pancia per nove mesi e partorire (senza epidurale s’intende, il dolore nel parto oltre ad essere obbligatorio per sacra scrittura, avvicina alla passione di Cristo. Vuoi mettere?).
Oppure potrebbero fare gli schiavi del sesso in qualche foresta della Sierra Leone, o passare una notte violentati dal branco in una qualsiasi periferia europea. E poi tenersi il figlio. Ma tutto questo nella realtà non si da, però loro dettano le regole per gli altri, anzi le altre, le donne stuprate, loro sì, sul serio. Regole di principio alle quali loro non saranno MAI sottoposti. Facile, no?
Chissà forse se solo nei vertici della Chiesa ci fosse qualche suora, qualche donna con peso, dico forse almeno su qualche argomento ci risparmieremmo la pena di dover commentare certe posizioni che sono semplicemente disumane. Ma nella Chiesa quanto poco contano le donne si sa e -purtroppo- spesso si vede.
PS. post duro? Perché, la posizione della chiesa non lo è?








